Viaggio attraverso le immagini di FIORENZO PELLEGATTA dal bianco e nero al colore: una splendida raccolta di fotografie jazz da ascoltare con gli occhi.

Dalle ore 22.00 si esibirà il CARLO UBOLDI TRIO
carlo Uboldi (piano)
Yuri Goloubev (contrabbasso)
Marco Caputo (batteria)
a seguire jam session
ingresso libero

La rassegna jazzistica, giunta alla sua undicesima edizione, offre con le sue proposte artistiche di altissima qualità, un grande spettacolo dal vivo sul palco del Planet Soul. Gli artisti più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale si alternano dando vita ad un percorso cultural-musicale rivolto ad un pubblico appassionato ed esigente.
12 OTTOBRE
FREEJANGO
LUCA CAMPIONI, violino
RICCARDO BIANCHI, chitarra
MARCO RICCI, contrabbasso
TOMMY BRADASCIO, batteria
26 OTTOBRE
YURI GOLOUBEV – JUST MUSIC
YURI GOLOUBEV, contrabbasso
ROBERTO OLZER, pianoforte
FABRIZIO SPADEA, chitarra
9 NOVEMBRE
DINO RUBINO trio
DINO RUBINO, pianoforte
PAOLINO DALLA PORTA, contrabbasso
STEFANO BAGNOLI, batteria
23 NOVEMBRE
CLAUDIO CAPURRO quartet
CLAUDIO CAPURRO, sax
MASSIMO CURRO’, chitarra
LORENZO SANDI, contrabbasso
MATTEO OTTONELLO, batteria
14 DICEMBRE
’S WONDERFUL quartet
LARA IACOVINI, voce
RICCARDO FIORAVANTI, contrabbasso
ANDREA DULBECCO, vibrafono
FRANCESCO D’AURIA, percussioni
La notizia è arcinota. Il celebre cantautore Franco Califano, 72 anni, ha richiesto l’applicazione a suo favore della legge Bacchelli per motivi di necessità. La legge prevede “l’assegnazione di un contributo straordinario a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte dello spettacolo e dello sport, ma che versano in condizioni d’indigenza.” A causa di una menomazione, Califano non può più lavorare (leggi = fare serate) e ritiene di avere i diritti per beneficiare della legge suddetta. Immediato il coro di critiche da parte dell’opinione pubblica. Per sua stessa ammissione, l’autore de “Tutto il resto è noia” non s’è certo mai distinto come risparmiatore, e molti ora si scandalizzano del temerarietà d’una simile richiesta.
Non so se Califano otterrà l’applicazione della Bacchelli e non mi va molto, pur comprendendolo e potendo facilmente entrare a farne parte, d’ unirmi al coro di riprovazione.
Gli artisti, in tutti i campi, hanno sempre avuto una patina d’invulnerabilità, oserei dire di impunibilità, e le proteste, legittime e sacrosante, della cosiddetta gente comune si sono (quasi) sempre risolte in parole al vento.
Un esempio su tutti.
Maradona è tutt’ora un idolo per un considerevole numero di nostri connazionali. Pensate che la loro opinione cambi, dopo aver magari letto il seguente articolo pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso 7 settembre?
Potrei citarne altri. Tornando all’affaire Califano, mi domando piuttosto per quale ragione il cantautore abbia sentito il bisogno di perorare la propria causa pubblicamente, sotto i riflettori. Non era il caso, vista la delicatezza della questione, muovere tutti i passi necessari avvolgendosi nel più totale riserbo? Ho già sentito una spiegazione: sensibilizzare l’opinione pubblica nei riguardi degli artisti in difficoltà. A parte il fatto che il pollice verso dell’opinione pubblica era soltanto prevedibile, ho anch’io una mia interpretazione: parlate bene o male di me, basta che ne parliate. La pubblicità è sempre l’anima del commercio.
Dal 9 Novembre sarà disponibile sui principali digital stores il primo disco del musicista e compositore Luca Olivieri dal titolo Trigenta. Il lavoro, rieditato per l'occasione in formato digitale, era stati originariamente pubblicato su cd nel 1996 e era fuori catalogo da anni.
Il lavoro comprende otto brani strumentali realizzati per la compagnia Teatro del Rimbombo e vede la partecipazione di numerosi ospiti tra cui Bruno Gaudenzi (Teatro Alla Scala di Milano), Andrea Cavalieri (Yo Yo Mundi) e Laura Gualtieri (Teatro del Rimbombo).
Luca Olivieri, musicista attivo nel mondo delle colonne sonore (il suo ultimo album La Quarta Dimensione contiene una parte dei suoi lavori recenti per il teatro e il cinema), ha negli anni diversificato la propria attività collaborando con numerose formazioni tra cui Yo Yo Mundi e Nichelodeon.

05 - 6 Novembre 2010
dalle ore 15.00 - c/o Palazzo dei Congressi
Mostre, conferenze, esibizioni e concerti Evento Del Bicentenario Argentino 1810-2010
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FRANCO D'ANDREAwww.francodandrea.comLuogo: Auditorium Cianfarani, Chieti
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Chieti in Jazz 2010 riceve la sua consacrazione sull’altare spoglio dell’Auditorium Cianfarani: non servono fronzoli a Franco D’Andrea, tantomeno ne ha bisogno il suo selezionato pubblico. Austero e solitario come il pianoforte a coda che lo attende sulla ribalta, il canuto pianista si presenta alla platea semplicemente entrando nel vivo della musica: nel gioco di rincorse tra polpastrelli e palmi di mano non risparmia nemmeno un’ottava della tastiera, alternando ai cambi di ritmo il ritorno dei temi.
Round Midnight è solo una tappa del viaggio attraverso il repertorio di Monk, Evans, Ellington, alternato a composizioni originali del performer che sembra voler rendere al pubblico, in poco più di un’ora di sola musica, la sua articolata definizione del termine “jazz”. Il tempo di ringraziare con un frettoloso inchino e D’Andrea è di nuovo alla sua postazione. L’accostamento insistente di alti e bassi cercati agli estremi della tastiera crea una particolare drammaticità, una conversazione tra i personaggi di una racconto da cui affiorano, di tanto in tanto, citazioni di standards.
Prima della rituale uscita di scena finale e successivo rientro tra gli applausi c’è tempo ancora per un paio di brani: un accompagnamento ostinato regge solidamente cinque buoni minuti di pura e virtuosa improvvisazione, mentre la chiusura è affidata ad un’altra composizione a firma D’Andrea.
L’atteggiamento pacato non cambia durante i bis: l’apparente timidezza di uno cortese signore d’antan che fatica a raccogliere gli applausi cela un’ostentata consapevolezza di chi sa di non dovere spiegazioni. Un’ultima planata tra i classici non manca di sfiorare il Gershwin di I Got Rhythm prima che D’Andrea si congedi da un pubblico appagato da un ascolto tanto impegnativo quanto memorabile.
Il nuovo album dei Queen, The Singles Collection, vol.4, sarà divulgato il prossimo 18 ottobre dalla Parlophone. E’ la 14esima pubblicazione relativa al gruppo, fatta salva la parentesi di Paul Rodgers + Queen, dalla dipartita di Freddie Mercury, nel novembre del 1991. Con il leader in vita, compreso il postumo ma da lui inciso Made in heaven, la band s’ era fermata a 19, e non c’è ragione per non pensare che questa quota verrà superata a breve.
Ben tre invece le uscite discografiche per John Lennon in questo suo indaffarato 2010. Tutte il 5 ottobre, tutte per la Capitol: Gimme Some Truth, Power To The People: The Hits, John Lennon Signature Box. Il prolifico ex-baronetto approda così alle pubblicazioni numero 15, 16 e 17. Dopo la sua morte, s’intende.
Le forme? Le solite: platinum collection, greatest hits, absolute greatest (!), classic, live, legend, unplugged, acustic, very best, box sets con foto, interviste, video, multimedialità e via discorrendo.
Questo articolo è una semplice elencazione di numeri e date con l’intento di ribadire un’ovvietà: il mito è una gallina dalle uova d’oro che non va mai in menopausa, un’eterna mucca da latte, una schedina di superenalotto che dà sempre sei. Superfluo forse a questo punto sarebbe il ribadire l’assoluta inopportunità di questi dischi. I Queen di Mercury non ci sono più, prendetevi il Paul Rodgers al limite, ma lasciate stare le “ultime uscite dei Queen con Freddie.” Per non parlare di Lennon, che quest’anno compie i trent’anni di carriera da morto contro i venti che ha avuto da vivo. E non venitemi a raccontare le balle degli inediti, che sono comunque sempre in numero irrilevante rispetto ai soliti mega hits ripresentati all’infinito. Se l’artista aveva deciso di lasciarli inediti, ci sarà stato un motivo. Così come c’è un motivo, misero ed indistruttibile, per ingolfare di continuo il mercato con le “nuove” opere dei nostri.
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