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SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Venerdì Marzo 27, 2026
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Martina Bernareggi

Martina Bernareggi

Durante gli anni dell'università inizia a lavorare presso una testata locale continuando l'attività giornalistica in ambito musicale e  sportivo come freelance.
Iscritta all'ordine dal 2007 crea il progetto AMA music per dar voce alle realtà locali o parlare dei grandi nomi con il gusto e l'approfondimento che difficilmente si trovano nel web.

Sabato, 18 Dicembre 2010 00:00

Il gioco delle coppie di Jazz'Appeal 2010

'S WONDERFUL QUARTET

Luogo: Il Melo, Gallarate (VA)
Data: 14 dicembre 2010
Evento:  Jazz Appeal 2010
Voto: 5

LARA IACOVINI: voce
RICCARDO FIORAVANTI: contrabbasso
ANDREA DULBECCO: vibrafono
FRANCESCO D’AURIA: batteria e percussioni

Ci aveva già pensato Conte, a suo tempo, a legare indissolubilmente quella “s” alla parola “wonderful”, ma in quel caso era più per ragioni metriche (e di pronuncia) che concettuali.
Diverse le premesse che hanno portato al concepimento del nome del quartetto in questione: il ragionamento è piuttosto articolato ed ha una duplice matrice. Duplicità che ritorna anche a livello musicale e compositivo nei brani riarrangiati e suonati dallo ‘S Wonderful quartet.
Ciò che viene proposto è una rivisitazione del repertorio di «due grandi artisti del 900» per citare l’introduzione di Laura Iacovini, il primo dei quali viene subito svelato grazie alla significativa - soprattutto per la serata - Wonderful: George Gershwin. La chiave di lettura completa l’abbiamo con la successiva I Wish di S. Wonder: il gioco è fatto.

Il quartetto, capitanato dalla coppia Iacovini-Fioravanti, nasce da un’idea del contrabbassista che si propone di riarrangiare in chiave jazz i brani del divino Wonder e rileggere le composizioni del sacro Gershwin in una sorta di inversione delle parti che dimostri come «in fondo i due personaggi non siano così distanti l’uno dall’altro».
A rompere il ghiaccio è il vibrafono di Andrea Dulbecco, il miglior candidato a sprofondare la platea nell’atmosfera fiabesca che così bene si addice ad un concerto pre-natalizio.

Cambio di rotta per la successiva I Wish, introdotta da un trascinante riff di contrabbasso che sostiene il brano fino all’entrata, nella seconda strofa, degli altri strumenti. Si continua con il Wonder di You Are The Sunshine Of My Life, in una morbidissima versione accarezzata dalle spazzole di D’Auria. Il contrabbasso si ritaglia lo spazio per un assolo prima che, al ritorno del tema, rientri anche la voce per il gran finale.
Dopo il tris di Wonder il pallino passa a Gershwin con Facin In The River che sprigiona l’indole più selvaggia di Francesco d’Auria: con un balzo dalla batteria al cajon anche il registro sonoro viene sbalzato verso una nuova dimensione, fresca, autentica, tribale. Il giochetto ingaggiato dalla Iacovini, in cui il pubblico viene sfidato ad indovinare i titoli dei brani, continua con un “aiutino” da parte della cantante «E’ tratto da Porgy And Bess, ma non è Summertime» (cui, per altro, sarà riservato il posto d’onore del bis); quindi i musicisti si preparano alla prevedibile I Love You Porgy.

Ormai giunti al sesto brano bisogna prendere coscienza del fatto che la nitidezza traballante delle note tenute,  le esitazioni sugli acuti ed un’intonazione spesso calante non dipendono da una questione di riscaldamento, ma probabilmente da una serata no della vocalist, accentuata da un’espressività non proprio brillante. E la prima parte del concerto si chiude con Master Blaster in cui Andrea Dulbecco si rende protagonista con un assolo di vibrafono.

Il rientro dei musicisti in scena segna l’inizio della parte più libera ed estrosa del concerto. Parte Fioravanti con uno solo sleppato di contrabbasso e poi D'Auria si cimenta nella "prova" dell'hang, suonato rigorosamente a mani nude: eccezione della serata, I sogni di Piero è un brano origiale del percussionista.
Approfittando della postazione - l'hang si suona seduti, sul cajon in quest'occasione - D'Auria inizia a picchiettare al ritmo, neanche a dirlo, di I Got Rhythm.
Non plus ultra, Summertime segna la fine di un concerto che avrebbe forse necessitato di un po' più di passione e consistenza per essere degna conclusione di Jazz'Appeal 2010.

Mercoledì, 01 Dicembre 2010 11:26

NOVARA JAZZ WINTER 2010

 

4 e 5 Dicembre 2010
presso l’Auditorium del Conservatorio G.Cantelli
via Collegio Gallarini, 1 a Novara.

 

 

 

 

Programma:

SABATO 4 DICEMBRE 2010

Sabir Mateen Omni Four
Sabir Mateen tenor sax & flute
Matt Lavelle trumpet
Silvia Bolognesi double bass
Warren Smith drums

opening act: Noego

 

DOMENICA 5 DICEMBRE

Mike Reed's People Places & Things
Greg Ward (altsax)
Tim Halderman (tenorsax)
Jason Roebke (double bass)
Mike Reed (drums).

opening act : Ferrian/Pissavini/Quattrini trio featuring Sabir Mateen

 

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI

Prevendita su www.vivaticket.it (Vivaticket)
Apertura porte ed acquisto biglietti: dalle ore 20.00 della sera del concerto
Ingresso a 1 concerto: 10 € Abbonamento a 2 concerti: 15 €
Per gli Amici del Novara Jazz un cd in omaggio.

Marco Scotti
Ufficio Stampa Novara Jazz
+39 340 3411099
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Lunedì, 29 Novembre 2010 00:00

Tubi e serpi al Magenta Jazz Festival

ALIFFI- D'AURIA SEXTET
CON MICHEL GODARD

Luogo: Teatro Lirico, Magenta (MI)
Data: 26 novembre 2010
Evento:  Magenta Jazz Festival 2010
Voto: 7

Maurizio Aliffi: Chitarra.
Francesco D’Auria: Batteria e percussioni.
Marco Ricci: Contrabbasso.
Luca Gusella: Marimba.
Beppe Caruso: Trombone e Tuba.
Marco Brioschi: Tromba.
Roberto Martinelli: Clarinetto e Sax Contralto.
Michel Godard: Tuba e Serpentone.

Se vi stupisce vedere tubi pluviali ed atri oggetti impropri su un palcoscenico allestito per uno spettacolo jazz, probabilmente non avete mai assistito ad un concerto di Francesco d’Auria. Se poi trovate singolare che un componente della sua formazione maneggi un ottone colorato di nero a forma di biscione, forse non sapete nemmeno che, accanto al suo sestetto, il percussionista siciliano ha schierato lo special guest Michel Godard. Niente di più normale, infatti, che vedere il musicista parigino destreggiarsi tra questo affascinante serpentone ed una tuba azzurra, sfoderata, al solito, come strumento solista.

Sembra un riferimento esplicito al curioso strumento il primo pezzo, Mamba Nero, aperto e chiuso dai duettanti D’Auria e Godard e composta da Aliffi; il chitarrista è autore anche della successiva Pesci nell’acqua, brano blando ed ondeggiante, accarezzato dal fruscio delle spazzole sulle pelli e dall’archetto sulla marimba.
L’introduzione della successiva Saturnia è affidata al flicorno di Marco Brioschi, che passa subito dopo alla tromba sordinata per l’atmosfera sognante di Un amore (D’auria), creata anche grazie all’assolo di marimba di Luca Gusella.


I giochi di parole sembrano essere un debole dal leader percussionista, che non a caso intitola To Be il suo successivo brano originale. L’escamotage consiste nel percuotere una serie di tubi pluviali di lunghezza differente con dei battenti di gommapiuma pressata e il risultato è un suono ovattato, dolce ed avvolgente. Per I sogni di Piero, D’Auria mette finalmente le mani sull’hang che dall’inizio del concerto campeggia al centro della scena incuriosendo e stuzzicando la fantasia dei meno avvezzi. Il titolo stesso lascia intuire il suono onirico che quello strano aggeggio a forma di UFO è in grado di produrre, soprattutto se supportato dalle note rarefatte della chitarra e dalle successioni sinuose di Godard.


C’è ancora spazio per una composizione a firma Martinelli e per Upupa prima che D’Auria inizi ad agitare vorticosamente un tubo flessibile sopra la testa (una tecnica che affonda le sue radici in primitive pratiche di tele-comunicazione) per introdurre Sottomarini e pattini; il brano è il pretesto per un lungo assolo del percussionista che passa con disinvoltura dalle mazze da timpano alle canoniche bacchette.

A concerto terminato, la metà dei musicisti esce di scena, l'altra metà non intende le intenzioni e resta al suo posto: "abbiamo preparato i bis - sdrammatizza D’Auria al rientro sul palcoscenico - ma non gli applausi». Tri Bop segna la chiusura definitiva di un concerto che ha incantato e divertito il pubblico, mancando tuttavia di un po' di quella verve che generalmente fa la differenza durante un'esibizione live.

 


Martedì, 30 Novembre 2010 08:39

Via al Festival di Sanremo. E la musica?

di Alfonso Gariboldi

Come ogni anno: discussioni a non finire circa l'edizione numero 61 del Festival di Sanremo, che si terrà dal 15 al 19 febbraio prossimi. Faccio una premessa indispensabile: non sono mai stato a priori contro il Festival. Penso che la musica in tivù sia comunque un fatto positivo, anche se ad esempio ritengo eccessivo, quasi invadente, lo spazio dedicato ai sempre più agguerriti ragazzini cantori d’Italia nelle prime serate delle reti principali (alla faccia della privacy dei minori). Ma il Festival da troppi anni ormai mi dà l’idea di una struttura graziata dalle leggi della fisica: sopravvive procedendo per un’inerzia che non ha mai fine, che non riceve mai colpi di grazia. Ogni anno si cerca il balsamo rigeneratore, la cura miracolosa che lo riporti ai fasti del passato e, cosa ancora più importante, ne riporti i protagonisti in cima alle classifiche possibilmente oltre il limite dell’inverno. Perché, diciamoci la verità: chi a giugno d’ogni anno ricorda almeno cinque canzoni del Festival di novanta giorni prima? In realtà, il momento d’oro di Sanremo va da settembre in poi, quando iniziano a montare le polemiche prima sul conduttore, poi sulle vallette, poi sul numero delle serate e i contenuti “extra” delle stesse, poi sulle modalità con cui si sono stabiliti gli inclusi e gli esclusi…

E la musica? Che dovrebbe esserne il veicolo fondamentale?
Perché in questi ultimi anni, ma potrei dire quasi decenni, le canzoni che escono da Sanremo non occupano più l’immaginario collettivo così a lungo come in passato?
Nomi che sono sempre gli stessi? Formule contorte, big che non avrebbero le credenziali per esser definiti tali e altri che non le hanno più? Perché nella stessa giornata in cui scrivo (23 dicembre), su un frequentato forum musicale sul web ci sono messaggi di persone che scrivono che non lo guarderanno a priori?

Negli anni ottanta, faccio un esempio, da Sanremo sono usciti artisti che poi un accenno di carriera l’hanno anche fatta. Butto lì: Zucchero, Vasco Rossi, Ramazzotti. Questa funzione di lancio mi pare si sia persa un po’, nelle edizioni più recenti. I tempi che verranno potranno anche smentirmi clamorosamente, ma è innegabile che, lo scrivo con dispiacere, il Festival di Sanremo rappresenta ormai un fenomeno più mediatico che musicale, che brucia veloce le proprie tossine di polemiche e interessi e al fischio finale tutto si rimette in moto per una nuova edizione, senza una vera, indispensabile, ricerca stilistica, di rinnovamento "tecnico".

Si dice che dall’incrocio e dallo scambio fiorisca la qualità. E’ anche vero che da due Giapponesi e due Argentini che condividono lo stesso palcoscenico non sai proprio cosa aspettarti, finché ti rendi conto che era esattamente ciò che avresti sperato di ascoltare.

Giovedì, 18 Novembre 2010 10:37

XIII FESTIVAL JAZZ A MAGENTA

26-27-28 NOVEMBRE AL TEATRO LIRICO

Il Teatro Lirico ospita nell´ultimo weekend di novembre il Festival Jazz ‘Città di Magenta´ che quest´anno giunge alla 13ma edizione.

 

 

 

PROGRAMMA

Iniziative Collaterali al Festival

Venerdi 19 Novembre : Nuova Sala Consiliare ore 21.00 Serata dedicata al Centenario della nascita di Django Reinhardt Presentazione del volume: Django Reinhardt Ed. Carish con l´autore Fabio Lossani Segue concerto de Stazione Manouche Domenica 21 Novembre: Piazza Liberazione Pomeriggio 16.00 2° Concerto pre-Festival a cura dei musicisti della Maxentia Big Band

Magenta Jazz Festival

Venerdì 26 Novembre ­ Teatro Lirico ore 21.00

Maxentia Big Band
" L´era dello Swing " ­ Concerto

Sabato 27 Novembre - Piazza Liberazione ore 16.00
Belle Epoque Street Band ­ Street Parade

Sabato 27 Novembre - Teatro Lirico ore 21.00
Francesco D´Auria e Maurizio Aliffi Sestetto
Special Guest da Parigi: Michel Godard ­ Concerto

Domenica 28 Novembre - Piazza Liberazione ore 16.00
Maxentia Brass Band ­ Street Parade

Domenica 28 Novembre - Teatro Lirico ore 21.00
Manomanouche Quintetto - Concerto
Django Memorial Concert

PREZZI: Abbonamento ai 3 concerti del 26,27 e 28 novembre 15 euro
Ingresso concerto singolo 8 euro

Per informazioni: Teatro Lirico, Via Cavallari 2 ­ 20013 Magenta (Mi) Tel. 02 97003255 Orari biglietteria- martedì e giovedì 10-12 e 17-19, sabato 10-12 www.teatrolirico.it


Martedì, 16 Novembre 2010 15:33

Christian Meyer’s Hot Swing Trio

Rotary Club Abbiategrasso

Con il Patrocinio
del Comune di Abbiategrasso

Presenta

Christian Meyer’s Hot Swing Trio
20 novembre 2010 – Ore 21

 

Presso l'ex convento dell’Annunciata di Abbiategrasso

Scarica il volantino

Il ricavato verrà devoluto alla ristrutturazione della chiesa di S. Gaetano



Venerdì, 12 Novembre 2010 00:00

Lo swing felino di Eventi in Jazz

Roberto Gatto - I Jazz Ensamble

I JAZZ ENSEMBLE 2010

Luogo: Teatro Sociale, Busto Arsizio (VA)
Data: 22 ottobre 2010
Evento: Eventi in Jazz 2010
Voto: 8


Hanno esordito in ottetto il 18 aprile di quest'anno: freschi di formazione ma non certo di primo pelo, quasi tutti leader di altre band, i musicisti dell'I Jazz Ensemble 2010 si esibiscono sotto la guida di Roberto Gatto. E' proprio la sua batteria a dominare la scena, in posizione insolita e fin troppo enfatica al centro del palcoscenico.
Il repertorio da cui attinge l'ensamble è decisamente vasto: oltre ai molti brani originali ed agli immancabili standards, si aggiungono composizioni rubate ad altri contesti sonori, dalla canzone popolare alla musica da film, come da migliore tradizione jazz.
Il brano scelto per l'apertura è il più che esaustivo biglietto da visita The Swingng Cats, ma è sulla successiva Mushi Mushi (Keith Jarrett) che la sezione dei fiati, condotta da un incontenibile Falzone, mette in mostra tutto il proprio vigore.
Take The Dark Train, composizione originale di Battista Lena, precede il tema fiabesco di Pure Immagination, musica estrapolta dalla colonna sonora di Willy Wonka e riarrangiata in chiave jazz da Roberto Gatto.

Il batterista romano tiene a sottolineare l'eterogenea provenienza regionale dei musicisti riuniti per l'occasione sul palcoscenico del Teatro Sociale di Busto Arsizio; ma è la cultura romanesca che si vuole celebrare col successivo brano: omaggio a Trovajoli, contaminato dal "sentire" del lungo Tevere, il risultato è un'esplosione burlesca di note e citazioni popolari, in cui l'immaginario sonoro è arricchito dalla fantasia dei singoli musicisti. E' così che le bacchettate di Gatto non risparmiano nemmeno il leggio mentre la tromba di falzone sembra ridere divertita.
Ancora una composizione di Gatto, poi King Porter Stomp di Jelly Roll Morton, quindi il gran finale e l'attacco dei "bis" (senza finta, questa volta). La chiusura del concerto è uno sconcertante siparietto da villaggio turistico che vede i musicisti incitare la platea ad intonare il tema dell'ultimo pezzo, indegna conclusione di due grandiose ore di jazz.

Roberto Gatto batteria e direzione musicale
Gaetano Partipilo
sax alto Max Ionata sax tenore
Giovanni Falzone
tromba
Roberto Rossi
trombone
Alessandro Lanzoni
pianoforte
Battista Lena
chitarra
Dario Deidda
contrabbasso e basso elettrico

 

Martedì, 09 Novembre 2010 00:00

Luca Olivieri ripubblica Trigenta

Dal 9 Novembre sarà disponibile sui principali digital stores il primo disco del musicista e compositore Luca Olivieri dal titolo Trigenta. Il lavoro, rieditato per l'occasione in formato digitale, era stati originariamente pubblicato su cd nel 1996 e era fuori catalogo da anni.

Il lavoro comprende otto brani strumentali realizzati per la compagnia Teatro del Rimbombo e vede la partecipazione di numerosi ospiti tra cui Bruno Gaudenzi (Teatro Alla Scala di Milano), Andrea Cavalieri (Yo Yo Mundi) e Laura Gualtieri (Teatro del Rimbombo).

Luca Olivieri, musicista attivo nel mondo delle colonne sonore (il suo ultimo album La Quarta Dimensione contiene una parte dei suoi lavori recenti per il teatro e il cinema), ha negli anni diversificato la propria attività collaborando con numerose formazioni tra cui Yo Yo Mundi e Nichelodeon.


 

Mercoledì, 10 Novembre 2010 08:06

Immagini intorno a un pentagramma

3 DICEMBRE 2010  |  ORE 21.00

Viaggio attraverso le immagini di FIORENZO PELLEGATTA dal bianco e nero al colore: una splendida raccolta di fotografie jazz da ascoltare con gli occhi.

Carlo Uboldi Trio

 

Dalle ore 22.00 si esibirà il CARLO UBOLDI TRIO

carlo Uboldi (piano)
Yuri Goloubev (contrabbasso)
Marco Caputo (batteria)

a seguire jam session

 

ingresso libero

VILLA MONTEVECCHIO - Via Cinque Giornate, 6 - Samarate (VA)


 

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