L'esibizione del vocalist pugliese ha avuto luogo nella cornice dell'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, tanto suggestiva quanto penalizzante dal punto di vista acustico. La scaletta del concerto ha riguardato soprattutto il nuovo lavoro di Telesforo dal titolo Nu Joy, da poco licenziato per la Columbia Records.
La formazione esibita, mutuata direttamente dal disco sopracitato e titolare di un ottima performance, ha visto sfilare Domenico Sanna al pianoforte e al Fender Rhodes, “Fratello” Joseph Bassi al contrabbasso, Roberto Pistolesi alla batteria e due voci d'eccellenza che hanno affiancato il band-leader: quella dirompente di Greta Panettieri e quella apollinea del giovanissimo Arnaldo “L.A.” Santoro, dalle inflessioni Michael Jackson oriented. Lo scat, tecnica vocale per il quale Telesforo è apprezzato e stimato in ambito internazionale, non ha mancato di erompere impetuoso in Diamonds, brano dalle movenze afrocubane, e nel binario So Cool (senza l'apporto delle altre due voci), dal precedente omonimo album.
Uno show percorso da una sottile ironia, tratto saliente nel carattere del performer foggiano, che ha dato vita a briosi siparietti e che si ritrova in titoli ambigui come Available For Wedding, un contemporary r&b corale in cui le tre voci si sono sovrapposte e alternate in un sapido gioco ad incastri (cifra stilistica dell'esibizione). Traspare preponderante l'amore per il funk, di natura congenita, vero motore propulsivo dell'universo musicale di Telesforo e Go On, brano introduttivo (anche dell'album) sottolineato da una scansione ritmica hip hop style, ne rappresenta una valida interpretazione.
All'interno del programma trovano posto anche un paio di cover come l'intensa No Woman No Cry di Bob Marley, qui riletta in versione ballad dalla sola voce del leader, e la ripresa di una composizione del sassofonista Kenny Garrett, Sing a Song of Song. All I Have To Say ripresenta un assetto a triangolo in un puzzle canoro di grande impatto, grazie ai contrasti timbrici esibiti dai tre vocalist, anche qui sorretti da una marcatura del tempo di stampo hip hop.
L'artista pugliese si destreggia tra cantato e scat ritagliandosi degli episodi in solo con la complicità di Bassi, Pistolesi e Sanna, autore di raffinate architetture, lasciando spazio d'azione ai due coinquilini vocali, come nella malinconica A New Joy, accorata dedica a Daniela D'Ercole (promessa del canto morta tragicamente a New York), veicolo per la Panettieri, o nel bis Last Goodbye, dove il talento di Santoro ha modo di rivelarsi compiutamente.