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Giovedì, 01 Dicembre 2011 00:00

Noel Gallagher's High Flying Birds // Concerto @ Alcatraz Milano 2011

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Noel Gallagher's High Flying Birds Noel Gallagher's High Flying Birds

Noel Gallagher's High Flying Birds

Luogo: Alcatraz, Milano
Data: 28 novembre 2011
Evento: Band On The Run Tour 2011
Voto: 5

Inizio dalla fine. I concerti di Paul McCartney durano quasi tre ore, quello di Noel Gallagher una e mezzo, e chi ha visto più live degli Oasis mi spiega che era un’abitudine dei fratellini anche quando suonavano insieme. Io purtroppo non ho avuto la possibilità di vederli dal vivo perché l’unica volta che ho acquistato un biglietto hanno deciso di sciogliersi due giorni prima, mandando a monte le ultime due date senza preoccuparsi troppo dei fan. Pazienza, questo non sarebbe di per sé un grande problema se alla durata dimezzata dell’evento corrispondesse almeno metà del talento dell’ex Beatle (che Noel ha seguito in prima fila la sera prima), ma è forse ridondante puntualizzare che non è questo il caso, sebbene non si riesca proprio a liberarsi di certi paragoni blasfemi.

 

Concentriamoci quindi su quello che è successo in quell’ora e mezza. Si parte con It’s Good to Be Free, b-side di Whatever, ripescata dal lontano 1994. Una sfumatura revival per una serata che sarà necessariamente all’insegna della nuova avventura dei Noel Gallagher’s High Flying Birds e dell’album omonimo, primo da solista dopo la rottura con l’altra metà degli Oasis. La traccia iniziale Everybody’s on the Run è la numero tre in scaletta, e constato che il cd (o suoi derivati…) deve avere venduto parecchio, perché la maggior parte dei presenti conosce già a memoria i testi. A tal proposito esprimo solo un rapido giudizio sull’intera opera, che a differenza di quanto fatto da Liam con i Beady Eye in Different Gear, Still Speeding è un po’ più fedele alle vecchie sonorità, meno ispirato da influenze esterne e magari complessivamente più monotono, ma è più personale e ha un’identità meglio definita. Torniamo al concerto. Nove brani su venti sono tratti dal già citato album, purtroppo resta fuori l’interessante Stop the Clocks, peccato. Ci sono invece altre due produzioni post Oasis ma escluse dalla tracklist: Freaky Teeth e The Good Rebel.

Per soddisfare i nostalgici e i supporter di lungo corso viene proposta una versione acustica della classica Wonderwall, che l’ex ragazzo di Manchester prova ad aggiornare variando la linea vocale di alcuni versi. Il risultato è apprezzabile, ma in fondo lo sforzo è inutile, non c’è nessuno da convincere, il pezzo è già un tassello inamovibile della storia del pop. Supersonic è un altro balzo indietro nel tempo, e un regalo accolto con gioia dai presenti, che a un certo punto iniziano a inneggiare agli Oasis, circostanza che immagino non faccia piacere più di tanto a colui che ha deciso di interrompere da un giorno all’altro quell’avventura.

C’è chi indossa la maglia del Manchester City, squadra di cui i Gallagher sono tifosi, un gruppo nutrito lancia un coro pro Balotelli (improvvisamente diventato simpatico a tutti), e la risposta è la dedica di AKA… What a Life! proprio al giovane calciatore italiano emigrato in Inghilterra.

Noel gradisce meno la continua richiesta di The Masterplan, che resterà insoddisfatta, nonostante l’insistenza del pubblico che riceve in risposta una battuta: «Volete The Masterplan? Potete comprarla su iTunes, costa un euro…».

Dopo un’ora e un quarto c’è la consueta pausa che precede l’immancabile bis, l’atto conclusivo del concerto, che coincide anche con quello più intenso: Little By Little, The Importance of Being Idle, e poi un finto sondaggio per decidere con quale canzone congedare tutti. In realtà la scelta à già caduta su Don’t Look Back in Anger, preceduta dai ringraziamenti e dai saluti. Appena suonata l’ultima nota Noel e colleghi spariscono dietro le quinte, lasciando la folla un po’ perplessa, i più restii ad abbandonare la loro postazione restano immobili con gli occhi fissi sul palco per qualche minuto, invocando un ritorno in scena che non avverrà.

«Aò, ma so venuto da Roma pe’ un’ora e mezzo?» dice un ragazzo lasciando il locale, «ma anche gli Oasis facevano sempre così», lo rassicurano altri. Per quanto mi riguarda tutto sommato non mi dispiace che sia finito tutto, e non solo perché qualcuno ha appena deciso di lanciare una lattina di birra lavando il sottoscritto e non solo. La discografia degli Oasis permetterebbe di allestire show di alto livello, ma un po’ per pubblicizzare il recente disco, un po’ per non ricalcare il passato, il risultato di questa data milanese è un prodotto ripetitivo, poco coinvolgente, senza cambi di ritmo degni nota, la sensazione alla fine è quasi quella di avere ascoltato la stessa traccia per novanta minuti. A questo si potrebbe aggiungere la totale assenza di scenografia, fatta eccezione per qualche gioco di luce. Un’ultima nota la merita lo staff dell’Alcatraz di Milano, censurabile per la tolleranza nei confronti del divieto di fumo nei locali pubblici costantemente violato. Capisco che non sia semplice farsi largo tra centinaia di giovani accalcati ed esaltati, ma almeno ci si potrebbe provare.

Informazioni aggiuntive

  • Artista: Noel Gallagher's High Flying Birds
  • Luogo: Alcatraz, Milano
  • Data: Lunedì, 28 Novembre 2011
  • Evento: Band On The Run Tour 2011
Letto 1906 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Febbraio 2013 15:55
Marco Signorelli

Marco Signorelli nasce alla periferia di Milano una domenica del 1981. Dopo un'infanzia musicale più che comune è colpito da una folgorazione punk-grunge in età adolescenziale, la rivoluzione culturale che cambia per sembre il suo modo di intendere le sette note. Le porte della percezione sono ormai aperte e la vita diventa una scoperta continua: amori, infatuazioni, delusioni e passioni che consumano l'anima. Dai Nirvana ai Pink Floyd, dai Doors ai Beatles, dai Queen ai Led Zeppelin. Tutto ciò che è stato rilevante nella storia della musica lo è anche per Marco, con una menzione d'onore per il quartetto di Liverpool e i gruppi progressive anni 70. Nel frattempo, tra un cd dei Dire Straits e una strimpellata, studia, si laurea, e diventa giornalista professionista.
Ama le performance dal vivo, la spontaneità artistica e il vinile.

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