AMA music

SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Giovedì Marzo 26, 2026
Home  //  Dischi  //  What Price Paradise // China Crisis
Martedì, 19 Marzo 2013 14:14

What Price Paradise // China Crisis

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)
What Price Paradise // China Crisis What Price Paradise // China Crisis

I China Crisis rappresentano la tipica band per la quale l’essere nati e cresciuti negli eighties ha significato contemporaneamente la fortuna e la condanna. La fortuna perché con un paio di singoli ben azzeccati e l’aiuto della “heavy rotation” dei video channels, che conoscevano il boom mondiale proprio in quel momento, il loro nome è balzato velocemente alla ribalta internazionale. La condanna perché, proprio a causa di un’offerta enorme ma non necessariamente di qualità, il loro momento di successo non è durato quanto avrebbe meritato.

“What price paradise” cattura il momento di maggiore esposizione dei ragazzi: oltre la scorza degli arrangiamenti “d’epoca”, che investono ad esempio la saltellante “Safe as Houses” , la sostanza dell’album si rivela di tutto rispetto. Il cavallo di battaglia di “What price paradise” è rappresentato da “Arizona sky”, che ad una strofa riflessiva ed attendista connette un refrain suadente e adatto a scalare le ritrose charts d’oltre oceano con una melodia davvero piacevole.

Il tocco jazzato di "It's everything" è buon biglietto da visita per questo nuovo album e ne sciorina tutti gli elementi distintivi: raffinatezza e moderazione su tutti, qualità che ritroviamo nel soul elegante di "Worlds apart". Il brano pare scaturire direttamente da una session di "Our favorite shop", di cui il disco dei China è pressochè contemporaneo, con quel sofisticato duetto di fiati a chiudere le danze. Altra gemma preziosa è la delicatezza di "Hampton beach", dall'atmosfera eterea, minimalista ma tanto suggestiva, così ritmicamente variopinta nella sua totale assenza di strumenti a percussione. Anche la marcetta orientaleggiante di “Best kept secret” risulterà tra i numeri più apprezzati della raccolta, e con materiale di così buon livello si può anche chiudere un occhio di fronte all'easy listening di "The understudy", che procede a scatti sfociando in un ritornello arricchito da un coro che lambisce il gospel, ma senza impressionare più di tanto.

Il fresco semi-swing di "We do the same" porta nuova linfa all'opera, e le atmosfere del night club s'accendono. "A day's work for the dayo's done" ribadisce una linea stilistica similare, mentre "June bridge" è l'altra track del disco che maggiormente riecheggia il sound tipico del periodo in cui ha visto la luce, con quegli stacchi che caratterizzano strofa e middle- eight per poi sfociare in un inciso lineare e più orecchiabile. Alla appena più movimentata "Trading in gold" il compito di chiudere l’ album, con piccoli arzigogoli di chitarra che osa finalmente al di là dei soliti arpeggi.

Oltre al successo di “Ariziona Sky”, altri due singoli vennero estratti dall’album, ossia “June bridge” e “Best kept secret”, il che permise di mantenere le vendite dell’opera su un livello confortante. Rispetto al precedente lavoro “Flaunt the imperfection” (che conteneva l’altro grande hit del complesso, “Black man ray”), il cambio alla produzione (da Walter Becker al duo Cliver Langer – Alan Winstanley) non ha affatto pregiudicato la qualità del prodotto. Anche il bassman Johnson e il drummer Wilkinson contribuiscono alla stesura dei pezzi con le menti storiche Daly e Lundon. L’operazione “What price paradise” si dimostrerà un successo sotto ogni punto di vista. Ciò nonostante, la band smarrirà progressivamente i favori del pubblico, e dopo un altro paio di lavori chiuderà quietamente la propria carriera, almeno per quanto riguarda pubblicazioni inedite, intorno alla metà del decennio successivo.

Informazioni aggiuntive

Letto 1880 volte
Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

AMA Radio: scegli la tua musica

Prossimi appuntamenti

« Marzo 2026 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          

 

Ultimi concerti

ERROR_SERVER_RESPONSE_520