AMA music

SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Sabato Marzo 28, 2026
Home
  1. Recensioni
  2. Video
  3. News
Martedì, 11 Settembre 2012 16:16

Fermento ART&PUB // Martedì Jazz da 18 settembre

Fermento ART&PUB - Martedì JazzDa martedì 18 settembre ripartono i MARTEDÌ JAZZ al FERMENTO ART&PUB (via Ugoni, 18 – 20158 Milano – Tel. 0287380668). Apre il cartellone un trio inedito: PATRIZIO FARISELLI, lo storico pianista degli AREA, con MARCO VAGGI, già contrabbassista di Massimo Urbani, e GIOVANNI GIORGI, già batterista dei THE THRUST.

Ecco i primi due mesi di programmazione:

18 settembre // FARISELLI VAGGI GIORGI TRIO
25 settembre // STEFANO BAGNOLI “WE KIDS TRIO”
2 ottobre // THE THRUST
9 ottobre //BEBO FERRA TRIO
16 ottobre // SPARE TIME TRIO ft. EMANUELE CISI
23 ottobre //PAOLO TOMELLERI QUARTET
30 ottobre // GIGI CIFARELLI TRIO

Il FERMENTO ART&PUB, ha aperto i battenti nel 2007 e da ben 5 anni propone una programmazione jazz di alto livello a prezzi popolari – dal bancone del locale si può degustare, a soli 5 euro, l’ottima birra artigianale fornita dal BIRRIFICIO AMBROSIANO (www.birrificioambrosiano.com) – ospitando sul proprio palco artisti del calibro di JOHN TCHICAI, BOB MOSES, ELIOT ZIGMUND, GREG BURK, GIANNI CAZZOLA E LUIGI BONAFEDE.

Come vuole la tradizione ereditata dai club di New York, Chicago e New Orleans, ai MARTEDÌ JAZZ del FERMENTO ART&PUB lo spettacolo - apertura porte alle 19.00 - sarà composto da due set di 45 minuti: uno alle ore 21.30 e l’altro alle ore 22.30. A fine spettacolo, invece, dalle ore 23.45, ci sarà la JAM SESSION, dove i musicisti daranno prova delle proprie abilità d’improvvisatori interpretando brani del vasto repertorio del jazz.

Il prezzo dello spettacolo è di 5 euro – senza consumazione con posto a sedere - ed è possibile cenare prima, dopo e durante la performance, mentre la jam session, dalle ore 23.45, è ad entrata gratuita.

PER INFO:
www.fermentoaep.com
www.birrificioambrosiano.com
https://www.facebook.com/pages/I-MARTEDI-JAZZ-AL-FERMENTO/124398637660183

Ufficio Stampa Fermento Art AND Pub: Abeat Press - Gaetano Petronio 3491345575 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Martedì, 11 Settembre 2012 15:44

Storia di musica n. 20 - Pete Townshend

Scritto da

L'autodistruttivo

Pete Townshend - Storie di musica di Cesare G. Romana

Scarica la storia in PDF

Forse non sarebbe mai diventato un musicista, senza quella faccia da cavallo sbilenco, gli occhi a capocchia di spillo e per contro un naso enorme, da Cyrano rock. E quella timidezza da donchisciotte stranito: tutto l'opposto d'un seduttore di folle, senonché fu proprio la bruttezza da dipinto di Bosch, e gli scherni di cui essa nutrì la sua infanzia a tramutare in rockstar Pete Townshend da Chiswick, Londra, classe '45.

Più che la vocazione o il Dna - nonno pianista, padre sassofonista, madre cantante - poté la rabbia, che un giorno sconvolse l'affabile normalità di Pete e gli fece urlare ai compagni di scuola: "Ridete, ridete: un giorno questo naso uscirà su tutti i giornali del mondo".
Così cominciò a industriarsi con una chitarra, poi con un banjo, una fisarmonica, un pianoforte, una batteria. A quindici anni era un'orchestra vivente, senza che questo bastasse a far presagire per lui un futuro da divo. Un po' per quella pigrizia attonita, da sognatore, un poi' per l'indole introflessa, da filosofo.
Che per appartarsi dal mondo, a otto anni, costruì su un terreno deserto un capanno di lamiera, per trascorrervi ore intrecciando in silenti viluppi sogni adolescenti, progetti vagabondi, nebbiose riflessioni sui destini del cosmo. E profili aurorali di donne: ben altro dalle accuse di pedofilia che lo avrebbero tormentato da adulto.
L'umidità trapunse il soffitto di stelle di ruggine, e quello fu per mille pomeriggi il suo firmamento: sdraiato sul terriccio scrutava quel fantasma di cielo, poi imbracciava la chitarra e ne strappava piccole nenie, risacche di accordi, bisticci di ritmo a sostegno d'una voce inevitabilmente nasale.

7 DICEMBRE - IL NUOVO ALBUM

Nel giardino dei fantasmi // Tre allegri ragazzi mortiSi chiamerà Nel giardino dei fantasmi il nuovo disco di Tre allegri ragazzi morti e uscirà per La Tempesta Dischi il 7 dicembre 2012.

La band presenterà il disco dal vivo all’interno del prossimo festival de La Tempesta Dischi che si terrà l'8 dicembre 2012 al Rivolta di Venezia.

www.latempesta.org

Martedì, 28 Agosto 2012 22:19

MITO EthnoTour // 30 agosto, Milano

 

MITO EthnoTour: il 30 agosto colori, suoni e sapori etnici per le vie di Milano

 

mito ethno tour

Nell’ultimo scorcio d’estate il Festival MITO offre al suo pubblico la possibilità di essere ancora in vacanza per qualche ora. Giovedì 30 agosto c’è il MITO EthnoTour. A bordo di un tram, la degustazione di cibi etnici offerta dalla Cooperativa Nazca sarà accompagnata dai caldi ritmi dei percussionisti di Metiss’Art. Il MITO EthnoTour attraverserà il centro di Milano toccando i principali luoghi d’interesse.

Tre i punti di ritrovo per il pubblico: alle 18.15 alla fermata del tram di Piazza Castello/Beltrami, alle 19.10 in Piazza Fontana per una sosta intermedia e alle 20.30, al termine del percorso, nuovamente in Piazza Castello.

Se a bordo si suona, a terra si balla: le danzatrici di Metiss’Art allieteranno il pubblico con danze accattivanti ed esotiche, in piazza Fontana e sul finale in piazza Castello.

MITO EthnoTour è una cassa di risonanza per i concerti di musica etnica della VI edizione di MITO SettembreMusica, un modo per essere a più stretto contatto con culture differenti, assaporandone il gusto e fruendone i suoni, in giro per la città. Per l’occasione saranno venduti a prezzi speciali i biglietti per il concerto Una notte balinese (11 settembre) e per l’ appuntamento dedicato al Marocco La Hadra delle donne di Chefchaouen (13 settembre), per il pubblico ci saranno inoltre altre fantastiche sorprese!

La partecipazione a bordo è riservata a chi acquista, o ha già acquistato, un biglietto per il concerto Una notte balinese – Omaggio a Antonin Artaud al Teatro della Luna (11 settembre 2012, ore 21) o La Hadra delle donne di Chefchaouen al Piccolo Teatro Studio Expo (13 settembre 2012, ore 21). Il possessore del biglietto può prenotare un posto per il MITO EthnoTour, scrivendo una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando nome e cognome, numero di telefono e in oggetto “Prenotazione MITO EthnoTour”, un biglietto dà diritto ad una sola prenotazione.

I posti sono limitati e la prenotazione è vivamente consigliata.

In collaborazione con

Cooperativa Nazca
Metiss’Art

Per informazioni:

MITO SettembreMusica, edizione milanese
Tel. 02/88464725
www.mitosettembremusica.it

Giovedì, 23 Agosto 2012 16:40

Storia di musica n. 19 - Brian Wilson

Scritto da

«Non sono proprio fatto per questi tempi»

Brian Wilson

Scarica la storia in PDF

Per un’ora e mezza Brian Wilson lavorò di badile, tra convulsi di tosse, il sudore che stillava tra le rughe, il sole di California che bruciava dalle vetrate. Alla fine il pavimento era scomparso, annullato da un tappeto di sabbia, fina come cenere. Solo allora Brian aprì il pianoforte, sedette sullo sgabello, immerse i piedi scalzi in quell’improvvisato arenile e cominciò a suonare. «Niente mi ispira come la sabbia», aveva confidato al suo analista il più geniale e il più matto dei Beach Boys.

Erano gli anni Settanta e Wilson non era più il ragazzone un po’ obeso, il sorriso marchiato sul volto, i jeans bianchi e la maglietta a righe che aveva stregato il mondo dieci anni prima, con un motivetto, "Surfin’", tutto estate, coretti e flessuose chitarre. Ora Brian era uno scarno signore con molti più anni sul viso che sul passaporto, lo sguardo perpetuamente in allarme, la faccia tutta un solco. Troppi i pesi da reggere: l’infanzia con un padre frustrato e manesco, l’insostenibilità del successo, un’immagine pubblica spensierata e posticcia, che faceva a pugni coi lati oscuri del suo carattere. Poi le droghe, le paranoie, gli incontri sbagliati «nei quali mi rifugio come in una conchiglia», ad alimentare quel male di vivere che, nei momenti di chiarezza, lui sintetizzava così: «Non è che ho paura di qualcuno: ho paura di tutti». Anche dei «suoi» Beach Boys? «Eccome: invidiosi, figli di puttana, quando li vedo li picchierei. Ma sono più forti di me, mi farebbero a pezzi».

Mercoledì, 01 Agosto 2012 17:41

Storia di musica n. 18 - Bob Marley

Scritto da

Bob Marley

L'onorevole Robert Nesta Marley

Scarica la storia in PDF

Chi meglio di Bob Marley detto Mas Nesta, vate del riscatto dei neri, poteva celebrare l'indipendenza dello Zimbabwe, quel 18 aprile dell'80, con la danza dei suoi ritmi e la sua voce di salmista. Lo stadio di Salisbury era ricolmo, Marley s'inchinò al principe Carlo e al primo ministro Mugabe, e salì sul suo podio con una falcata da giaguaro. Ma come intonò «non voglio che la mia gente/ sia ingannata da mercenari/ sicché gli africani liberino lo Zimbabwe», la festa dell'acquistata libertà trovò in sé la propria antitesi: i poliziotti caricarono la folla, il fumo dei lacrimogeni inondò il Rufaro Stadium e a Mas Nesta toccò cantare con gli occhi gonfi il suo salmo gandhiano, «in ogni petto batte un cuore/ questa è la vera rivoluzione».

Vota questo articolo
(1 Vota)

Correvano gli anni Novanta, Kurt Cobain ci aveva lasciato da poco, in Europa si affermavano nuovi fenomeni pop destinati, nelle loro diverse declinazioni, a prendersi la scena, mentre a Seattle si continuava a suonare, ma il movimento grunge si era già lasciato alle spalle il suo periodo d’oro.

Più a sud, a Los Angeles, una ragazza canadese poco più che ventenne provava a emergere in quel mondo che frequentava già da un po’, ma che non le aveva ancora regalato grandi soddisfazioni. E’ in questo contesto che nel 1995 viene pubblicato Jagged Little Pill, primo album di successo di Alanis Morissette, che conquista rapidamente il favore del pubblico e dà il via alla scalata dell’artista dal ruolo di semisconosciuta a quello di rockstar. Un timbro riconoscibile, testi espliciti, sonorità trasmissibili anche dalle radio, un uso sapiente dei videoclip e tanta grinta ne favoriscono l’ascesa, e la aiutano a ritagliarsi il suo spazio in un decennio povero di grandi personalità femminili.

Diciassette anni dopo sono tra gli spettatori all’Ippodromo di San Siro, dove la Morissette si ripropone ai milanesi a quattro anni di distanza dall’ultima apparizione italiana, con qualche settimana d’anticipo rispetto all’uscita del suo nuovo lavoro Havoc and Bright Lights.

Le luci si spengono con tre quarti d’ora di ritardo, ma una signora val bene l’attesa, soprattutto se l’oscurità può essere funzionale allo spettacolo (non sarà così). La band prende posizione e inizia a suonare l’intro di I Remain, quando arriva la voce da dietro le quinte. E’ solo un assaggio, il brano si interrompe, i riflettori esplodono e con lo stesso fragore, sulle note di Woman Down, fa il suo ingresso Alanis: sorriso sulle labbra, pantaloni glitterati, canottiera bianca e gilet nero.

Inizia a macinare chilometri, da un lato all’altro del palco, con lo sguardo sempre rivolto al pubblico, come i bravi attori. La mia attenzione, come sempre all’inizio di un concerto, è più sul quadro generale e sulle movenze dell’artista che sulla performance canora. Il flusso musicale è continuo, sicuro, senza sussulti, non sento niente di strano, ed è proprio questa mancanza di alti e bassi che già alla terza canzone insinua nella mia mente un dubbio che si fa subito insistente, ma che al momento tento di reprimere.

Continuo a pormi le stesse domande durante You Learn e il nuovo singolo Guardian, per il quale la ragazza di Ottawa imbraccia una chitarra elettrica. La voce c’è, è precisa, quasi perfetta, il volume è costante, perfino quando scosta la bocca dal microfono per cambiare accordo non c’è mai un calo. Anche i cori sovrapposti sono altrettanto impeccabili (non ci sono altri vocalist). Potrei anche aver assistito a un’esibizione ineccepibile, nonché al lavoro altrettanto magistrale di un tecnico del suono capace di aggiungere e togliere effetti in tempo reale senza la minima sbavatura, ma il sospetto che in realtà i meriti siano da attribuire quanto meno a un piccolo aiuto registrato mi resta.

Seguono Flinch, Forgiven ed Hands Clean, prima della seconda parte di I Remain. In generale lo show non si contraddistingue per originalità, la protagonista ripete sempre lo stesso movimento, cammina da destra a sinistra, da sinistra a destra, sorride, e ogni tanto concede alla platea un “thank you so much”, niente di più. I musicisti alle sue spalle provano a dare un po’ di movimento: da citare le scrollate di capo del tastierista Michael Farrell e le piroette del bassista Cedryc Lemoyne, che oltre a svolgere il suo compito, mi accorgo, riscuote consensi tra il pubblico femminile.

La svolta arriva con Ironic, quando finalmente riesco a interrompere i miei tentativi un po’ maliziosi di cogliere ogni minima asincronia per avvalorare la mia tesi. Adesso finalmente c’è l’interpretazione, non solo l’esecuzione, ci sono variazioni melodiche, e la grande partecipazione della folla quando Alanis gira il microfono verso di noi. Posso rilassarmi e godermi la musica, che da questo punto in poi cambia e diventa più umana, in linea con quello che ci si aspetta da un live. Dopo è la volta di un’altra novità, Havoc, prima di

Head Over Feet, 21 Things I Want in a Lover e di una nuova ondata d’entusiasmo scatenata da You Oughta Know.

Chiude la scaletta, prima dei bis, Numb, che culmina in un headbanging che per un breve istante mostra quel lato indisciplinato della Morissette che colpiva all’inizio della sua carriera, e del quale ora è rimasto poco. A volte l’esuberanza giovanile si trasforma in carisma e autorevolezza, altre più semplicemente svanisce per lasciare solo il ricordo.

Dopo i finti saluti due bis: Hand In My Pocket e Uninvited, un’altra breve pausa e la conclusione con Thank You, ringraziamento finale dopo un’ora e mezza fin troppo ordinaria.

Informazioni aggiuntive

  • Artista Alanis Morrissette
  • Luogo Ippodromo, Milano
  • Data Mercoledì, 18 Luglio 2012
  • Evento Tour 2012

AMA Radio: scegli la tua musica

Prossimi appuntamenti

« Marzo 2026 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

 

Ultimi concerti

Ultime recensioni

     
     
     

ERROR_SERVER_RESPONSE_520