I neozelandesi Heather Mansfield e Jonathan Bree sono al debutto con l'etichetta Sub Pop per il loro quarto lavoro, una sequenza di 9 brani che trasmette fin dal primo ascolto un'acquisita consapevolezza del duo.
Un synth scandisce quattro accordi iterati per l'intera durata della traccia d'apertura; parallelamente un coro compita le quattro lettere di B-a-b-y. E' il ritornello volutamente semplice, quasi infantile, di Brunettes Against Bubblegum Youth, un omaggio alla spensieratezza anni sessanta.
Se il gioco del doppio già ricorrente nei titoli dei Brunettes fin dai primi album (Holding Hands, Feeding Ducks, Mars Loves Venus), viene enfatizzato in Structure and Cosmetics e diventa esplicito nel secondo brano Stereo (Mono Mono), probabilmente il migliore dell'album. Il concetto spiegato nel testo è qui reso anche musicalmente: per prima cosa si delinea la traccia mono della voce femminile, poi quella maschile, infine avviene l'incontro delle due linee vocali che danno vita alla traccia stereo. Bello lo stacco alla Honey Pie marcato dall'ingresso della batteria.
Heather canta l'eterea Her Hairagami Set, Credit Card Mail Order è invece un lento riflessivo interpretato da Jonathan, mentre in Obligatory Road Song le due voci si alternano e fondono su una base di chitarra, piano rhodes e batteria.
D'impatto e molto articolata If You Were Alien: sol levante nella scala iniziale e nel timbro di lei, elaborate costruzioni e stacchi rigorosi per il resto del pezzo. Influenza geograficamente opposta sottende il brano Wall Poster Starl: il vibrato della chitarra è un assaggio dell'atmosfera western che avvolge Structure and Cosmetics, l'eponoma canzone di chiusura che scioglie ogni dubbio circa l'eclettismo dei Brunettes.