Se c’è un gruppo che meglio incarna l’incontro fra l’hard rock di classe e l’heavy metal da headbangin’, di sicuro sono gli Alter Bridge del fenomenale cantante Myles Kennedy.
Arrivati appunto al terzo album (da qui il nome) i "Creed con un altro cantante" decidono che è il momento di replicare Blackbird, album che per chi vi scrive è uno dei milgiori dischi rock del decennio. E ci riescono alla grande!
In tutto il disco echi metal, grunge e indie si rincorrono intermezzati da blues-country e hard rock americano di gran classe e da ballad rock d’autore.
Si inizia con un trittico dal lasciare senza fiato Slip To The Void, Isolation e la gemma del disco Ghost Of Days Gone By tre brani estremamente diversi ma allo stesso tempo accomunati da una freschezza di idee e un’energia davvero rari di questi tempi musicali così banali.
Soprattutto la terza è un piccolo capolavoro di rock americano: la voce di Kennedy è qualcosa di unico, potente, pulita e rock; uno dei migliori cantanti in attività assieme a Cornell.
Ma quando pensate di aver sentito il meglio arriva All Hope Is Gone e sembra di stare in un disco dei Metallica anni ’90 grazie all'alternanza magistralmente condotta fra malinconia e metallo martellante. Il titolo è il manifesto dei testi di tutto l’album, una specie di viaggio attraverso i pensieri di una persona che ha capito che tutto quello in cui credeva non è il dogma di verità che credeva, e potrebbe non esistere.
E poi? E poi ci si trova in difficoltà. Non si può non citare I Know It Hurts, Still Remains, Wonderful Life, ma finirei per citarle tutte perchè fra semi-ballad e cavalcate metal rock non ci si annoia, non c’è un calo di idee, non c’è una canzone che passi inosservata o possa essere tacciata di banalità e noia.
Mi sento di consigliare senza riserve questo disco a tutti gli amanti del rock dall’heavy metal all’hard rock al rock americano. Più semplicemente, agli amanti della musica di qualità.