A cinque anni dalla nascita della rivista, Martina Bernareggi e Fiorenzo Pellegatta, con la sapiente orchestrazione di Marco Valugani, ripercorrono le tappe che hanno portato AMAmusic ad essere la realtà giornalistica che oggi conosciamo, raccontano del lavoro che quotidianamente impegna fotografi e giornalisti della redazione, il tutto a ritmo di jazz.
Tra una chiacchiera e l'altra, i due ospiti presentano i brani che hanno scelto, accompagnando l'ascoltatore in un percorso musicale che permetterà di entrare a contatto con lo spirito autentico della webzine AMAmusic.
Ascolta la trasmissione
Regia di Enrico Bonisolo
FREQUENZE
FM 105.30 da Varese sino a Busto
FM 91.45 tra Laveno e Sesto C.
FM 90.00 tra Laveno e Canonica
FM 89.50 tra Laveno a Luino
FM 88.50 in Val Ceresio
FM 91.70 a Varese
FM 107.95 a nord di Varese
FM 91.50 Porto Ceresio
Un viaggio tra musica ed arte varia che si dispiega per il quarto anno consecutivo sul territorio di alcuni comuni della Valle Olona e della provincia di Varese e Milano.
Sono in cartellone 11 concerti di grande qualità e varietà stilistica.
Anche quest’anno esiste l’opportunità di fare un abbonamento. Si tratta di una tessera ingressi per 4 concerti a pagamento a scelta a 25,00 euro (20,00 per i soci Arci). La tessera non è nominale e permette l’ingresso a prezzo ridotto al concerto che si terrà nel Jazz Club.
Le tessere/abbonamento sono disponibili sin d’ora e si possono anche prenotare per telefono o via email
347 8906468 Mario
328 3327832 Leo
329 2111160 Laura
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Il pianismo narrativo di Giovanni Guidi interloquisce con la policromia espressiva del trombone di Gianluca Petrella a ricamare un patchwork sonoro libero da gabbie formali.
Queste le coordinate che hanno contrassegnato il secondo appuntamento della manifestazione pavese. Un sodalizio umano e artistico nato tra le fila del quintetto di Enrico Rava, vero e proprio laboratorio di talenti, che ha trovato spazi d'interazione anche in altri contesti come la Cosmic Band di Petrella o il rodato tandem con cui si sono presentati questa sera sul palco di Santa Maria Gualtieri, terreno aperto su cui confrontarsi in acrobatici dialoghi senza rete.
I due musicisti fanno ormai parte, a diritto, di quell'eccellenza del jazz italiano prospero di riconoscimenti anche fuori dai confini nazionali (i premi Django d'Or e Bird Award di Petrella e relativo sbarco nel Critics Poll di Down Beat), che ha saputo rinnovare il proprio linguaggio delineando nuove latitudini. Tra palpitazioni free (pratica cara ad entrambi) e cogitazioni liriche, Guidi ha sfoggiato una personalità musicale mutevole, che alterna un intenso canto melodico concentrato nella porzione centrale della tastiera, a guizzi diatonici nelle zone estreme del pianoforte, riconfermando (se ancora fosse necessario) una tecnica filigranata sorretta da un raffinato controllo dinamico/ritmico del fraseggio, con echi di Tristano e Jarrett.
L'indiscussa perizia strumentale di Petrella viaggia di pari passo con la sua fantasia: giochi timbrici, distensioni liriche, accesi impeti espressionisti, in rapporto di complementarietà con le linee estroverse o intimiste di Guidi. Una musica che fluttua fra romantica poesia e stridenti contrasti, tradizione e contemporaneità, idiomi eurocolti, blues torridi, standard e avanguardia, con una percentuale rilevante di improvvisazione (spina dorsale del jazz) e accenni scritti da cui emergono una distillata Over The Rainbow o una trasfigurata Baby Please Don't Go in un puzzle di citazioni e riletture. A volte la trama si sviluppa su arpeggi circolari, dando luogo ad astrazioni di sapore mediterraneo, in altri frangenti si fa rarefatta, dilatata, col trombone di Petrella impegnato in lunghe note sospese o eufoniche volute.
Un flusso continuo di input che generano scenari variabili, a rimarcare il carattere avventuroso e incline al rischio dei due musicisti. La rivisitazione estemporanea di un paio di standard per il bis chiude un concerto privo di momenti statici o ricorsi a rassicuranti quanto logori cliché.
Sin Fronteras è un nuovo progetto discografico nato dall’incontro di alcuni tra i più grandi musicisti sudamericani, presenti da più di vent’ anni sulla scena musicale mondiale, che vantano collaborazioni con i migliori esponenti della musica del nuovo e vecchio continente. MILTON NASCIMENTO, CHICO BUARQUE DE HOLANDA, DJAVAN, MERCEDES SOSA, HORACIO FERRER, LOS ANGELES NEGROS, JUAN CARLOS CACERES (TANGO NEGRO TRIO) DINO SALUZZI, ENRICO RAVA, PAOLO FRESU, GUSTAVO BEYTELMAN, CORDOBA REUNION, HABANA MAMBO, LUIS BAKALOFF, GAIA CUATRO, HERMETO PASCOAL, JULIEN LOUREAU, MININO GARAY (los tambores de sur), NANA VASCONCELOS, JAYME ROSS e molti altri.
Un viaggio immaginario nella regione del Rio de la Plata, punto d'incontro tra diverse culture, dove l' Africa e l'Europa si fondono, si abbracciano e incontrano la tradizione degli indios. Un vero carrefour di suggestioni, suoni, colori, tipici del sud de mondo!
E quindi parliamo di tango, milonga, candombe , della murga e della habanera, portata nel continente dai marinai cubani.
Il tutto si riversa nel fiume dalle acque torbide, che separa e unisce i due paesi, Argentina e Uruguay, dove due città, Buenos Aires e Montevideo, si osservano da sponda a sponda, molto attente, molto diverse tre di loro, ma che condividono molto nella cultura e nei costumi.
Sin fronteras, (senza frontiere) è un progetto contemporaneo che guarda con grande rispetto le tradizione, ma senza mai trascurare la creatività, senza mai privarsi di alcune stravaganze proprio tipiche del jazz, che divertono raccontandoci ancora qualcosa di nuovo!
Annunciato il cartellone dei cinque Specials: Mario Biondi, Tania Maria, Ornella Vanoni, The Blind Boys Of Alabama e The Puppini Sisters nel cast. Prevendita al via dall’8 aprile
Al via la quindicesima edizione della rassegna “Dialoghi: jazz per due” che come ogni anno si fregia della splendida cornice storica della ex chiesa di Santa Maria Gualtieri.
Un traguardo (e un riconoscimento) quanto mai rilevante, specialmente se rapportato al periodo di profonda crisi che stiamo vivendo in questi ultimi anni e che ha penalizzato in maniera pesante il settore dello spettacolo. Per tre lustri la manifestazione pavese ha proposto una pratica originale e avventurosa come quella del confronto a due, solo all'apparenza limitante, votata ad una totale libertà espressiva, senza pregiudizi. Una vetrina che dal 1999 ad oggi ha visto sfilare alcuni dei nomi più influenti del panorama jazzistico contemporaneo in inedite combinazioni strumentali.
Quest'anno il compito di aprire il ciclo di concerti spetta alla rodata coppia Falzone/Bearzatti che, come consuetudine della kermesse, non ha mancato di elargire una sana dose di imprevedibilità ludica. Già collaboratori su altri fronti (il Tinissima Quartet in primis), il trombettista siciliano e il sassofonista friulano hanno consolidato la loro fama con progetti originali, contraddistinti da un fervente polimorfismo attraverso cui i molteplici gusti musicali (classica, jazz, rock) si fondono in un melting pot dal taglio contemporaneo.
I due musicisti hanno presentato una serie di brani provenienti dal loro nuovo progetto congiunto “Invenzioni a due voci”, ispirato al celebre ciclo di composizioni a firma Bach (a dimostrazione di quanto le sue idee siano ancora attuali). Un corpus di partiture originali uscite dalla penna di Falzone (eccettuate le reinvenzioni estemporanee di due standard nel finale), che ha prodotto un excursus dinamico fra dediche colte (Scarlatti), con il brano “K 87” a linee tematiche sovrapposte, omaggi dal titolo impronunciabile alla culla del jazz New Orleans, con Bearzatti impegnato al clarinetto, swing contrappuntistici immersi in echi mainstream (Astor Place) o caratterizzati da rallentamenti blues (Open Gate).
Incursioni free delineano la programmatica “Free Song”, anche qui con le sortite al clarinetto di Bearzatti, mentre l'intensità lirica di “White Light” rimanda al Nino Rota di Felliniana memoria. Gli spunti tematici di origine melodica vengono abbandonati per addentrarsi in territori astratti, per poi essere ripresi, ritrovati, in un viaggio senza confini da Bach a Scarlatti, dal jazz tradizionale di New Orleans a quello contemporaneo filtrato da innumerevoli influenze. Un ciclo perpetuo fra scrittura e improvvisazione.
L’ARISTON COME… IL BLUE NOTE, PER TRE SERE A LAINATE UN VERO JAZZ CLUB
A firmare la direzione artistica della rassegnail pianista di fama internazionale Antonio Faraò
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