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SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Mercoledì Aprile 14, 2021
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Domenica, 03 Gennaio 2021 17:01

Cesare G. Romana. Un faro, un amico In evidenza

«Grazie degli auguri sempre graditi. Io non sto benissimo mentre i mici stanno molto bene».

 

Nei primi giorni di novembre cade il suo compleanno. Ci scambiamo ogni anno qualche battuta in questa e, ormai, poche altre occasioni. I mici sono la sua priorità: più del suo stato di salute gli interessa che stiano bene gli amici felini, una compagnia a lui molto gradita; più di quella degli esseri umani.

 

Quando ho conosciuto Cesare – era il dicembre del 2007 – era prossimo al pensionamento, «un Eden» l’avrebbe definito qualche mese più tardi quando lo ricontattai per un parere, seguendo una sua indicazione di cui conservo ancora lo scritto originale:: «Sono io a dirle […] - sinceramente, fuor di prammatica - che se mai le fosse utile un parere o un consiglio non deve esimersi dal sollecitarmelo: sarò felice di esserle utile. Cordialità e molti auguri».

 

Da quel momento, fino a pochi giorni fa, non mi ha mai fatto mancare né mi ha fatto attendere una sua risposta: ogni qualvolta per i motivi più disparati ho avuto bisogno di un suo consiglio o, semplicemente, di una sua battuta in risposta ad un mio sms, l’ho avuto nel giro di pochi minuti.

 

Cesare era capace, con i suoi racconti, di trasportarmi in epoche e situazioni eccezionali, mitiche, estremamente distanti dalla realtà in cui vivevo, con una lucidità ed una narrazione impeccabili ed incredibilmente coinvolgenti. Avete presente quando il protagonista di «Midnight in Paris» (Woody Allen) si trova ad ascoltare affascinato le storie di vita di Ernest Hemingway narrate dallo stesso scrittore? Ecco, con la stessa forza e lo stesso entusiasmo ero rapita mentre Cesare ricordava appassionato una serata al Premio Tenco o un bicchiere in compagnia di Francesco Guccini; amava ripetermi di uno scambio di battute nell’ufficio di Indro Montanelli, sottolineandone sempre la grandezza; o, ancora, aveva a cuore le avventure dei suoi primi anni dopo il liceo, periodo in cui ha voluto ad ogni costo - mettendo a repentaglio la sua stessa esistenza – intraprendere il mestiere che avrebbe svolto con devozione per il resto della sua vita; ricordava con nostalgia, ma molto divertito, le nottate trascorse assieme agli operai che facevano “il lavoro sporco” della tipografia, tra un’imprecazione e l’altra, formando le sequenze con i caratteri mobili in piombo: i lavori più importanti ed affascinanti, secondo lui, erano quelli umili; e delle occupazioni più umili ha sempre avuto grandissimo rispetto. 

 

Anarchico, generoso, integerrimo ed estremamente coerente, preferiva la compagnia di chi frequentava i bassifondi a quella dei salotti bene. Le sue avventure di vita vissuta erano ambientate tra i caruggi di Genova, la Borsa di Arlecchino, i trani («a gogò», avrebbe cantato Giorgio Gaber) e tutti gli ambienti in cui gli incontri si facevano autentici.

 

Non amava mettersi in mostra e se lo faceva era solo per qualche suo articolo che gli era proprio impossibile far passare inosservato. (Forse quello di cui andava più fiero riguardava Edith Piaf: era stato pubblicato su Il Giornale all’epoca della direzione di Maurizio Belpietro, mi pare; campeggiava incorniciato all’ingresso di casa sua e ne parlava spesso). Infatti, ogni volta che c’era da prendersi un merito, a lui piaceva che il merito fosse di qualcun altro: di «Nicoletta» (Patty Pravo) che gli aveva fornito l’ottimo materiale di cui scrivere e che gli avrebbe fatto vincere un importante premio, o di Belpietro che gli aveva dato la libertà di scrivere quell’articolo su Edith Piaf, solo per citare un paio di casi.

 

Questo era il suo carattere. Cesare era schivo ed estremamente sicuro di sé; talmente sicuro da non aver bisogno di altri riscontri. 

 

La sua professione è stata tutto per lui. Mi diceva: «è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una penna», senza ovviamente attribuirsi la paternità dei versi. Dalla canzone «Amico fragile» aveva anche preso ispirazione per il titolo di uno dei suoi libri su Fabrizio De Andrè, amico fraterno e artista stimatissimo. 

 

Tra i racconti di Cesare, i più intensi erano indubbiamente quelli in cui condivideva il ricordo di «Fabrizio»; in queste occasioni non riusciva a contenere la commozione. Ricordava i dettagli dei loro incontri, senza omettere - e senza mai giudicare - i pregi e i difetti di quello che considerava un genio. 

 

Grandissima la stima che nutriva verso «Dori» (Ghezzi); credo abbia avuto modo di dirglielo anche di recente, quando nel film «Fabrizio De André - Principe libero» ha voluto inserire il suo personaggio in un breve passaggio. La cosa gli aveva fatto un immenso piacere.

 

La sua compagna e compagnia era la musica classica. Quando mi raccontava il libretto di un’opera sapeva far rivivere i personaggi come fossero stati realmente parte della sua vita; e, in un certo senso, lo sono stati nell’ultimo decennio che ha trascorso tra l'ascolto di musica classica (criticava Fabio Fazio quando la chiamava «musica d’arte») e la lettura e rilettura dei romanzi che lo appassionavano.

 

Già, perché dopo una vita passata a «dover ascoltare canzonette», non voleva più sentirne nemmeno parlare (c’erano ovviamente alcune eccezioni). Tra i suoi racconti più esilaranti, ricordo quelli delle serate Sanremesi: con tutta l’ironia di cui sono capaci i grandi, mi parlava del Festival - soprattutto negli ultimi anni di attività - come di un supplizio, alleviato dai compagni d’avventura (Mario Luzzatto Fegiz, Marinella Venegoni, Gino Castaldo erano i più citati), per i quali riservava sempre belle parole.

 

Per chi non ha avuto la fortuna di ascoltare le parole di Cesare "dal vivo", ci sono queste Storie di Musica che, di comune accordo, abbiamo deciso di ripubblicare su AMAmusic. Anche in questo caso - a dimostrazione del fatto che la coerenza fosse indubbiamente un tratto inconfondibile del suo carattere - il merito di questa rubrica non era suo: «Grazie - mi disse - per aver dato alle mie storie l’opportunità di rivivere». Incorreggibile.

 

Se fossi stata una brava giornalista (o almeno avessi raccolto i suoi numerosi incoraggiamenti) avrei preso nota, giorno dopo giorno, di tutti i suoi racconti e avrei scritto un pezzo più accurato. 

Il mio scopo, ora, è solo rendergli omaggio e aiutare qualcuno a ricordarlo. Il mio pensiero va a suo fratello, cui sono vicina.

Mercoledì, 13 Luglio 2016 13:41

Moon and Stars 2016 In evidenza

Per la dodicesima volta la Piazza Grande di Locarno si trasforma in un palcoscenico per i migliori interpreti internazionali del rock e pop. Dal 8 al 18 luglio il Festival Moon&Stars ospita le grandi stelle dell’olimpo musicale, in una cornice di 120'000 spettatori per tutti i dieci giorni.

 

Gli ospiti del Festival hanno la possibilità di vivere e assaporare da vicino i concerti, gli artisti, e di lasciarsi trasportare dalle emozioni.

 

Per gli artisti, il Festival Moon& Stars costituisce una delle tappe più amate nelle loro tournée. Sono affascinati sia dalla spettacolare Piazza Grande che dalla vicinanza del loro pubblico.
La Piazza Grande a Locarno si trova solo a 500 metri dalla stazione, e a 300 metri dall’imbarcadero del Lago Maggiore.

 

Lasciatevi incantare dal più bel Festival della Svizzera!

 

PROGRAMMA

 

VENERDI, 08. LUGLIO 2016, ORE 20.30
ELLIE GOULDING SPECIAL GUEST MARCO MENGONI

 

SABATO, 09. LUGLIO 2016, ORE 20.00
POOH / MODÀ



MERCOLEDI, 13. LUGLIO 2016, ORE 20.30 
PHARRELL WILLIAMS / SPECIAL GUEST BREITBILD


GIOVEDI, 14. LUGLIO 2016, ORE 20.00
EARTH, WIND & FIRE / TOM JONES


VENERDI, 15. LUGLIO 2016, ORE 20.30
LANA DEL REY / SPECIAL GUEST ALOE BLACC


SABATO, 16. LUGLIO 2016, ORE 20.00
CRO MTV UNPLUGGED / GENTLEMAN & KY-MANI MARLEY


DOMENICA, 17. LUGLIO 2016, ORE 19.45
77 BOMBAY STREET / PEGASUS / PATENT OCHSNER



Lunedì, 11 Gennaio 2016 08:22

Addio a David Bowie In evidenza

Ci ha abituati ad uscite di scena eclatanti,  suicidi simbolici, morti inscenate, risurrezioni altrettanto sconvolgenti. Anche questa volta - mi dico – è la stessa cosa: “la sua arte vive e rinasce, oggi e per sempre”. Anche questa volta - mi dico – ma non è così.

 

La stella nera del suo ultimo album, impronunciabile, senza caratteri, senza colori, senza gioia, sembrava preannunciarlo. Le atmosfere tetre, il sapore acre degli arrangiamenti dissonanti, la sua voce (la solita) e i video intrisi di sofferenza si fondono nell’ennesimo capolavoro che Bowie ci ha regalato, festeggiando con l'uscita del videoclip Lazarus il giorno del suo sessantanovesimo compleanno, tre giorni prima della sua morte.

 

Anche questa volta ci ha stupiti - mi dico – ma sarà l’ultima.

Venerdì, 17 Aprile 2015 09:55

De Gregori in partenza col Vivavoce Tour In evidenza

E' in partenza il “VIVAVOCE Tour” di FRANCESCO DE GREGORI: l’artista presenterà live “VIVAVOCE”, il doppio album in cui rivisita con arrangiamenti inediti 28 tra i più importanti e significativi brani del suo repertorio.
La data che più incuriorisce è sicuramente quella del Summer Festival di Lucca (1 luglio) in cui il cantautore dylaniano per eccellenza condividerà il palcoscenico (ma non lo stesso set) proprio col menestrello di Duluth, ignaro responsabile di quella definizione.

Scopri le date

Giovedì, 09 Aprile 2015 06:36

Cento Zappa

Il centesimo (e definitivo) album di Frank Zappa uscirà postumo a giugno di quest'anno.

 

Registrato poco prima della morte del musicista, nel 1993, Dance Me This'ha una data di uscita confermata per il primo di giugno ed è stato pensato per essere il suo 100 ° album.

 

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