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Mercoledì, 08 Maggio 2013 15:01

Tormato // Yes

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Atlantic Records Atlantic Records

Edito nel momento in cui la golden age del prog europeo (Italia compresa) andava malauguratamente sbiadendo, sfiancata dall' ondata punk prima e disco poi, questo nono album degli Yes, Tormato, nasce con un doppio, ambizioso fine. Quello di proseguire comunque una tradizione che l'anno prima aveva inanellato un nuovo, considerevole tassello con Going For The One, senza rinunciare ad arricchire la fortunata vena di pezzi brevi e potenzialmente scalatori di charts, inaugurata da Wonderous Stories, estratta proprio da quel penultimo lavoro.


Il primo di questi due passi viene portato a compimento aggiungendo alla sonorità  peculiarmente seventy della band una ventata di toni nuovi, che strizzano l'occhio alla new age, come salta all' orecchio dall'ascolto della opener Future Times, creativamente l' unica espressione collettiva del gruppo, quasi a dimostrare una precisa unità  d'intenti nel procedere verso una direzione del genere.


Sempre in questo settore, più classicheggiante suona un brano come Circus Of Heaven, colmo di visioni oniriche, divinità , animali e personaggi fantastici, il «circo» del prog riproposto nella sua eccezione più tipica e forse talvolta un po' kitsch.



La più peculiare messa in pratica del secondo scopo è la presenza del potente stomp animalista di Don't Kill The Whale, che gioca le sue carte in cento secondi, dando poi ampio spazio alle articolate scale di Steve Howe seguite dai gotici arzigogoli di Wakeman (e da un ridondante corettino inserito nel finale). Il rinnovamento in corso s'arricchisce d'un senso di «spazialità », che pervade l'intera opera, con particolare riferimento in alcuni testi (Arriving UFO o Madrigal) e in certi arrangiamenti (Future Times/Rejoice). Non mancano raccolti momenti di devoto lirismo, come la succitata Madrigal, nostalgica ode a un' anima pura che «ci guidi verso un era nuova»(!), cui l'harpsicord e la chitarra spagnola forniscono un delicato tappeto pastorale. Oppure Onward, il momento in cui le luci convergono su Chris Squire per il suo raccolto canto di amore, dove non c'è nulla da sviscerare, da iperprodurre: solo una melodia riflessiva su poche semplici, intime righe.


Spazio a parte per Release Release, atletico rock caratterizzato da nutrite variazioni di tempo, il cui refrain è introdotto da uno snello giro tricorde, e che avrebbe regalato agli Yes una hit minore in madrepatria. Atmosfere da stadio per un consistente solo del drummer Alan White, prima che Squire e Howe riportino il brano sui binari iniziali, una delle manifestazioni più convincenti di Tormato.



Meglio anche del finale, On The Silent Wings Of Freedom, cooperazione Anderson/Squire, che associa frenetiche modernità  (con dilatato uso del wah-wah), ad un pensoso intermezzo che pare riecheggiare perdute tracce psichedeliche.



All'epoca fans e critica avevano storto il naso sino quasi a spaccarselo di fronte a quest'album, adducendo ad esempio imprecisioni di produzione (come il timbro del basso di Squire, meno robusto del solito), oppure il mancato sviluppo, in qualche caso, delle buone idee che germogliavano in studio. In effetti certo materiale avrebbe potuto prendere una direzione più compiuta e omogenea, (Vedi Don't Kill The Whale o anche Circus of Heaven). Senza contare che il 1978 vedeva serpeggiare piccole tensioni nell'ambito della band, che trovavano spunti di disaccordo persino sulla sede delle registrazioni. Il futuro riserverà  qualche mutamento nella line-up.


Ma Tormato resta un'opera in grado di reggere il passare del tempo e delle mode; il gruppo si ricicla decorosamente da alfieri del rock progressivo al rock puro e semplice, (come diverrà  lampante negli anni ottanta) e il risultato è almeno discreto, purchè non ci si attenda più, in futuro, un nuovo Fragile o Close To The Edge. (La versione rimasterizzata »“ 2004 »“ di Tormato contiene ben otto canzoni aggiuntive, di cui la più pregevole è la deliziosa Abilene, all'epoca pubblicata come retro del singolo Don't Kill The Whale).

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Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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