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Lunedì, 22 Giugno 2009 00:00

Duri a morire

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METALLICA

www.metallica.com

Luogo: Mediolanum Forum, Assago (MI)
Data: 22 giugno 2009
Evento: World Magnetic Tour 2009
Voto: 8

Sono le 21 in punto e sul palazzetto calano le tenebre. Sarà per quella sensazione di stordimento che l’esibizione conclusasi da poco dei Lamb of God ha lasciato nei timpani, per i diversi posti ancora vuoti nel parterre, per il disorientamento dovuto all’enorme palco centrale, oppure per quelle bare metalliche che incombono pesanti sul palco e sulle teste del pubblico, ma l’atmosfera che si respira è strana, sinistra. Anche i fan più accaniti attendono il momento quasi in religioso silenzio.

Il silenzio viene interrotto, come da tradizione, dall’emozionante crescendo delle note di The Ecstasy of Gold del maestro Morricone ma quando le luci progressivamente tornano a illuminare il palco, questo è ancora vuoto, riempito solo dal battito cardiaco che caratterizza l’incipit di That Was Just Your Life. E’ con questo il suono che segna l’inizio del nuovo album, del World Magnetic Tour e della rinascita dei Metallica.
Un attacco emozionante, pieno di significati. Le bare, sospese e inquietanti fino a poco prima, ora offrono uno spettacolo di luci e laser colorati degni del set dell’ultimo Star Trek. Il palco, che sembrava una landa desolata, ora trabocca di vita ed energia e tra i fan delle prime file, vicinissimi al palco, e i quattro musicisti si instaura da subito una forte empatia. Gli ex-ragazzacci di San Francisco sono molto maturati: lo si percepisce non solo dai primi capelli o pizzetti bianchi, ma soprattutto dall’atteggiamento positivo con cui tengono la scena interegendo col pubblico, scherzando, mettendosi in posa per le centinaia di flash e divertendosi, loro per primi, come matti.
Dopo lo scarso successo degli ultimi album, le critiche, la freddezza dei fan, le crisi, le paure e i ricoveri in clinica, la band sembra rigenerata. L’enorme bagaglio di esperienza e la serenità e fiducia ritrovate grazie ai buoni risultati ottenuti dall’ultimo Death Magnetic permettono loro di ripresentarsi a testa alta con un tour promozionale e un live set come non si vedeva da tempo.
A differenza degli ultimi tour a supporto di St. Anger e prima ancora di Re-Load, tra l’altro gli unici album non rappresentati oggi in scaletta, stavolta sono ben sei i nuovi pezzi proposti con orgoglio, passione e senza paura di deludere i fan vecchi e nuovi. Tra questi Broken, Beat And Scarred, My Apocalypse, The Day That Never Comes e la già citata That Was Just Your Life spiccano per intensità, precisione e impatto sonoro, sintesi perfetta tra le sonorità più moderne e il thrash metal di Master of Puppets e …And Justice for All. I nuovi pezzi non sono di facile ascolto, ma i fraseggi elaborati e interminabili, i ritmi forsennati e i suoni a volte troppo impastati non spaventano il grosso del pubblico che partecipa con grande entusiasmo. Gli animi, e non solo quelli, si infiammano definitivamente sulle note di un’intensissima One quando, proprio nel momento di massima tensione musicale, da entrambi i lati del palco si alzano, al ritmo della doppia cassa di Lars, delle colonne di fuoco alte più di due metri e il palco, per qualche istante, diventa un campo di battaglia: uno spettacolo e un calore sprigionato impressionanti. I nuovi singoli e i vecchi cavalli di battaglia si amalgamano a meraviglia. Tra questi ultimi non possono mancare le arcinote Sad But True e Enter Sandman, le ballate Turn the Page, The Memory Remains e l’emozionante Nothing Else Matters, unici momenti concessi per tirare un po’il fiato, l’immensa Master Of Puppets e le vecchie e tiratissime Trapped Under Ice e Seek and Destroy con cui si conclude l’esibizione. Non mancano poi delle vere e proprie chicche come Disposable Heroes, la cover dei Misfits Die, Die My Darling e la tanto feroce quanto inaspettata Fight Fire With Fire, con tanto di ritorno delle fiamme sul palco.

Uno show completo, che in due ore e un quarto praticamente ininterrotte ripercorre le tappe più significative della carriera dei Metallica e ci presenta una band in grandissima forma. Se il carisma, la potenza, la padronanza tecnica e la capacità di tenere il palco dei quattro musicisti non avevano certo bisogno di conferme, sorprendono invece la resistenza fisica, la tenuta della voce di James Hetfield, l’inesauribile energia abbinata a grandissima precisione di Lars Ulrich, padrone incontrastato della pedana rotante su cui poggia la batteria, la nonchalance con cui Kirk Hammett sforna assoli infuocati e l’impatto devastante del basso di un instancabile Robert Trujillo, che in poco tempo si è guadagnato col sudore l’affetto dei fans. Nessuno è protagonista, anzi lo sono tutti e quattro contemporaneamente. Grazie anche all’allestimento del palco, ognuno ha il suo spazio e a turno tutti, anche il batterista, hanno l’occasione di rivolgersi e guardare negli occhi i fedelissimi fan, quelli che più volte nel corso dello show James chiama affettuosamente “Metallica family”.

I “quattro cavalieri dell’Apocalisse” sono tornati. Ancora una volta hanno saputo reinventarsi e rinascere dalle proprie ceneri e questo World Megnatic Tour è il modo migliore per spazzare via ogni perplessità sul loro operato in questi ultimi anni. Sebbene il tema ricorrente di Death Magnetic sia la morte, non c’è dubbio che i Metallica, qualunque cosa potrà accadere, non si arrenderanno tanto facilmente: il testo di Broken, Beat And Scarred lancia un messaggio molto chiaro “Rise, fall, down, rise again. What don't kill you make you more strong. […] Broken, beat and scarred. But we die hard!”

Letto 1770 volte Ultima modifica il Giovedì, 03 Gennaio 2013 13:30

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