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SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Giovedì Dicembre 08, 2022
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Alfonso Gariboldi

Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

URL del sito web: http://www.alfonsogariboldi.it
Venerdì, 08 Febbraio 2013 11:06

Songs From The Big Chair // Tears For Fears

In ambito musicale ci sono stati, e ci saranno sempre, casi in cui un solista o un gruppo se ne esca con un singolo, magari piacevole e ben suonato e subito dopo con un intero disco. L’ascoltatore medio, ma anche il critico medio, corre a procurarselo e talvolta scopre amaramente che trattasi di pacco. Ossia, di compiaciuta dilatazione fino a un’ora e più dei tre/quattro minuti del singolo, senza che il prodotto presenti variazioni di rilievo.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 11:01

Steel Wheels // Rolling Stones

Steel Wheels presenta i Rolling Stones nella loro forma più classica ed esemplare. E’ infatti composto da una sfilza di canzoni che i Rolling suonano da sempre (nella fattispecie, da 25 anni), alternando brani di rock and roll solari ed energici, a lenti d’atmosfera (interpretati qui anche dal signor Richards) con l’unica intrusione d’un pezzo, Continental Drift, tanto originale quanto estemporaneo e totalmente avulso dal flusso stilistico-musicale dell’opera.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:58

Be Here Now // Oasis

Uscito nel momento più complicato in assoluto della band nei suoi primi quattro anni di vita (per vicende personali più che professionali), Be Here Now è un disco troppo auto indulgente e monotono per risultare soddisfacente, ma la sua pecca più rimarchevole è che non mostra, stilisticamente e tecnicamente, particolari miglioramenti rispetto ai suoi due brillanti predecessori.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:55

Nothing Like The Sun // Sting

All’inizio della decade, al momento dei successi planetari dei Police con singoli quali Don’t Stand So Close To Me, era certamente arduo ipotizzare che, solo otto anni dopo, il suo leader e principale compositore avrebbe pubblicato un’opera tanto distante, sia a livello di testi che stilisticamente. Quasi tutti i brani inclusi in Nothing Like The Sun sono brillanti esempi di introspezione interiore o denuncia sociale, espressa però sommessamente, come una protesta che parte dagli strati più infimi della condizione umana ma sa scuotere le coscienze.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:53

Us // Peter Gabriel

Dopo diciassette anni di carriera da solista, ecco infine l’opera più personale, il disco in cui più di ogni altro il menestrello di Bath si mette a nudo in maniera tanto incisiva da apparire quasi sfrontata. Un Gabriel intimo dunque, il che suona in un certo senso come una novità, considerando che i soggetti della sua penna sono prevalentemente elementi descrittivi, epici o sociali. L’ ex-Genesis è comunque stato raramente protagonista delle proprie liriche.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:51

0898 // The Beautiful South

Anticipato da due singoli e baciato da notevole successo nelle charts (perlomeno in madrepatria), nel marzo del 1992 viene pubblicato l’album 0898, con dodici nuovi brani scaturiti dal duo Heaton-Rotheray, le teste pensanti dei Beautiful South.
Ascoltando l’opera terza del complesso, l’impressione prevalente è che sia stata imposta una specie di sordina su un materiale d’impatto emotivamente notevole. E’ come se i ragazzi volessero prendere definitivamente le distanze dalle atmosfere giovani e movimentate degli Housemartins e maturare il proprio sound con melodie delicate, spesso sofisticate, ma pagando dazio in qualche occasione alla mancanza di mordente.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:48

The Who Sell Out // The Who

L’idea non era male, anzi. Una serie di jingle e ads debitamente creati e musicati all’uopo, come collante tra un brano e l’altro. L’anno è il 1967, il che spiega in parte la bizzarria e l’eccentricità di una simile proposta. In questi casi il rischio è che la trovata originale nasconda lo spessore della musica; fortunatamente, The Who Sell Out si mantiene su eccellenti livelli per quasi tutta la sua durata, mostrando una maturazione velocissima per una band che pubblicava dischi da soli due anni.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:46

Physical Graffiti // Led Zeppelin

L'ambizioso doppio album della svolta, per un gruppo più volte considerato come la "definite heavy-metal band" e che riesce in quest'occasione a dimostrare in misura incontrovertibile la propria brillante versatilità. Un disco che ispeziona a fondo le sfaccettature multicolori del rock, regalando veri capolavori, tanto differenti fra loro quanto parimenti affascinanti.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:39

Abbey Road // The Beatles

Più ancora che in Sgt.Pepper's, i cui effettivi meriti artistici vennero amplificati dall'ambito storico-generazionale in cui era stato pubblicato, o in The Beatles, che pur nell'elevatissimo standard raggiunto dà l'impressione di una raccolta di brani solisti con indirizzi e caratteristiche ben distinti tra loro, sembra risiedere proprio in Abbey Road l'ultima espressione del genio collettivo dei quattro di Liverpool.

Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:36

13 // Blur

Mettetevi nei loro panni. Uno ci mette dieci e passa anni a far gavetta, suda come un cane (tranne qualche caso) per ottenere un contratto discografico, emette cinque dischi di pop-rock di un certo livello e il mondo gli appiccica su l’etichetta di “esponenti brit-pop”; ti impone la falsa rivalità tipo Beatles-Stones con i cinque pazzi di Manchester; ti obbliga a cacciar singoli da tre minuti per lo scettro dell’estate.
I ragazzi a un certo punto non ce l’han fatta più.

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