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Mercoledì, 08 Maggio 2013 14:45

Ancient Heart // Tanita Tikaram

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Ancient Heart // Tanita Tikaram Ancient Heart // Tanita Tikaram

Una fiorente generazione di cantantesse ebbe il suo momento di gloria a cavallo tra gli ottanta e novanta da ambo le parti dell' Oceano, includendo tra le altre Edie Brickell, Tracy Chapman, Michelle Shocked e l'anglo indiana Tanita Tikaram.

 

Se consideriamo all'epoca dell'incisione aveva diciott'anni e mezzo, il lato più stravagante dell' album di debutto di quest'ultima sta nel titolo dello stesso. Ma guai ad approciarsi con sufficienza ad Ancient Heart. Siamo infatti di fronte a un lavoro appassionatamente serioso, spesso cupo nei toni, e già  considerevolmente maturo, sia nei suoni che nei testi, in molte sue parti. In una parola sola, affascinante. Il tutto contraddistinto dal timbro profondo, quasi incavato, della Tikaram. A rappresentare l' intero disco potrebbe essere chiamato il pezzo centrale, Twist in My Sobriety, che racchiude le peculiarità  stilistiche sopraccitate, con l' oboe a dirigere le operazioni mentre il testo recita di libri, coscienza e figli di Dio, insomma non propriamente una Rihanna di vent' anni prima. Oppure la tromba che domina la sonnolente For all these years, lunga e tortuosa espressione lento jazz ove, ammantata di precoce saggezza, la ragazza pontifica sul fatto che il proprio amore giovanile non è fatto per durare un'esistenza intera. Insomma un'opera prima grave e responsabile, e in questi casi il rischio maggiore è quello di un tedio sistematico, della ricerca della profondità  a tutti i costi a discapito della sincerità.

 

Fortunatamente non è il caso di Ancient heart. Le meditazioni possono anche rivestite da ritmiche accattivanti, come nell'irresistibile twist di Good Tradition, opener e primo singolo dell'album, che annuncia «tradizioni familiari di amore e odio viste dall'angolo del focolare» e si risolve in un inno, malgrado tutto, alle intime gioie della vita domestica, celebrando la casa come un luogo «lontano da dove succedono le cose cattive». Così come nella spensierata He Likes The Sun, unica traccia del disco a svelare il teenagement dell'artista, che è esattamente come uno la immagina dal titolo: una pigra lode al sole alla quale l'autrice non si preoccupa nemmeno di conferire eccessivo senso compiuto.

 

La Tikaram mostra già  abbastanza personalità  da pennellare una ballata irriverente a ritmo di charleston ed ingannare l'ascoltatore intitolandola Sighing Innocents. Ma è come un rigenerativo momento di ricreazione oltre il quale l'inglesina ripresenta materiale decisamente più ambizioso. Dove un'ombra di malinconia cala ad ispessire le trame di questo esordio sorprendente, Il livello aumenta in maniera sensibile. Ne è un esempio la delicatezza di Cathedral Song, elegia scortata da una chitarra acustica discreta e coprente allo stesso momento e da un intrigante video in bianco e nero. Il violoncello di Valentine Heart conduce attraverso un walzer pensoso, che svela sentimenti puri, disarmanti, non ancora avvelenati dal cinismo e l'amarezza («I want to see you »“ it' s simple and plain...»), che fanno invece capolino nella più lugubre I love you, fino a definire quell'amore «impossibile». Scombussolamenti giovanili? Si, ma di classe, privi di gemiti, corettini stucchevoli o elettronica ridondante. Con Preyed upon la giovane si diverte a lanciare messaggi astrusi («Non dimenticare che sei solo, a meno che tutto sia solo.»). Schopenhauer, anche tu? Anche se il pezzo che non si stacca più dall'orecchio risponde al nome di World Outside Your Window, un rock istantaneo che parla di viaggi, partenze, mondi da scoprire (appunto).

 

Forse è questo il vero manifesto di Ancient Heart. Mentre una frase tratta da Cathedral Song potrebbe assurgere a slogan del disco: «Serio come l'inverno». Parte da qui e da premesse eccellenti il viaggio di questa cantautrice seducente e raffinata, e legittimamente questo debutto sarà  premiato dal successo presso vaste frange di pubblico, particolarmente in Austria e Germania. Grazie anche alle impeccabili scelte dei singoli: Good tradition, Twist In My Sobriety, Cathedral song e World outside your window.

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Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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