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Giovedì, 03 Febbraio 2011 11:06

Il reflusso degli Eighties

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E’ notizia di pochi giorni fa che gli Abba ritornano insieme. Per voce della cantante Agneta Faltskog, il gruppo si ritroverà a breve per discutere tempi e modi, e soprattutto scopi, della reunion. “Qualcosa faremo sicuramente, l’idea per il momento è di legare il nostro ritorno a pochi eventi con scopi benefici”. Gli Abba si erano sciolti nel 1982, all’indomani della pubblicazione di “The visitors”, e in un trentennio non avevano mai paventato una riunione.

Nel 2009 si erano riuniti gli Spandau Ballet, che avevano inciso tra il 1980 e il 1989. Nel corso di questi vent’anni di pausa, una lunga azione legale ha visto protagonisti tre quinti del gruppo per loyalties legate al songwriting contro Gary Kemp, chitarrista e autore pressoché unico del materiale, che vincerà la causa. Malgrado questo, la band s’è ricostituita e ha intrapreso una tourneè di successo, basata su un nuovo album, “Once more”, davvero pregevole, che contiene due inediti (di cui uno, primizia assoluta, composto da Tony Hadley) e una ventina di successi riarrangiati per l’occasione. Oserei dire “deottantizzati” per l’occasione.

I Duran Duran, di cui gli eighties hanno parimenti decretato il trionfo planetario e la rovina, non si sono mai sciolti ed hanno inciso costantemente, ma è innegabile che il favore del pubblico sia tornato ad arrider loro nel momento in cui si sono, circa dieci anni fa, ricostituiti nella formazione originale, con la quale iniziarono nel 1981. (Nel frattempo l’irrequieto Andy Taylor ha ri- litigato con tutti e se n’è già ri- andato). Risultato: il nuovo singolo “All you need is now” spopola da un mese su I-Tunes, in attesa della pubblicazione. Anche i Police non si sono mai ufficialmente separati, sebbene l’ultimo materiale registrato a loro nome risalga al 1986. Dopo una breve sosta di quattro lustri e rotti, i tre hanno intrapreso un world tour di circa un anno e mezzo, prima di riprendere ognuno la sua strada, con rimpolpati conti in banca. Altre voci più o meno fondate riguardano altri gruppi che negli ottanta hanno visto il loro maggior fulgore, come i Van Halen ad esempio, ma in genere si sta assistendo a un ragguardevole riflusso di musiche, colori e ritmi provenienti da questo decennio tanto criticato dai puristi quanto rimpianto da vastissime frange di pubblico, che non senza ragione sostengono che chi non l’ha vissuto non sa cosa s’è perso.

Indipendentemente dalle motivazioni, inutile negare, prettamente economiche, del riaffacciarsi sulla scena di molti dei protagonisti dell’epoca, la cosa non è, a livello prettamente stilistico-tecnico, del tutto disprezzabile. Il mio parere è che bisogna risalire al grunge dei primi novanta per trovare un momento storico altrettanto significativo e pregnante, o quanto meno all’“Indie rock”, della prima metà dello stesso decennio (A proposito, anche i Blur meditano una riappacificazione..). Ma con il nuovo secolo, disgraziatamente sballottato tra hip e trip hop, rap, techno, dub e altre tristezze, la povertà (assenza?) di idee, di proposte, d’inventiva, d’emozioni in campo musicale è semplicemente raggelante. Non c’è un solo movimento degno di nota, l’offerta è immensa quantitativamente e risibile qualitativamente. Ben venga l’ operazione nostalgia dunque, che quanto meno comprende tutta gente che uno strumento lo sa suonare, e se l’educatissima e selezionata audience odierna la rifiuta, allora è giusto che spopolino “artisti” quali Rihanna o Lady Gaga, le cui gesta e peculiarità artistiche saranno tramandate ai posteri come emblema della musica del Duemila. Poveri posteri.

Alfonso Gariboldi

Letto 1820 volte Ultima modifica il Sabato, 02 Febbraio 2013 14:06
Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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