Assieme al fratello Scott e all'Iguana Iggy Pop aveva dato vita, sul finire degli anni sessanta, al sound protopunk degli Stooges. Oggi, all'età di 60 anni, Ron Asheton muore per cause naturali nella sua casa di Ann Arbor. Il suono distorto della sua chitarra, marca distintiva della band, lo ha portato al ventinovesimo posto della classifica dei più grandi chitarristi di tutti i tempi, stilata da Rolling Stone nel 2003.
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QUARTETTO ALL STAR
Luogo: Il Melo, Gallarate (VA)
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PAOLO CONTEwww.paoloconte.itLuogo: Teatro A. Ponchielli, Cremona
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Il Teatro Ponchielli con la sua raccolta atmosfera d’antan ha qualcosa di contiano insito nel suo stesso spazio: la suggestione di uno sguardo dal loggione alla platea, unita all’impeccabile acustica, rende completa l’esperienza di un concerto di Paolo Conte.
Silenziosa velocità, ovvero “l’elegia della bicicletta” (per citare l’autore) dà inizio alla seconda parte della performance. Secondo uno schema che ricalca quello dell’incipit, il brano estrapolato da Psiche è seguito dai tre fondamentali Madeleine, Dancing e Chiamami adesso fino ad arrivare al grande classico Genova per noi in cui è concesso alle sole dita del compositore accompagnare il cantato. Conte non rinuncia a ritagliarsi lo spazio di una lapidaria esibizione alla marimba prima di dare in pasto al pubblico l’attesissima Via con me, punteggiata dal pizzicato del barbuto violinista, Piergiorgio Rosso, capace di guadagnarsi durante la serata un ruolo da protagonista oltre allo sguardo ammirato di Conte. Una Berlino anni Cinquanta anticipa le atmosfere rarefatte di Max, con Jino Touche che abbandona nuovamente il contrabbasso per dedicarsi al basso elettrico. A chiudere la “trilogia della bicicletta” ecco Diavolo rosso, brano sempre molto intenso nella versione live, in cui i musicisti si alternano all’assolo su una serrata e costante base ritmica, sostenuta soprattutto dall’instancabile chitarrista Daniele dall'Omo, che si spreme fino all’ultima pennata. Sul finire del brano dall’effetto catartico, Conte alza gli occhi al cielo come attraversato da un’esperienza mistica e purificatrice prima di eseguire Eden, pezzo toccante dedicato al padre.
Si sa che la fastidiosa incombenza del bis è ineluttabile, quindi i musicisti usciti di scena ritornano ai loro posti sul ritmo latino di Cuanta pasión. La canonica versione live iper-velocizzata di Via con me scandisce il concludersi della serata e soddisfa il pubblico che può finalmente intonare “It’s wonderful, s-wonderful, s-wonderful...” prima di lasciare il teatro.
Nonostante l’uscita del nuovo album, nulla è stato aggiunto all’ingranaggio live perfettamente funzionante degli anni passati. Il timore è che una formula ormai consumata possa perdere di vigore, inficiando la buona riuscita della performance che, per quanto ineccepibile dal lato tecnico (i musicisti e polistrumentisti di cui si circonda Conte sono sempre impeccabili), rischia lentamente di perdere l’impatto iniziale. Per il momento ci godiamo il ricordo di uno spettacolo sempre emozionante, ma l’augurio è che una scintilla inattesa possa donare una rinnovata vitalità alle future esibizioni.
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4 WAYS QUARTET
Luogo: Il Melo, Gallarate (VA)
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AC/DCwww.acdc.comLuogo: Mediolanum Forum, Assago (MI)
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Un vecchio treno a vapore lanciato a tutta velocità, uno stridìo assordante di binari, un’eccitazione crescente, poi lo schianto. Come nei peggiori incubi del pubblico dei fratelli Lumière, dal maxischermo lacerato, tra fragorose detonazioni, fiamme e dense cortine di fumo, irrompe una vecchia locomotiva a grandezza dello sfondo, tra fuochi d’artificio e fumo denso, gli ingranaggi inossidabili di questa macchina perfetta, Malcom Young alla chitarra, Phil Rudd alla batteria e Cliff Williams al basso, continuano a macinare riff graffianti e ritmi granitici senza mai perdere un colpo. Come una prima linea rugbystica, assicurano una costante spinta e tengono unita la squadra coprendo le spalle alle scorribande anarchiche dei due solisti là davanti.
Dopo due ore intensissime siamo ormai al capolinea. Nelle orecchie dei tredicimila risuonano ancora, oltre a classici intramontabili figli degli anni ’70 come The Jack, You Shook me all Night Long e TNT, le note dei nuovissimi singoli Big Jack, naturale, forse anche più grande: dalla finzione del filmato-fumetto in computer graphics si passa alla realtà, e loro sono già lì, davanti a nostri occhi ancora increduli e abbagliati dalle esplosioni, a scuoterci con la loro Rock’n Roll Train.
Un concerto degli AC/DC oggi è proprio questo, un treno che nonostante gli inevitabili segni del tempo e una vecchia caldaia a carbone come cuore corre a 300 miglia orarie per un viaggio di due ore attraverso trent’anni di storia, a scoprire le radici più genuine e selvagge del rock’n roll. Gli Australiani, si sa, hanno la pelle dura e il sangue scozzese che scorre nelle vene dei fratelli Young dovrebbe essere una garanzia, eppure, a distanza di 13 anni dall’ultima apparizione italiana, in pochi avrebbero potuto immaginare uno show del genere.
Brian Johnson appare fin dai primi pezzi in stato di grazia. La voce tagliente e feroce non lo abbandona nemmeno per un secondo, la potenza e l’intensità sono sempre le stesse eppure si ha l’impressione che, se possibile, negli ultimi tempi sia addirittura migliorata per precisione e pulizia. Back in Black, Hells Bells e la prima strofa di Thunderstruck ne sono la dimostrazione e mandano in visibilio il pubblico. E Brian, nei tipici jeans attillati, gilet, coppola e qualche chilo di troppo, ricambia l’affetto con continue incursioni lungo la passerella che si insinua fin nel cuore della folla; la incita, la scalda, la diverte con le sue movenze goffamente sexy. Intanto alle sue spalle Angus è indiavolato. Classica divisa color porpora da scolaretto e Gibson tra le braccia, corre, si dimena, sbuffa e annaspa come posseduto. I primi piani proposti dai maxischermi ci regalano smorfie impagabili da cui traspaiono, sotto una maschera di sudore, tutta la fatica, la passione, la concentrazione e un ghigno beffardo che sembra dire “Gente di poca fede, noi siamo ancora qui e questo non è che l’inizio”. L’annunciata Apocalisse arriva poco dopo e sulle note incendiarie di Let There be Rock la scena è tutta sua: corse a perdifiato e convulsioni a cinque metri di altezza per un assolo impeccabile che culmina davanti all’imponente maxischermo che ne celebra la grandezza e lascia i fan stremati, con le orecchie a pezzi, la bocca aperta e, i più nostalgici, con gli occhi lucidi.
Pausa. Nemmeno il tempo di consumare una sigaretta e il treno riparte con tutta la carica di Highway to Hell e le cannonate finali di For Those About to Rock (We Salute You), classico rituale che da anni conclude le loro esibizioni. Nella penombra Black Ice e della già citata Rock 'n Roll Train: due ore di emozioni forti, brividi e tanto sudore.
Il clamore che ha preceduto questo evento, le due date milanesi sold-out nel giro di pochi minuti, la folla entusiasta, l’impegno, la grinta e la professionalità della band australiana, sono l’ennesima conferma che il rock, quello vero, è più vivo che mai. L’ennesima conferma che gli AC/DC, dopo trentacinque anni di carriera, milioni di dischi venduti in tutto il mondo, record di vendite negli USA nel 2008 con l’ultimo album Black Ice - tra l’altro uscito solo a fine ottobre - e un tour mondiale di diciotto mesi in corso, meritano di stare lassù, tra gli Immortali
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CLAUDIO FASOLI EMERALD QUARTETwww.claudiofasoli.com
Luogo: Camera del Lavoro, Milano
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Headline di tutto rispetto per la sesta edizione del Coachella Festival che avrà luogo come ogni anno a Indio (California). Manifestazione poco nota in Italia (se non altro per un motivo geografico) vedrà tra il 17 e il 19 aprile l'esibizione di alcuni tra le più note personalità del panorama musicale contemporaneo. Oltre a Paul McCartney, i Cure, i Killers prenderanno parte all'evento Morrissey, Amy Winehouse, My Bloody Valentine, Franz Ferdinand, Yeah Yeah Yeahs, TV On The Radio, Leonard Cohen e Paul Weller, per citare solo i più noti.
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