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SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Giovedì Dicembre 08, 2022
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Al terzo incontro “Dialoghi: jazz per due” raddoppia la proposta. Quattro sassofoni coabitano sul palco di Santa Maria Gualtieri (in totale assenza di strumenti armonici e ritmici) alternandosi in differenti combinazioni: solo, duo, quartetto.

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Poetiche fluttuazioni

Il pianismo narrativo di Giovanni Guidi interloquisce con la policromia espressiva del trombone di Gianluca Petrella a ricamare un patchwork sonoro libero da gabbie formali.

Queste le coordinate che hanno contrassegnato il secondo appuntamento della manifestazione pavese. Un sodalizio umano e artistico nato tra le fila del quintetto di Enrico Rava, vero e proprio laboratorio di talenti, che ha trovato spazi d'interazione anche in altri contesti come la Cosmic Band di Petrella o il rodato tandem con cui si sono presentati questa sera sul palco di Santa Maria Gualtieri, terreno aperto su cui confrontarsi in acrobatici dialoghi senza rete.

 

I due musicisti fanno ormai parte, a diritto, di quell'eccellenza del jazz italiano prospero di riconoscimenti anche fuori dai confini nazionali (i premi Django d'Or e Bird Award di Petrella e relativo sbarco nel Critics Poll di Down Beat), che ha saputo rinnovare il proprio linguaggio delineando nuove latitudini. Tra palpitazioni free (pratica cara ad entrambi) e cogitazioni liriche, Guidi ha sfoggiato una personalità musicale mutevole, che alterna un intenso canto melodico concentrato nella porzione centrale della tastiera, a guizzi diatonici nelle zone estreme del pianoforte, riconfermando (se ancora fosse necessario) una tecnica filigranata sorretta da un raffinato controllo dinamico/ritmico del fraseggio, con echi di Tristano e Jarrett.

 

L'indiscussa perizia strumentale di Petrella viaggia di pari passo con la sua fantasia: giochi timbrici, distensioni liriche, accesi impeti espressionisti, in rapporto di complementarietà con le linee estroverse o intimiste di Guidi. Una musica che fluttua fra romantica poesia e stridenti contrasti, tradizione e contemporaneità, idiomi eurocolti, blues torridi, standard e avanguardia, con una percentuale rilevante di improvvisazione (spina dorsale del jazz) e accenni scritti da cui emergono una distillata Over The Rainbow o una trasfigurata Baby Please Don't Go in un puzzle di citazioni e riletture. A volte la trama si sviluppa su arpeggi circolari, dando luogo ad astrazioni di sapore mediterraneo, in altri frangenti si fa rarefatta, dilatata, col trombone di Petrella impegnato in lunghe note sospese o eufoniche volute.

 

Un flusso continuo di input che generano scenari variabili, a rimarcare il carattere avventuroso e incline al rischio dei due musicisti. La rivisitazione estemporanea di un paio di standard per il bis chiude un concerto privo di momenti statici o ricorsi a rassicuranti quanto logori cliché.

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Al via la quindicesima edizione della rassegna “Dialoghi: jazz per due” che come ogni anno si fregia della splendida cornice storica della ex chiesa di Santa Maria Gualtieri.

Un traguardo (e un riconoscimento) quanto mai rilevante, specialmente se rapportato al periodo di profonda crisi che stiamo vivendo in questi ultimi anni e che ha penalizzato in maniera pesante il settore dello spettacolo. Per tre lustri la manifestazione pavese ha proposto una pratica originale e avventurosa come quella del confronto a due, solo all'apparenza limitante, votata ad una totale libertà espressiva, senza pregiudizi. Una vetrina che dal 1999 ad oggi ha visto sfilare alcuni dei nomi più influenti del panorama jazzistico contemporaneo in inedite combinazioni strumentali.

 

Quest'anno il compito di aprire il ciclo di concerti spetta alla rodata coppia Falzone/Bearzatti che,  come consuetudine della kermesse, non ha mancato di elargire una sana dose di imprevedibilità ludica. Già collaboratori su altri fronti (il Tinissima Quartet in primis), il trombettista siciliano e il sassofonista friulano hanno consolidato la loro fama con progetti originali, contraddistinti da un fervente polimorfismo attraverso cui i molteplici gusti musicali (classica, jazz, rock) si fondono in un melting pot dal taglio contemporaneo.

 

I due musicisti hanno presentato una serie di brani provenienti dal loro nuovo progetto congiunto “Invenzioni a due voci”, ispirato al celebre ciclo di composizioni a firma Bach (a dimostrazione di quanto le sue idee siano ancora attuali). Un corpus di partiture originali uscite dalla penna di Falzone (eccettuate le reinvenzioni estemporanee di due standard nel finale), che ha prodotto un excursus dinamico fra dediche colte (Scarlatti), con il brano “K 87” a linee tematiche sovrapposte, omaggi dal titolo impronunciabile alla culla del jazz New Orleans, con Bearzatti impegnato al clarinetto, swing contrappuntistici immersi in echi mainstream (Astor Place) o caratterizzati da rallentamenti blues (Open Gate).

 

Incursioni free delineano la programmatica “Free Song”, anche qui con le sortite al clarinetto di Bearzatti, mentre l'intensità lirica di “White Light” rimanda al Nino Rota di Felliniana memoria. Gli spunti tematici di origine melodica vengono abbandonati per addentrarsi in territori astratti, per poi essere ripresi, ritrovati, in un viaggio senza confini da Bach a Scarlatti, dal jazz tradizionale di New Orleans a quello contemporaneo filtrato da innumerevoli influenze. Un ciclo perpetuo fra scrittura e improvvisazione.

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Quel mezzo secolo di mestiere ed arte, moltiplicato per il numero dei componenti della band sul palcoscenico, martedì 26 febbraio riempiva l'atmosfera della sala Planet Soul del Melo come poche altre volte in passato, dacché ho la fortuna di frequentare la pregiata rassegna Jazz'Appeal.

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  • Artista V. Castelli, L. Invernizzi, L. Milanese, C. Milanese, G. Marson
  • Luogo Il Melo, Gallarate (VA)
  • Data Martedì, 26 Febbraio 2013
  • Evento Jazz'Appeal
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Il concerto di Gegè Telesforo inaugura e anticipa di un mese circa la consolidata kermesse piacentina, giunta quest'anno al giro di boa della decima edizione. Una celebrazione che si preannuncia ferace e variegata, con un programma che comprende, come di consuetudine, concerti, mostre ed eventi collaterali dislocati sul territorio.

 

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  • Artista Gegè Telesforo
  • Luogo Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano
  • Data Martedì, 05 Marzo 2013
  • Evento Piacenza Jazz fest - Anteprima
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Ci sono alcune doti che io amo particolarmente nei musicisti (non solo di jazz) e direi: il senso della posizione in seno al gruppo, la duttilità, la capacità di porsi al servizio della band e del concerto posponendo il proprio ego (cioè la difficilissima arte dell’accompagnamento), la visione d’insieme, la capacità di non strafare e di essere sempre sul punto, l’ironia e l’autoironia ed infine apprezzo il fatto che i brani ed i musicisti vengano presentati in un certo modo con poche ma mirate parole, quindi non un diluvio verbale, come un comizio, ma neanche il minimo sindacale, solo titolo ed autore (altra difficilissima arte, quella della presentazione).

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  • Artista The Blue Dolls
  • Luogo Jazz Cat Club, Ascona (TI)
  • Data Lunedì, 25 Febbraio 2013
  • Evento Tour 2013
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