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Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:53

Us // Peter Gabriel

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Dopo diciassette anni di carriera da solista, ecco infine l’opera più personale, il disco in cui più di ogni altro il menestrello di Bath si mette a nudo in maniera tanto incisiva da apparire quasi sfrontata. Un Gabriel intimo dunque, il che suona in un certo senso come una novità, considerando che i soggetti della sua penna sono prevalentemente elementi descrittivi, epici o sociali. L’ ex-Genesis è comunque stato raramente protagonista delle proprie liriche.



In Us compaiono brani dove le paure e le inquietudini di un età matura sono dipinte in modo coinvolgente e raccolto, come in Blood of Eden; nel bridge, la vicinanza e la protezione della persona amata rassicura e conforta l’anima impaurita del protagonista, in una delle piu dolci espressioni dell’album. Bisogno d’amore e di cure ribadito in modo insistente anche in Love To Be Loved. Entrambi i brani sono governati da melodie pensierose, quasi meste; qui è però il pensiero positivo che ha la meglio, il rimedio dell’amore e della presenza del bene sconfigge lo sconforto.
Ma non mancano brani in cui il malessere dell’autore s’esprime quasi con aggressività. Digging In The Dirt, primo singolo e brano di maggior successo dell’album, è un brano violento, in cui Gabriel si sente “sporco e appiccicoso”, e prende a male parole il partner in un rock pesante ed efficace, che peraltro racchiude un’intimazione di soccorso se possibile ancora più accorata delle precedenti, proprio nel bel mezzo del refrain.



Gli arrangiamenti world vedono ridotto il loro usuale ruolo primario, limitandosi a vestire in un modo discreto gran parte del primo lato ed assumendo una parte dominante in soli due pezzi: nella meditativa Fourteen Black Paintings, ove, tra un doudouk, un djembe e un surdu, il nostro teorizza su come passare dalla sofferenza e dal dolore al cambiamento e a una svolta concreta, (Il titolo deriva da una mostra di un semisconosciuto artista texano, nella quale erano esposti quattordici dipinti dedicati ai diritti umani) e nella successiva Only Us, che si trascina cantilenando come un ruscelletto ai margini della giungla. Niente a che vedere con le vette emozionali raggiunte da quelli che sono le massime espressioni dell’album, ossia Come Talk To Me e Washing Of The Water. Nel primo caso, l’esigenza insopprimibile di riprendere contatto con persone (familiari, nello specifico) che parevano staccarsi inesorabilmente, porta il nostro a implorarli senza vergogna pur di recuperare gli affetti perduti ("per favore, parla con me come facevamo una volta, potremo scacciare questa sofferenza…"). Il lirismo e la solennità di Washing esprimono invece il desiderio di purificazione del nostro e la smania di ancorarsi, finalmente, alla terra ferma (forse venticinque anni di viaggi e ribalte iniziavano a presentare il conto?)


Non tutte le tracks del disco sono tanto pregne di tensione. Eccellente è Steam, rhythm’n’rock allegrotto e solo in apparenza ordinario, tra le pieghe del testo non mancano difatti riferimenti a situazioni personali. Trascinante, a ragione selezionata come singolo, la canzone resterà tuttavia piuttosto ignorata dalle charts, scontando forse anche una pretesa quanto infondata similitudine con Sledgehammer.


Sono certamente lontani i tempi delle grandi narrazioni fiabesche, accompagnate da articolate ed affascinanti melodie prog. La musica è diretta, pur avvalendosi di arrangiamenti variegati; non a caso la parola “real” compare nell’album ben 12 volte. Veleggiando placidamente verso la fine dell’opera, oltrepassando il superfluo riempitivo di Kiss That Rrog, blando esercizio funky vanamente riempito di tastiere e percussioni, ma oltremodo insipido (ed anChe alquanto esplicito a livello di testo), si arriva infine alla resa dei conti. La conclusione è la prospettiva di una vita a due ripulita dagli errori e le incomprensioni del passato, una riflessione quieta accompagnata da una melodia cristallina, di disarmante semplicità. Secret World sembra chiudere il cerchio replicando positivamente alle ansie di Come Talk To Me.



Musicalmente il disco, nonostante qualche sbavatura, è davvero gradevole, pezzi quali i due succitati o anche Washing Of The Water sono da annoverare tra i migliori dell’intera produzione del cantautore, anche se è l’introspezione dei temi trattati la prerogativa che rende Us un episodio a sé stante nella sua discografia.

Informazioni aggiuntive

  • Autore: Peter Gabriel
  • Etichetta: Geffen Records
  • Anno di pubblicazione: 1992
  • Album: Us
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Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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