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Venerdì, 08 Febbraio 2013 10:48

The Who Sell Out // The Who

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The Who Sell Out // The Who The Who Sell Out // The Who

L’idea non era male, anzi. Una serie di jingle e ads debitamente creati e musicati all’uopo, come collante tra un brano e l’altro. L’anno è il 1967, il che spiega in parte la bizzarria e l’eccentricità di una simile proposta. In questi casi il rischio è che la trovata originale nasconda lo spessore della musica; fortunatamente, The Who Sell Out si mantiene su eccellenti livelli per quasi tutta la sua durata, mostrando una maturazione velocissima per una band che pubblicava dischi da soli due anni.


La giostra multicolore dell’opera sprigiona voci, colori, allegria, mestizia, durezza e persino romanticismo, ed il tallone d’achille dell’album è forse proprio il suo eccesso, una girandola di effetti e sensazioni non sempre facilmente metabolizzabili.

Il frutto più succoso del disco è certamente il singolo I Can See For Miles, dai toni classicamente psichedelici, che rappresenta la più completa espressione della band fino a quel momento. Gli intrecci delle voci, la complessità delle parti, portano a quella che Townshend stesso rivendicherà come la ultimate Who song.
Il meglio passa anche per la decadente e distorta Melancholia, con stacchi rapidi e parti mezzane introspettive e piuttosto naif, vedi il verso “The sun is shining, but not for me...”, o per il piacevole rock sinfonico di Can’t Reach You.

Molto primi-Who è il sound dei tre accordi di Relax, con organo e tastiera in evidenza. Non manca l’allegra mini opera in Rael, con le dovute variazioni corali, quasi a proseguimento della suite di A Quick One. Parte dell’intermezzo strumentale sarà poi ripreso in Tommy.

Inattesi punti di forza di Sell Out sono anche i brani dei due “outsiders”, creativamente parlando, della band. Early Morning Cold Taxi, di Roger, è un irresistibile trait d’union tra lo yeh-yeh pre’67 e il nascente flower-power; per non parlare del sorprendente parto melodico di Keith Moon, Girl’s Eyes, dolce e tenera ballata d’amore che non manca comunque nel finale di regalare un inciso movimentato, molto più peculiare del personaggio.
I quattro contribuiti di Entwistle risultano eclettici e perfettamente in tema col mood generale dell’opera: se Medac e Heinz Baked Beans sono vere e proprie mini situation-comedies e l’ingenua Someone’s Coming recupera l’innocenza gentile e protettiva dei Beatles pre-Help, in Silac Stingy il nostro dileggia un ricco ed avaro possidente che resta senza un soldo, tramite una filastrocca in minore con intermezzi che nulla invidiano alle estrosità barrettiane di Piper At The Gates Of Dawn. Anche la poetica di Townshend compie significativi passi avanti, come in Sunrise, dove recita: “You took away the breath I was keeping for someone else”, o in Our Love Was, con le sue espressioni leggermente dissonanti e l’intermezzo da operetta. Il chitarrista va maturando una personalità introspettiva, rimasta celata nei primi due dischi, ma non disdegna di narrare storielle stravaganti come nella doppia versione di Mary Anne With The Shaky Hand o Odorono. Posto a sé per la brillante Jaguar, unico grande jingle originale, col refrain ficcante come uno spot e la strofa urlata per colpire adeguatamente l’ascoltatore, e per l’istantanea, quasi garage, Glittering Girl.

Quest’album rappresenta una tappa fondamentale verso l’identità definitiva del complesso: una matrice rock più decisa e consistente, che darà vita a capolavori quali Who’s Next o Quadrophenia, priva di fronzoli o abbellimenti di "stagione”, forse l’unica pecca imputabile a "Sell out”. Ma proprio per la sua collocazione temporale, The Who Sell Out ebbe forse meno riconoscimenti di quelli che meritava: Beatles, Stones e Pink Floyd uscirono in quello stesso anno con altre opere di rilievo, che inevitabilmente relegarono l’album su un piano defilato. Fu un’ingiustizia, in un certo senso, che un pezzo sensazionale come I Can See For Miles vendette poco, il che resterà sempre un cruccio di Townshend e soci.

Informazioni aggiuntive

  • Autore: The Who
  • Etichetta: MCA
  • Anno di pubblicazione: 1967
  • Album: The Who Sell Out
Letto 12273 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Febbraio 2013 11:03
Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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