di Eliana Augusti
Settembre-Ottobre 2011. Una otto giorni a doppio appuntamento quella del Chieti in Jazz 2011, giunto alla sua settima edizione. Promosso e organizzato dalla SIdMA, Società Italiana di Musicologia Afroamericana, il CIJ ha proposto anche per quest’anno un percorso di formazione e aggiornamento esclusivo, per addetti ai lavori. Densa la programmazione: laboratori, seminari e masterclass in due panel, Musicologia e Giornalismo Jazz e Arrangiamento e Composizione per Combo e Big Band. Di là dalla cattedra Stefano Zenni, Luca Bragalini, Bruno Tommaso, Roberto Spadoni e un ospite d’eccezione, Javier Girotto. Suo il concerto di chiusura all’Auditorium delle Crocelle a Chieti, l’8 ottobre. Un «concerto in solitudine» (Zenni) dove l’elettronica fa da filtro a un racconto artificiale a più voci, quella estemporanea del maestro argentino e l’imponente edificio sonoro delle sue divagazioni ai sax e al clarinetto basso, rigorosamente in loop. Intervalli ampi, gradini dinamici da vertigine, temi semplici e ficcanti. A quinte aperte, Girotto crea. L’urlo raschiato in gola del sax e le voci della rivoluzione argentina viaggiano attraverso il tempo e si innestano, prepotenti, in quel presente sonoro così evocativo e sofferto. Il fraseggio è violento, dinamicamente spinto. Girotto esplora tutti i registri dei suoi sax, in un delirio che non si scompone. È un climax. Un corno, una voce recitante e il contralto riporta, malinconico e struggente, al passato. Canoni, imitazioni, un contrappunto fittissimo che circola nei loop e si libera nell’improvvisazione. Un oratorio, un cammino mistico, una conversione. Il tema è dolcissimo, e le interruzioni acide. Il dialogo col passato si fa nevrotico e passionale. Quasi lacrima il clarinetto basso. Arrivano i versi di Borges e la coralità intimista a ricordo di Alfonsina Storni e del suo tragico destino. Alfonsina y el mar. Il pubblico è dentro, calato nel dramma da protagonista. Il sax del maestro ne guida il bordone che tiene e sostiene l’intensità della narrazione. Suggestivo.
E dalle Crocelle al Teatro Marrucino. 9 ottobre. SIdMA Jazz Combo e SIdMA Jazz Orchestra in concerto. Roberto Spadoni è il «maestro di cerimonia, ineccepibile e brillante» (Zenni). Il combo, piccolo gruppo di due fiati, chitarra, contrabbasso, pianoforte e batteria, esegue i lavori originali di Riccardo Di Fiandra, Antonio Arcieri, Gabriele Carbone e Maria Cristina Cameli. Arrangiamenti dalle linee snelle e swinganti su standard da There is not a great love a My Romance, passando per Charlie Parker e Joe Henderson. Quando esce di scena il combo, si affacciano sul palco i maestri della SIdMA Jazz Orchestra. Arrangiamenti di Claudio Bonetti, Costanza Alegiani, Marco Fior, Andrea Montanaro, Gloria Trapani e Marco Vismara. Una sezione di fiati incontenibile, tra le riletture ammiccanti di I Mean You e le sinuosità di una ballad come September Song. C’è spazio per la contaminazione partenopea, accennata in Tototò a firma Fior, e per quella febbricitante della latina (chissà poi perché Balkanic) Meditation di Montanaro. L’orchestra perde trombe e tromboni e guadagna una vocal section tutta al femminile: Costanza Alegiani, Maria Cristina Cameli e Gloria Trapani. Tre timbri diversi in una trama sofisticata, dove composizione e improvvisazione non sempre trovano il giusto feeling, ma non tradiscono comunque il risultato finale che resta gradevole.
Borse di studio a Maria Cristina Cameli, Gabriele Carbone e Costanza Alegiani. Chiude il gran finale di Ritorno al futuro, nella rielaborazione pirotecnica di Marco Vismara. Una festa con finale esplosivo. E la gioia è contagiosa.

Stefano Zenni (musicologo)
Ingresso gratuito Conferenza con proiezioni a cura di Stefano Zenni.
Il progetto del musicologo Stefano Zenni: un'attenta analisi incentrata sul ruolo della musica nei film di Stanley Kubrick. Il ruolo giocato dalla colonna sonora è fondamentale in molte opere del regista statunitense, motivo per cui non sarebbe sufficiente un'intera giornata per trattare l'argomento in maniera esaustiva. Zenni, nell'arco di due ore circa, mette in risalto solo alcuni degli elementi più significativi che si trovano all'interno di film come Full Metal Jacket, Arancia Meccanica, Shining ed Eyes Wide Shut.
Jazz in Eden è presso il cinema Nuovo Eden - via Nino Bixio 9, 25121 Brescia
telefono: 030 8379404/403 - mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - web: www.jazzineden.it
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