La lezione dei cantautori nostrani è stata assorbita e metabolizzata da Andrea Parodi, che non si limita a rimaneggiare la più tradizionale canzone d'autore, ma dissemina lungo i 16 brani dell'album indizi di tradizioni, culture e generi ricercati in luoghi e tempi lontani. Storie e persone sono dipinte dal giovane cantautore con un occhio cinematografico: impossibile non percepire la dichiarazione d'intenti nel brano iniziale, quel Pane, arance e fortuna che ricalca, se non altro nell'assonanza, il celebre titolo di Comencini.
Yuri è il primo protagonista che incontriamo, un soldato, che Andrea Parodi ci racconta sbalzandoci nei primi anni '70 a colpi di hammond. I soldati sono soli, le guerre non uniscono, scindono e isolano. Parodi ce lo spiega trascinandoci nel Fiume solitario che dà il nome al secondo brano: un tuffo oltreoceano con chitarra spagnola e ritmo latino per la storia di un ideale di anarchia. La ricerca della solitudine diventa paura della stessa nelle parole di denuncia di Per non sentirsi soli, uno dei brani più impegnati dell'album, un crescendo di musica e concitazione che si stempera nel finale assolo di saxofono. I Sussurri e grida del brano successivo sono quelli di un soldato al fronte: Parodi entra nel vivo della tematica e conclude la canzone citando la celeberrima poesia di Ungaretti: Si sta come d'autunno, sugli alberi le foglie.
La rockeggiante e spiritosa Quando Maria non c'era spezza l'aulicità del momento e dà il via ad una serie di canzoni dedicate a personaggi femminili: oltre a Maria, Andrea Parodi ci presenta Rosa, madre di famiglia, Lolita, prostituta di New Orleans, Anna, giovane che si smarrisce a Milano e, figura chiave dell'album, Tania la guerrigliera, protagonista dell'omonima canzone. Tania, morta in un'imboscata a 29 anni, musicista e antropologa, è l'unica donna ad essersi unita alla spedizione boliviana guidata dal Che. Parodi le rende omaggio duettando con Suni Paz: le voci si alternano e sovrappongono su una base di pianoforte, chitarra e percussioni, amalgamandosi al suono della tromba.
Se il debito nei confronti di De Andrè non passa inosservato fino a questo punto, con Tresenda 43 diventa quasi citazione; ancora una canzone in cui la tematica bellica è esplorata tramite personaggi "in carne ed ossa", quotidianità e vita vissuta.
Il brano che chiude l'album è una ballata chitarra, voce e violino dedicata al nonno del cantautore che assurge al ruolo di spirito guida, un soldato che veglia sulla vita e l'arte del nipote.