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SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

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Martedì, 04 Dicembre 2012 10:47

Novara Jazz Winter 2012-13 - Terza Edizione

Il biglietto di ingresso a ogni concerto sarà in vendita presso la location al prezzo di 15 euro.

 

Per maggiori info:

Serena Galasso - Ufficio Stampa: + 39 339 4577226
Marco Scotti- Ufficio Stampa: +39 340 3411099
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Auditorium A. Paccagnini Castano Primo - Stagione Teatrale 2012 2013Sabato 1 dicembre 2012 si apre la stagione di eventi artistici dell'Auditorium A.Paccagnini di Castano Primo, che sull'onda dei consensi ottenuti con la passata stagione teatrale propone anche quest'anno un cartellone artistico di qualità con eventi di danza, musica leggera, lirica e canzone d'autore, cabaret, teatro di prosa e per i ragazzi.

Scarica la locandina

PROGRAMMA

 1.12.12
PINK FLOYD TRIBUTE                                  
intero € 12,00 - ridotto    € 10,00

15.12.12
NATALE IN CASA CUPIELLO 
intero € 12,00 - ridotto  €  10,00       

25.01.13
GIUSEPPE VERDI                                           
intero €  12,00 - ridotto  €  10,00

8.02.13
BOLERO                                                                
intero €  15,00 - ridotto   € 12,00

28.02.13
ANGELA FINOCCHIARO                            
intero €  15,00 - ridotto  €  12,00

9.03.13
MARCO FERRADINI                                        
intero €  12,00 - ridotto  €  10,00

21.03.13
DEBORA VILLA                                               
intero €  12,00 - ridotto  € 10,00

 

Riduzione prevista per giovani sino a 26 anni - over 65 anni - Gruppi organizzati min.15 persone.

 

ABBONAMENTI e BIGLIETTI

Abbonamento posto fisso per 7 spettacoli in stagione  € 70,00. Gli abbonati hanno  diritto al posto fisso per gli spettacoli fuori abbonamento per le proiezioni cinematografiche beneficeranno del biglietto ridotto.

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Carlo Uboldi - pianoforte / Antonio Cervellino - contrabbasso / Marco Caputo - batteria

Quando il pubblico è raccolto dietro ai tavolini di un club si crea, con i musicisti, un rapporto intimo, colloquiale, che fa la differenza durante l’esperienza di un concerto jazz. Specialmente se il leader della formazione, dotato di uno spiccato senso dello humor, sa venare un’impeccabile performance con momenti ilari e giocosi.

Informazioni aggiuntive

MAGENTA - TEATRO LIRICO E CENTRO STORICO
DA VENERDÌ 16 A DOMENICA 25 NOVEMBRE 2012

Magenta Jazz Festival 2012 - Jazz e Cinema

SCARICA LA LOCANDINA

Il Magenta Jazz Festival, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Magenta con la direzione artistica dell'Associazione Culturale Maxentia Big Band, è arrivato alla sua 15 ma edizione.

Il tema scelto per quest’anno è Jazz e Cinema. Gli eventi saranno aperti dalla serata di venerdì 16 novembre presso la nuova Sala Consiliare di Via Fornaroli a Magenta con una conferenza di Marco Invernizzi sul rapporto tra cinema e musica jazz. A seguire una performance di sonorizzazione con Enzo Rocco alla chitarra elettrica e Cristiano Calcagnile alla batteria e percussioni. Domenica 18 Novembre alle ore 16 in Piazza Liberazione si terrà un concerto pre-Festival con la formazione Think Jazz Quartet by Maxentia.

Anche per questa edizione ci saranno due Street Parade pomeridiane in stile New Orleans nelle vie del centro cittadino, con la Parma Brass Band il sabato 24 novembre e con la Maxentia Brass Band il giorno dopo.

Le proposte serali dei concerti si articolano in tre spettacoli alle ore 21 al Teatro Lirico di Magenta.


PROGRAMMA

venerdì 23 novembre
Tra Rota e Morricone
Maxentia Big Band, direttore Fiorenzo Gualandris


sabato 24 novembre

Cartoons in Jazz
Monica Dellavedova Quartet


25 novembre

Faremo il diavolo a quattro – Omaggio a François Truffaut
Flavio Boltro-Mauro Negri Quartet

Anche quest’anno il Magenta Jazz Festival è inserito nel calendario degli eventi de “Il ritmo delle Città” (www.ilritmodellecittà.it).

 

INFORMAZIONI

I prezzi dei biglietti d’ingresso al Teatro Lirico sono di 20 Euro per l’abbonamento alle tre serate e 10 Euro per l’ingresso al singolo spettacolo.
Prevendita presso la biglietteria del Teatro Lirico, martedì e giovedì ore 10-12, 17-18 e sabato ore 10-12. Prenotazione on-line dal 15 novembre su www.teatroliricomagenta.it.

Mercoledì, 07 Novembre 2012 15:09

Franco Battiato assessore alla cultura

Scritto da

Franco Battiato - Assessore cultura regione SiciliaQuando lo scorso martedì s’è sparsa la notizia che Franco Battiato avrebbe ricoperto il ruolo d’assessore alla cultura nella nuova giunta regionale siciliana, ammetto che anche il mio pensiero, come quello di altri, è volato alle ultime frasi di una sua canzone di oltre trent’ anni fa: Mandiamoli in pensione / i direttori artistici / gli addetti alla cultura (Up patriots to arms, 1980 - tra l’altro ripresa anche di recente, con risultati discutibili, dai Subsonica).

Battiato ha 67 anni, dunque si trova in età più o meno pensionabile, e ora è diventato effettivamente un addetto alla cultura...quando si dice l’ironia! Franco intrappolato nei suoi stessi anatemi, vittima di vistosa incoerenza, di (tardivi) cedimenti a lusinghe politiche? Già le voci di condanna, gli sghignazzamenti si sono levati nella giornata di ieri; io ci andrei piano. Durante la conferenza stampa che il cantautore e regista ha tenuto per annunciare la propria decisione, Battiato ha sottolineato che per questo suo nuovo ruolo non percepirà nessun tipo di stipendio perché «mi da' un senso di libertà e mi rende libero di poter da un momento a all'altro lasciare l'incarico», e che la sua non sarà un’attività politica, anzi «non voglio assolutamente avere a che fare con politici».

Proposito, quest’ultimo, che mi sembra di ben difficile realizzazione; purtuttavia, il cercare di far qualcosa per la cultura per il solo amore verso la stessa, mi pare azione quantomeno non criticabile. E’evidente che per un personaggio della visibilità e del portafoglio di Franco non sia una gran privazione il rinunciare alla paga, intanto almeno lui lo fa. Imparassero certi politici o politicanti di professione, a rinunciare a lauti stipendi e privilegi assortiti!

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TESTO
Up Patriots To Arms!

 

La fantasia dei popoli
che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle

alla riscossa stupidi
che i fiumi sono in piena
potete stare a galla.

E non è colpa mia
se esistono carnefici
se esiste l'imbecillità
se le panchine sono piene
di gente che sta male.

Up patriots to arms,
Engagez-Vous
la musica contemporanea,
mi butta giù.

L'ayatollah Khomeini
per molti è santità
abbocchi sempre all'amo

le barricate in piazza
le fai per conto della borghesia
che crea falsi miti di progresso

Chi vi credete che noi siamo
per i capelli che portiamo
noi siamo delle lucciole
che stanno nelle tenebre.

Up ecc...

L'Impero della musica
è giunto fino a noi
carico di menzogne

mandiamoli in pensione
i direttori artistici
gli addetti alla cultura

e non è colpa mia
se esistono spettacoli
con fumi e raggi laser
se le pedane sono piene
di scemi che si muovono

Up ecc...

Eventi in Jazz 2012 - Busto Arsizio

Scarica la locandina

Giunge alla sua decima edizione EVENTI IN JAZZ. La collaborazione tra Comune di Busto Arsizio, Comune di Castellanza, Università Carlo Cattaneo LIUC e Art Blakey Jazz Club dà vita anche nel 2012 alla manifestazione che oramai è divenuta un punto fisso nel calendario jazz nazionale.

5 serate al Teatro Sociale di Busto Arsizio, 3 presso la Sala Bussolati della LIUC di Castellanza, per offrire al pubblico concerti jazz di alta qualità con artisti di fama mondiale.

Programma:
BUSTO ARSIZIO, TEATRO SOCIALE (Piazza Plebiscito 1) – ore 21.00
Giovedì 18 ottobre: Antonio Faraò Quartet “Far Out”, con a seguire Jazz Galà
Venerdì 19 ottobre: The Roar at the Door
Sabato 20 ottobre: Curtis Lundy Quartet
Venerdì 26 ottobre: Franco D’Andrea Sextet
Sabato 27 ottobre: A Tribute To Lee Morgan – Flavio Boltro Quintet
Sono disponibili i biglietti in prevendita presso la Libreria Boragno (Via Milano 4, Busto Arsizio). L’ingresso ai concerti è di € 8,00, l’abbonamento alle 5 serate è di € 35,00.

Informazioni:
Comune di Busto Arsizio – Ufficio Cultura 0331 390358 www.comune.bustoarsizio.va.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Comunità Giovanile 0331 623727 – 3480929599 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CASTELLANZA, UNIVERSITA’ CARLO CATTANEO – LIUC (Aula Bussolati, Piazza Soldini 5) – ore 21.00
Venerdì 9 novembre: Riccardo Arrighini Trio, con a seguire Jazz Fantasy
Venerdì 19 novembre: Chihiro Yamanaka Trio
Venerdì 23 novembre: Mattia Cigalini – Bad Romance
L’ingresso ai concerti è gratuito.

Informazioni:
Città di Castellanza – Ufficio Cultura 0331 526263
www.comune.castellanza.va.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riconfermata la formula vincente degli anni scorsi, un equilibrato mix di musica, interpreti, incontri che permette di proporre un programma molto vario che continua a raccogliere gli apprezzamenti del pubblico nonché degli esperti del settore che hanno trovato nella varietà delle proposte e nei generi diversi la chiave vincente della manifestazione. Una manifestazione che è cresciuta nel tempo soprattutto dal punto di vista qualitativo e che è riuscita ad uscire dai confini del territorio, diventando una tradizione da non perdere.

Domenica, 07 Ottobre 2012 14:19

Beatles, dieci lustri di Love me do

Scritto da

Non solo nostalgia

Beatles - 50 anni di love me doOsservando, ascoltando, leggendo, insomma seguendo la cascata di celebrazioni per il cinquantenario (5 ottobre) dell’uscita del primo singolo dei Beatles, Love me do / P.S. I love you, (chissà perché di questo secondo brano non ha parlato nessuno, eppure è parte integrante del singolo in questione), m’è parso di cogliere un filo comune, vale a dire l’effetto nostalgia abbinato a un “come eravamo” un po’ patetico ma forse inevitabile in questi casi.

Quello che è passato un po’ in cavalleria e avrebbe invece meritato maggior rilievo è un dato di fatto inoppugnabile, ossia che è da questa data che la proposta musicale europea (leggi = anglosassone), intraprende un rivoluzionario processo di maturazione tecnico-stilistica. Rifiutandosi di eleggere a proprio singolo d’esordio una cover di sicura presa (nella fattispecie, la pur valida How do you do it di Mitch Murray), i quattro non solo troncavano uno standard assodato per i gruppi e solisti dell’epoca, ma affermavano fin da subito personalità e sicurezza nei propri mezzi, malgrado le perplessità di George Martin, non esattamente un inserviente qualsiasi all’interno della EMI. E nonostante i testi da baci perugina (Suvvia, stiamo parlando di ventenni in amore – avranno modo di passare a tematiche più profonde), l’armonica bluseggiante di Lennon e le impegnative armonie vocali sul refrain, specialmente al colmo dello stesso, costituirono solo i primi esempi d’un talento innovativo che avrebbe visto il proprio apice nel biennio ‘66-’67.

P.S.I love you non era da meno. Raccogliendo le argute indicazioni di Wikipedia: “Ci sono due eccezioni notevoli (nella canzone) rispetto al modello contemporaneo. Durante il coro di apertura, l’accordo DO#7 viene inserito in modo incongruo tra il SOL e il RE, e proprio sul ritornello, ecco comparire un’inusitata variazione in SI Bemolle”. Naturalmente erano queste delle peculiarità di cui il pubblico dei quattro, 90% adoranti ragazzine, non aveva grosse probabilità di rendersi conto, un po’ più grave il fatto che non se ne accorgesse la critica musicale, occupata com’era a denigrare il fenomeno. Insomma il primo quarantacinque giri dei Beatles svelava alle orecchie più fini che ci sarebbe stato d’aspettarsi qualcosa di più che quattro bellocci con la chitarra (anzi, tre bellocci con la chitarra e un bruttino con la batteria), buoni giusto a lanciar battute sarcastiche dal palco (John), a svolgere un affidabile e frustrante gregariato (Ringo e George) o a gettar languidi sguardi da pesce lesso nelle interviste (Paul). Ogni nuova canzone, ogni successo da classifica avrebbe fatto registrare in quest’ambito dei passi in avanti, più o meno evidenti. D’ altronde i Beatles passavano ore in studio (da un certo momento in poi, poterono facilmente permetterselo), curiosi di sperimentare, testare, studiare, osare. Esempi? A bizzeffe. Tanto per citarne qualcuno, solo e unicamente dell’epoca yeh-yeh: l’apertura col ritornello di She loves you o il crescendo all’inizio di EIght days a week, a livello stilistico; su un piano più squisitamente tecnico, come non citare l’ accordo di apertura di A hard day’s night, il cui impatto sarà paragonato solo al terrificante MI maggiore che chiude A day in the life, piuttosto che il groove straordinario di All my loving, che i quattro si permisero perfino di non pubblicare come singolo. A partire dal 1966 e con la fine delle esibizioni dal vivo, l’attività in studio assorbirà la band in maniera totalizzante, ma questa è già un’altra storia.

Non c’è niente di male, sottinteso, a celebrare con un fil d’emozione questo mezzo secolo trascorso dal primo vagito su vinile dei Beatles, (che per buona sorte non sono poi sopravvissuti a sé stessi, come han fatto, goffamente, altri gruppi più o meno contemporanei), il fatto è che nell’immaginario collettivo l’immagine del gruppo viene raramente (eufemismo) innalzata a simbolo di perfezione tecnica, che è poi la sua dimensione propria, a vantaggio della scontata, ingannevole, lacunosa e via specificando, icona di mito sorridente.

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