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Mercoledì, 25 Gennaio 2012 08:44

Paul McCartney e William Campbell

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"Paul is dead" ... senza esagerare!

Il fascino delle leggende, delle trame che fioriscono da decenni intorno all'universo patinato della musica rock, risiede nel fatto che siano, appunto, soltanto invenzioni fantasiose, inverosimili, spudoratamente false, messe in giro ad arte, in molti casi, dai protagonisti stessi.
"Paul is dead" rientra perfettamente in questo canone.

Una credenza, secondo la quale il beatle bello sarebbe deceduto all'alba del 9 novembre 1966 in un incidente d'auto dopo essere praticamente fuggito da Abbey Road al termine di un furibondo litigio con gli altri, che riscuote da anni un seguito enorme a livello mondiale, e non poteva essere altrimenti, vista la dimensione dei protagonisti. Un mito che i Beatles stessi si sono divertiti ad alimentare, anche dopo lo scioglimento del gruppo, disseminando prove abilmente costruite sui propri dischi, sulle covers e quant'altro. Basti ricordare la celeberrima copertina dell'album Abbey Road, ove Mc Cartney cammina a piedi nudi sulle strisce pedonali mentre una Wolkswagen targata "28IF" (28 anni, se fosse ancora vivo..) faceva bella mostra di sè, oppure il biascicare di Lennon al termine di I'm so tired, da molti (tutti) interpretato come "Paul is dead, miss him, man"…Ce ne sono centinaia, d'indizi. L'ultimo l'ha creato Paul stesso, nel suo album del 2007, Memory almost full.

Suonando al contrario il pezzo Gratitude, pare che il Macca mormori: "I was Willie Campbell", ossia "Io ero Willie Campbell". E qui sta il punto. Paul sarebbe stato sostituito da un sosia, il poliziotto canadese William Campbell, assomigliante in misura notevole al Beatle, che a partire dal 1967 sarebbe entrato nel gruppo dopo alcuni interventi "migliorativi" di plastica facciale e qualche lezione di basso, senza, ovviamente che nè media nè popolo s'accorgessero d'alcunchè.

Più o meno da questo punto è partita la trasmissione di giovedì sera, su RAI 2, Almost true, condotta da Lucarelli. Il programma s'intitola "quasi vero", il che sottintende che presentatore, autori e staff sono consapevoli che si sta parlando di favole. Hanno delineato un ritratto davvero improbabile dei Beatles orfani di Paul, con i quali, sfortunatamente, William nostro non avrebbe legato per nulla. Mediocre musicista, poco affine agli altri a livello umano, insomma un corpo estraneo, sarebbe stato fin da subito messo in un angolo e riesumato solo per le foto ufficiali, per tenere in vita il gioco. Un bel giorno, Campbell avrebbe scoperto come utilizzare le apparecchiature di Abbey Road, e sarebbe riuscito a creare una serie infinita di suoni sperimentali, rumori, loops, effetti, in sostanza tutte quelle amenità che si possono ascoltare, ad esempio, al termine di Good Morning, Good Morning o nell'intera Revolution 9. Questo sarebbe stato d'ora in poi il suo apporto "tecnico". Gli altri facevano le canzoni, lui in sostanza, provvedeva a fornire l'immagine ufficiale di Paul e ai pastrocchi da studio.

M'è sinceramente parso una forzatura: il "Mito" ufficiale era che Campbell fosse, oltre che un sosia, anche un musicista di talento, capace di sfornare le canzoni di McCartney dal novembre'66 in poi, e non esattamente canzoncine (Hey Jude, Blackbird, Golden Slumbers, Helter Skelter... ). L'essere stato un gioppino da studio, rende la favola in effetti un pò indigesta. Anche perchè significherebbe che le suddette canzoni siano state scritte da altri e gentilmente concesse a William/Paul a livello ufficiale, nei dischi. Dopo tutto lui era la seconda mente dei Beatles, non poteva non fare più nulla.

Considerando gli ego dei ragazzi, John in particolare, la vedo dura. E come si spiega, poi, ad esempio, il concerto sul tetto della Apple (30 gennaio 1969), dove Paul/Willie canta e suona dal vivo? E perchè, continuando in storture, dire che fu la morte di Paul a decretare la fine dei concerti dal vivo dei quattro? L'ultimo spettacolo della band s'è tenuto al Candelstick Park, San Francisco, il 29 agosto 1966, settanta giorni prima dell'incidente di McCartney, e tutti sapevano (Brian Epstein era disperato in proposito), che non ci sarebbero state altre esibizioni.. Infine, come avrebbe fatto il povero Willie, mero giullare, manipolatore d'effetti speciali, a tracciare poi una carriera solistica di quarant'anni filati?!?

Insomma, bella la spettacolarizzazione della leggenda, divertente il colorare di toni ancora più foschi e fantasiosi un mito già intrigante di suo, ma un minimo di buonsenso, un occhio ai riscontri storici andava dato, non che si possa inventare tutto. Comunque il 7 febbraio prossimo uscirà il nuovo disco di Willie Campbell, pardon, Paul Mc Cartney… chissà se è lui.

Letto 2909 volte Ultima modifica il Giovedì, 03 Gennaio 2013 13:30
Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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