AMA music

SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Domenica Gennaio 29, 2023
Home  //  Dischi  //  Alfonso Gariboldi
Alfonso Gariboldi

Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

URL del sito web: http://www.alfonsogariboldi.it
Venerdì, 01 Febbraio 2013 12:49

Prendere e Lasciare // Francesco De Gregori

Ricerca, preghiera e fiducia

Il De Gregori ermetico, quello burbero, quello che è troppo di sinistra, quello che in televisione mai (tantomeno a Sanremo), infine quello che nell’estate del 1996 si chiude in uno studio di registrazione e se ne esce con questo disco.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 16:22

Sandinista! // The Clash

Le labili frontiere del punk

Sandinista! è un album pesantemente politicizzato, esageratamente lungo, dipanandosi in quasi due ore e mezza di suoni, copiosamente diversificato (o, come direbbero i puristi, annacquato), da una miriade di stili ed approcci melodici che fanno a pezzi i rigorosi confini del punk cui i quattro avevano già attentato nel precedente e tuttavia più omogeneo London Calling.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 16:19

Medazzaland // Duran Duran

Dal mito alla musica

Dopo il promettente ritorno del 1993, con il disco ononimo, ribattezzato The Wedding Album per via della copertina, il grave errore della band di Birmingham era evidentemente stato quello di non sapervi dare un seguito di rilievo.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 16:16

The Fire Inside // Bob Seger

La solitudine del rocker di razza

Pubblicata nel 1991, The Fire Inside di Bob Seger è un’opera storicamente di rilievo, rappresentando l’unica produzione del rocker di Detroit nel quinquennio di dominazione grunge (1990-1994). Non a caso il successivo It’s A Mystery non vedrà la luce sino alla fine del 1995, quando il sipario va ormai calando sulle sporche sonorità di bands come Nirvana o Soundgarden, che proprio in quel momento stavano registrando il loro ultimo disco insieme. Il problema è che si tratta d’un disco di transizione e piuttosto povero di spunti innovativi, salvandosi qua e là con la classe di brani come Sightseeing, movimentato blue grass, con belle parti di fisarmonica e di violino in evidenza, o la spavalderia dell’opener Take A Chance On Me, un rock aggressivo che dipinge colori eccessivamente ottimistici per l’opera. Dove il nostro va veramente troppo oltre, è in brani surgelati come Always In My Heart, un lento di sicuro effetto per giovanissimi sulla mattonella, nonché fastidioso riempitivo commerciale. La love song per eccellenza del disco è però Real Love, tanto coinvolgente quanto risaputa, ove l’eco della produzione-Eagles fine anni ’70 è addirittura palpabile (non a caso Seger aveva più volte collaborato con la band californiana, specie all’epoca di The Long Run). Non che tutte le tracks diano impressioni tanto deprimenti.

Quantomeno inatteso è un pezzo come She Can’t Do Anything Wrong, vero boogie da balera che sembra trasportato pari pari da Johnny Be Goode, e che comunque non va oltre il semplice, simpatico abbellimento. Le qualità del disco stanno altrove, nella title track per esempio. The Fire Inside è una ballata elettrizzante, grazie all’eccellente parte di pianoforte che la domina dall’inizio alla fine. Il pezzo esprime vera passione rock, anche nel testo ove descrive energicamente le pulsazioni giovanili più selvagge e proibite. Un’altra freccia all’arco dell’uomo del Michigant è l’ottimo blues-elettrico Which Way, segnale di vita importante dopo la mediocrità di una canzone come Real At The Time, potenziale inno rock che fallisce proprio per la mancanza di mordente, di un riff memorabile o di spunti di vivacità da parte di una ritmica prevedibile. Arriva in soccorso opportunamente il brano migliore, ossia The Mountain, meditazioni di eremitaggio espresse tramite un distorto rock in minore, intenso e originale, prima della ninna nanna country di Blind love, al termine della quale il saloon chiude e la band può finalmente farsi una birretta riponendo gli strumenti. Insomma un saliscendi di sensazioni agrodolci, che non varia col procedere del disco e lo accompagna verso una fine “normale”. Per quanto riguarda i contenuti, manca denuncia sociale in quest’opera, e non è detto che ne sia un difetto, visto che molto spesso anche questo tipo di tematica porta ad ovvietà ritrite o, peggio, ipocrite, ma un minimo di ricerca in più non avrebbe guastato, almeno per liberarci dall’imbarazzo delle parole di Always In My Heart o Real At The Time. Le due covers di Waits, pur non aggiungendo nulla al valore intrinseco dell’album, ribadiscono quanto meno l’orgogliosa appartenza ad un ambito artistico totalmente sganciato dal trend dei primi anni novanta.

Trattasi dunque d’esercizio di sopravvivenza, ed il livello minimo raggiunto è certamente figlio dell’incertezza direzionale in cui viene edito. Sarebbe tornato a volare più in alto in anni recenti, ma questo rimane un atto abbastanza coraggioso, anche se inevitabilmente ignorato dalle masse.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 16:13

Synchronicity // The Police

Come chiudere in bellezza

Quinta ed ultima fatica in studio della band prima dello scioglimento, Synchronicity segna un’indubbia maturazione stilistica, affrancandosi definitivamente dalla matrice reggae-bianco che aveva caratterizzato le opere precedenti, talvolta marchiandole eccessivamente. Sin dalla prima track la nuova direzione appare evidente.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 16:11

WildCard! // Terence Trent D'Arby

Che fosse una delle più belle voci black del panorama internazionale è sempre stato un dato di fatto inoppugnabile. Che potesse ritornare a creare musica di valore, dopo che i folgoranti inizi di Introducing The Hardline According To TTD e l’ancora migliore Neither Fish Nor Flesh erano inaspettatamente sfociati in una carriera discontinua, era tutto da provare.

Sarebbe potuto essere tranquillamente il titolo, o il sottotitolo, della prima vera opera da solista di Lennon, pubblicata l’11 dicembre 1970, ossia otto mesi dopo l’ufficiale dissoluzione del complesso.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 16:03

Magic // Bruce Springsteen

Il (doppio) fondo del barile

Il problema di Springsteen, è ormai assodato, è il non sapersi rinnovare in modo originale. Non lo aiuta certo il fatto che rappresenti ormai l’icona del Sogno Americano, sia esso quello da ricostruire post-11 settembre (The Rising) che quello da riportare in alto con Obama (Working On A Dream).

Giovedì, 31 Gennaio 2013 15:59

Love Over Gold // Dire Straits

L’irrepetibilità del Knopfler “progressive”

Il disco meno celebrato, l’unico episodio della band a non presentare un singolo di enorme impatto sul pubblico, tanto più infilato tra Making movies e Brother in Arms, vere e proprie macchine da 45 giri. Ma Love over gold registra la sola occasione nell’intera discografia della band in cui l’innegabile talento di Mark Knopfler s’irradia a 360° liberandosi dalle incompletezze stilistiche delle fatiche precedenti.

Mercoledì, 30 Gennaio 2013 17:02

Strangeways, Here We Come // The Smiths

Nell'agosto 1987 aveva fatto scalpore la dichiarazione pubblica di Johnny Marr, che affermಠche avrebbe presto lasciato gli Smiths. I crescenti contrasti tra il chitarrista e Morrissey erano giunti al punto di rottura, andando a sommarsi oltretutto con le tensioni derivanti dagli irrisolti problemi di droga di Rourke. Quando il 28 settembre esce il quarto album Strangeways Here We Come, il gruppo si era di fatto disintegrato.

AMA Radio: scegli la tua musica

Prossimi appuntamenti

« Gennaio 2023 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

 

Ultimi concerti

ERROR_SERVER_RESPONSE_301