Versione genovese dell'Orchestra di Piazza Vittorio, nata a Roma nel 2002, la Banda di piazza caricamento cerca di emergere dalla realtà cittadina per diventare fenomeno nazionale con l'album Babelsound, un titolo che la dice lunga sull'amalgama di suoni, generi e influenze musicali che lo hanno generato.
Marocco, Germania, Russia, Sry Lanka, Cina, Brasile: i musicisti della ensemble vengono dai 5 continenti e si portano appresso un tocco di ciascuno di essi, come sottolineato da una voce all'inizio dell'album che introduce rapidamente il primo brano inneggiando alla musica e alla sua capacità di unire. E' così che il ritmo delle congas cubane si amalgama a melodie dell'est europa, slang metropolitani reppati sono retti dall'incalzare dello djambe, diversi idiomi e scale fluiscono senza incepparsi, con naturalezza, cogliendo la vera spontaneità di un gesto musicale nato da artisti non professionisti.
I primi brani dell'album Babelsound, Aprile, Integrazione e Morte cum Vida si distinguono per una ritmica trascinante che gioca un ruolo da protagonista, mentre con Sola sola i toni si smorzano e scoprono un inizio languido e sofferto in dialetto del sud Italia; presto però il brano cambia forma tramutandosi in una pizzica salentina con testo in lingua russa, un azzardato quanto riuscito accostamento.
Una blanda melodia vocale accompagnata dalla kora delinea la prima parte della spiriituale Mungu, mentre il ritmo ritorna protagonista nei due brani successivi, Bembè di Piazza Caricamento e Amuleto. Atmosfere indiane invadono prepotentemente la track list con Ganapathi Rag che rapisce e ipnotizza l'ascoltatore per poi proiettarlo in medioriente con Rayeh. Chiude l'album Lyulyushka per Mayushka, una ninna nanna con cantato in russo e accompagnamento di chitarra, che ci lascia pacatamente a riflettere su un gruppo che, nonostante buone idee e spunti interessanti, deve forse ancora trovare una propria identità.