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Domenica, 21 Novembre 2010 00:00

Gaia Cuatro feat. Paolo Fresu // Gaiezza senza confini

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Tomohiro Yahiro - Gaia Cuatro Tomohiro Yahiro - Gaia Cuatro Walter Miglio

Si dice che dall’incrocio e dallo scambio fiorisca la qualità. E’ anche vero che da due Giapponesi e due Argentini che condividono lo stesso palcoscenico non sai proprio cosa aspettarti, finché ti rendi conto che era esattamente ciò che avresti sperato di ascoltare.


Un sound carico di emozioni, di vissuto e di tradizione e allo stesso tempo denso di innovazione, voglia si scoperta e curiosità: riff esplosivi, suoni sublimi e graffianti, incursioni rapinose nel folclore e ritorno a registri classici. Certo è che ogni persona presente domenica sera al Teatro Nuovo di Varese deve aver avuto la mia stessa impressione: l’ho capito sentendo uno scrosciare incontrollato di applausi che faceva vibrare le pareti della sala ad ogni inchino dei Gaia “Cinco” schierati a bordo palco per il congedo a fine concerto. Già, "cinque”. Infatti, come se non bastasse la formazione originale ad estasiare i presenti, l’evento è stato impreziosito dalla tromba di Paolo Fresu e dalla ricchezza espressiva dei suoi suoni.



A nulla sono valsi i tentativi della sorte di compromettere la buona riuscita della serata: i problemi di acustica, i fastidiosi fruscii che hanno rimandato l’apertura del concerto e minacciato per qualche minuto la serenità dei musicisti, sono stati brillantemente superati e cancellati dai ricordi della platea nell’istante in cui l’archetto di Aska Kaneko ha sfiorato la prima corda.

Ha inizio l’incantesimo, il tango si scompone in una tavolozza di colori rimescolati da percussioni tribali, quindi il sapiente ed estroso tocco di Carlos “El Tero” Buschini riamalgama il tutto mentre il violino fa brillare di gaiezza la composizione.
Dopo due brani, che Aska Kaneko condisce anche con una sorprendente ed intensa interpretazione canora, fa il suo ingresso sulla ribalta Paolo Fresu, flicorno in una mano, tromba nell’altra, sedia alla destra del palco, un ventaglio di fogli sparsi sul pavimento. Inizia all’unisono con Aska, il feeling è tangibile, come il valore aggiunto dato dal loro piacere di suonare assieme. Le peculiari posizioni plastiche del trombettista di Berchidda ed i suoi voli tra effetti lisergici ed echi sibilanti regalano ancora più eleganza e sinuosità ad una scena che già ne ha già da vendere.

Dell’album Udin l’ensemble ripropone parecchi brani, la maggior parte a firma Gerardo Di Giusto: il pianista regala all’audience pezzi come Gaia, Como lo veo e Habanera che emozionano per il tocco deciso e virtuoso e per la ricerca dell’unicità nello sperimentare, ad esempio, il pizzicato direttamente sulle corde dello strumento.

E proprio l’unicità è forse l’elemento che contraddistingue ogni componente dei Gaia Cuatro: ne sono esempio il personalissimo assetto percussivo di Tomohiro Yahiro, una mano sul cajon e l’altra ad agitare una bacchetta su ritmi jazz; la dolcezza dei suoni di Asaka Kaneko, che non temono di atterrare su registri aspri e dissonanti per il gusto di ricercare una determinata sensazione sonora. In tutto questo si inserisce ed integra alla perfezione Fresu, che più che uno special guest sembra "uno di loro”.

I musicisti, chiamati a gran voce dal pubblico, non possono sottrarsi ai due bis (e molti altri ne sarebbero venuti, se il potere decisionale fosse stato unicamente nelle mani della platea).
Quando il teatro si svuota la magia momentaneamente finisce, ma resta la voglia di ascoltare e riascoltare quel suono che ti afferra e difficilmente di abbandona. Il tempo di arrivare a casa ed inserire nel lettore il cd.

 

Gerardo Di Giusto piano
Aska Kaneko violin,voice,(erh-hu)
Carlos 'el tero' Buschini bass
Tomohiro Yahiro percussion

 

Informazioni aggiuntive

  • Artista: Gaia Cuatro feat. Paolo Fresu
  • Luogo: Teatro Nuovo, Varese
  • Data: Lunedì, 15 Novembre 2010
  • Evento: Tour 2010
Letto 4678 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Febbraio 2013 08:51
Martina Bernareggi

Durante gli anni dell'università inizia a lavorare presso una testata locale continuando l'attività giornalistica in ambito musicale e  sportivo come freelance.
Iscritta all'ordine dal 2007 crea il progetto AMA music per dar voce alle realtà locali o parlare dei grandi nomi con il gusto e l'approfondimento che difficilmente si trovano nel web.

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