Durante gli anni dell'università inizia a lavorare presso una testata locale continuando l'attività giornalistica in ambito musicale e sportivo come freelance.
Iscritta all'ordine dal 2007 crea il progetto AMA music per dar voce alle realtà locali o parlare dei grandi nomi con il gusto e l'approfondimento che difficilmente si trovano nel web.
Dopo i successi di pubblico ottenuti nelle precedenti edizioni, la Provincia di Milano è lieta di ospitare nuovamente all’Idroscalo Blues in Idro, la popolarissima rassegna di musica blues divenuta appuntamento fisso dell’estate metropolitana.
Mercoledì 20 e Giovedì 21 luglio dalle 21.00 presso le Tribune dell’Idroscalo.
PROGRAMMA
20 Luglio
DANIELE TENCA BAND
FRANCESCO PIU
PAOLO BONFANTI
GUITAR RAY & THE GAMBLER
21 Luglio
BATON ROUGE
TRAVES BLUES BAND
Leggi la recensione dell'abum dei Baton Rouge Hobo Ramblin'

Lunedì 11 luglio, a partire dalle 00.15
Classica (Sky, canale 728) trasmette in esclusiva assoluta
Gaia Cuatro e Paolo Fresu – live in Monza
un docu-concerto firmato Paolo Faroni, Josè Francesena, Jacopo Pataccini e Francesco Piccoli.
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Bob Dylanwww.bobdylan.comLuogo: Alcatraz, Milano
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Ha l’effetto di un’onda d’urto dirompente che si propaga alla velocità del suono dell'armonica: il primo respiro di Dylan filtrato dalle ance si trasforma in un incantesimo scagliato sulla folla col cenno di una mano.
Tutto ha inizio qualche minuto prima. Cappello, giacca nera e camicia bianca, poco dopo le 21.00 l'anti-icona di Duluth si fa largo tra le giacche-bianche-camicie-nere della band, un misto di eleganza dannata e rockabilly. Al centro della scena campeggia la chitarra di Charles Sexton, mentre Bob Dylan si divide tra la postazione alle tastiere e la buia prima linea della ribalta, avvolta (casualmente?) dall'oscurità, al riparo dall'occhio indiscreto dei fari.
La base blues-rock di Leopard-Skin Pill-Box Hat è il tappeto rosso che porta Dylan al cospetto del pubblico radunatosi da tutta Italia all'Alcatraz di Milano: la voce inizia a graffiare la musica con un timbro attraversato da scaglie di vetro.
L'attacco del secondo brano è un chiaro indicatore del tenore che avrà la serata: canzoni del primo Dylan si alternano a pezzi più recenti con ritmi sempre più incalzanti, complice il tiro della band che non si ferma nemmeno di fronte a piccole incomprensioni su come far procedere o risolvere i brani.
Si ritorna al Blonde On Blonde di Vision Of Johanna, privata ovviamente di ogni tendenza melodica, ma non della magia e del fascino trasognato che continua a trasmettere a decenni dalla sua pubblicazione. Lo spettacolo (sembra impossibile) è ancora in crescendo: Dylan, assieme alla sua band, approda a brani dello spessore di Highway 61 Revisited, si sofferma sulla struggente Forgetful Heart e saluta la prima parte della serata sulle note dell'immensa Ballad Of A Thin Man.
Durante la pausa un veloce sound-check inietta nel locale una distorsione fino a questo punto inedita. Non c'è tempo per un pronostico sul titolo che segnerà il rientro in scena dei musicisti: l'attacco inconfondibile di Like A Rolling Stone ha già squassato le pareti dell'Alcatraz e lo stomaco dei presenti. L’assolo d'organo passa tra le dita di Dylan che si destreggia tra armonica, tastiera e chitarra con la naturalezza di chi ha alle spalle mezzo secolo di pratica. Come mantenere questo livello? Bastano due accordi dl brano successivo perché il quesito si sciolga tra note di All Along The Watchtower. Al termine del celeberrimo e iper-coverizzato brano, Dylan, solo alle tastiere, intona (forse per la prima volta nella serata) la presentazione dei componenti della band: la base ritmica è retta da Tony Garnier (basso elettrico e contrabbasso) e George Recile (batteria), Stu Kimball affianca il già citato Charles Sexton alla sei corde mentre Donnie Herron passa dal banjo alle tastiere.
La chiusura definitiva è affidata ad un pezzo che sa svolgere assai dignitosamente il suo compito, un pezzo celebre almeno quanto i versi con cui apre: "How many roads must a man walk down / Before you call him a man?".
La risposta, forse, è scritta proprio nella storia di Bob Dylan.
Il 7 Luglio
Alessandria
Spazio multiculturale La Trama Viola
Un nuovo evento di sonorizzazione vedrà impegnato il compositore e musicista Luca Olivieri. Il 7 Luglio ad Alessandria sarà infatti protagonista di “Vacanze da Cinema”, un’inedita rimusicazione di frammenti di rare pellicole (dai Fratelli Lumière a Georges Méliès ed Emile Reynaud), che racconteranno l'estate, le vacanze e la magia di suggestivi paesaggi esotici. L’intento è di far rivivere l'atmosfera delle sale cinematografiche di fine Ottocento, dove un unico esecutore o una piccola orchestra davano voce alle immagini attraverso la musica.
Luca Olivieri, musicista attivo nel mondo delle colonne sonore (il suo ultimo album "La Quarta Dimensione" contiene una parte dei suoi lavori recenti per il teatro e il cinema), non è nuovo ad esperienze di questo genere avendo partecipato alla sonorizzazione di numerose pellicole del cinema muto tra le quali "Strike" (1925), "Maciste all'Inferno" (1926) e "Chang: La Giungla Misteriosa" (1927). Ha inoltre suonato e realizzato musiche per diversi spettacoli multimediali collaborando tra gli altri con Yo Yo Mundi e Nichelodeon.
La serata è organizzata dal Circolo di condivisione letteraria “La Voce della Luna” e avrà luogo alle ore 21 ad Alessandria presso lo spazio multiculturale La Trama Viola (Corso Monferrato 143).
info: Barbara Rossi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Trama Viola, Tel. 0131/1851181
www.facebook.com/lucaolivieripage
www.myspace.com/lucaolivieri
www.lucaolivieri.eu
Arena Concerti Fiera Milano Rho
L'occasione, storica, è la reunion dei System Of A Down. Il luogo deputato ad accogliere l'evento (già, perchè non di semplice concerto si trattava, data l'unicità delle circostanze) la cosiddetta Arena Concerti Fiera Milano Rho. Il giorno 2 giugno 2011 si è spenta nel modo più indegno, nel parcheggio interno di una squallida ed inadeguata struttura fieristica, l'unica data italiana del tour dei System Of A Down.
I cancelli aprono la mattina, durante il pomeriggio Anti-Flag, Volbeat, Sick of It All, Danzig preparano l'atmosfera con volumi che rendono difficoltosi anche i più banali rapporti interpersonali; ma sono gruppi validi e i volumi smodati fanno parte dell'argot metal: la situazione lo richiede, sopportiamo di buon grado. Attorno alle 21.00 la massa composta da giovanissimi, da fan di vecchia data e persino da genitori con pargolo da iniziare al metallo si accalca nei pressi del palcoscenico. Il parcheggio interno (chi si ostina a chiamarla Arena, del dizionario italiano non è nemmeno arrivato alla prima lettera) è gremito, si ci siano 40.000 persone, forse 60.000.
La tensione cresce fino alle 21:30 quando, spaccando il secondo (a quanto pare le stravaganze non rientrano più nei costumi delle rock star!) i SOAD fanno il loro ingresso. Non me ne accorgo. La prima canzone è oltre la metà e non la riconosco se non al secondo ritornello, e solo perchè una ragazza più attenta di me è riuscita a decifrarla e a memoria ci canta sopra. «Qualcosa è andato storto - penso - si saranno rotte le casse». «Sarà per via di qualche legge sulla limitazione dei decibel» bisbiglia qualcuno alla mia destra; «Non è possibile» mugugna mesto qualcun altro qualche fila più avanti. Il fatto che riesca a sentire chiaramente commenti bisbigliati dai compagni di sventura nel bel mezzo di Mezmerize a 30 metri dal palco la dice lunga sulla condizione in cui siamo stati costretti a fruire l'esibizione live dei System Of A Down.
I quattro continuano a suonare, attorno a me sguardi attoniti, occhi sbarrati: il pubblico incredulo non sa nemmeno come reagire. La musica non è bassa: è indecifrabile, non è intellegibile. Suoni ovattati, non calibrati, dinamica inesistente: sento una buona dose di basi "grazie" al ritorno, ogni tanto un gracchiare in lontananza mi dice che l'ignaro Daron Malakian sta ancora suonando la chitarra, la voce inconfondibile e magnifica di Serj Tankian...beh, ha cantato? Tocchiamo il punto più alto della serata quando Malakian al microfono sfiora le note acute per cui è celebre: le casse friggono. «Quindi - mi ripeto - si è rotto l'impianto». E allora perchè non hanno interrotto il concerto? Tutt'ora una spiegazione non l'ho.
Non posso scrivere una riga sul live perchè non l'ho sentito, benché abbia percepito assai bene il costo del biglietto.
Infine, premesso che non è mio compito criticare strutture fieristiche reinventate per ospitare concerti, nè ho le competenze per giudicare l'efficienza dei sistemi di sicurezza di cui devono, mi auguro, essere dotate, propongo un'ulteriore riflessione: un parcheggio che ospita 50.000 persone, un unico cancello da cui far defluire la massa di gente, un'unica strada che costeggia la ferrovia, separata dai binari da un muretto alto 30 cm, su cui si è riversato un fiume di carne; che prontamente ha scavalcato il muretto (i controlli erano pressochè inesistenti) ed ha iniziato ad attraversare i binari. Uno scenario quasi apocalittico: chi può permettere che tutto ciò avvenga?
Se la musica deve essere un business, che almeno lo sia per i musicisti, non per qualche delinquente (sì, delinquente è chi commette un crimine, chi ha estorto con l'inganno a me ed al altre 40.000 persone 70 euro per un servizio che non ha fornito) che sfrutta in modo fraudolento entusiasmi e passioni altrui per raggiungere il solo obiettivo di un guadagno spropositato e illecito.
di Martina Bernareggi

Stefano Zenni (musicologo)
Ingresso gratuito Conferenza con proiezioni a cura di Stefano Zenni.
Il progetto del musicologo Stefano Zenni: un'attenta analisi incentrata sul ruolo della musica nei film di Stanley Kubrick. Il ruolo giocato dalla colonna sonora è fondamentale in molte opere del regista statunitense, motivo per cui non sarebbe sufficiente un'intera giornata per trattare l'argomento in maniera esaustiva. Zenni, nell'arco di due ore circa, mette in risalto solo alcuni degli elementi più significativi che si trovano all'interno di film come Full Metal Jacket, Arancia Meccanica, Shining ed Eyes Wide Shut.
Jazz in Eden è presso il cinema Nuovo Eden - via Nino Bixio 9, 25121 Brescia
telefono: 030 8379404/403 - mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - web: www.jazzineden.it
Il festival celtico dell'insubria del ticino - 9° edizione
25 aprile - 1 maggio 2011
Parco di Villa Ghiotti
Marcallo con Casone
Per il programma dettagliato e le informaioni relative alla storia della festa e all'organizzazione rimandiamo al sito ufficiale: www.insubriafestival.com
Sabato 21 maggio 2011
presso il
avrà luogo la
Musica live dalle ore 18.00 con Heads Banana, 12 inch & half live, FattiDiRock, SnowPuppets live, Gamba de Legn, Carry
Ingresso gratuito
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