Dispiace in tal senso trovarsi sottolineare che un’operazione così impegnativa non era, forse, semplicemente nelle loro corde. Il materiale davvero convincente latita, ed è in gran parte concentrato sul primo lato. A partire dalla battagliera Salvation, punk rock fulmineo nel quale la nostra Dolores non riesce ad esimersi dal lanciare nuovi appelli anti droga; proseguendo con la riuscitissima When You’re Gone, spaccato cheek-to- cheek interpretato magistralmente ed emesso tardivamente in versione singolo, per esaurirsi con il rock saltellante di Free To Decide, pregnante ed efficace come poche altre tracks.
In effetti, anche se detto così può apparire eccessivo, quasi tutte le altre canzoni di To tThe Faithful Departed non hanno molta ragione d’essere.War child o anche Bosnia, fin troppo esplicite sin dal titolo, sono graziose ninne nanna che lasciano un esile, commosso pensiero. Ma le questioni antiguerra erano state gìà smisuratamente sviscerate a partire dalla metà degli anni ’60, con ben altro impatto emozionale e poetico, rispetto a questi testi abbastanza ritriti. C’è ancora bisogno di leggere nelle canzoni rock del 2000 che le guerre uccidono la gente e i bimbi piangono indifesi? Considerazione che coinvolge anche l’anatema di Forever Yellow Skies, troppo schizofrenico e con quel procedere bicorde che fa tanto U2 e TV spot for peace, tutto già visto, scritto, cantato.
In sostanza, perché un gruppo di venticinquenni, classici portabandiera dell’indie-rock anni ’90, devono giocare al Lennon o al Phil Ochs d’annata? A proposito dell'ex-Beatle, il brano da lui ispirato (I Just Shot J.L.) è un rock pesante con un buon riff di base ma totalmente incapace di regalare emozioni, con quel testo che pare mero resoconto di cronaca dell'omicidio, l'insulso refrain basato sulla frase di Chapman dopo il crimine, la retorica della chiusura a colpi di revolver.
Altri brani sono altrettanto insipidi, come The Rebels, oltretutto pervaso delle tipiche contorsioni vocali di Dolores O’ Riordan. Contorsioni che a dire il vero, si manifestano anche in altre parti dell’opera e non sempre ne risultano un valore aggiunto. Meglio, certamente, il mesto, quieto incedere di un intermezzo come Intermission. Neppure addentrandosi nella sfera intima non si colgono, diversamente dagli album precedenti, pezzi di particolare rilievo. In I’m Still Remembering canta: "I'm still remembering my life, before I became your wife, I'm still remembering the pain”, per poi scoprire con amarezza che nemmeno il presente è rose è fiori: “Where are you now? I need your affection all the way..”, dunque malinconia, insicurezza abbondano, in un disco in cui traspare chiaramente lo stato di confusione in cui versa la nostra tribolata protagonista, appena mitigato dall’innocuo walzer di Will You Remember, comunque carino con quell’arcaico arrangiamento da circo equestre.
Anche dal lato più prettamente tecnico, si nota come il suono della band insista spesso su standard cui s’è già abbondantemente attinto in precedenza. In quest’ottica è un peccato rimarcare come l’ intrigante cantilena di Electric Blue, guarnita oltretutto da un organo sepolcrale, e ancora di più la opener Hollywood, lambiscano l’ autoplagio. In particolare quest’ultimo pezzo pare una riproduzione di Zombie, tali sono le somiglianze stilistiche, particolarmente nel refrain, nel ritmo ed il distorto incedere della chitarra.
Un sussulto di sincerità, di poesia, spunta proprio alla fine dell’album, con due delicati, commoventi omaggi a persone scomparse (Joe e Cordell), il che dà finalmente un senso compiuto al titolo dell’opera e parrebbe rialzarne le quotazioni, ma è troppo poco, e troppo tardi, per rivalutare l’impressione di un disco in qualche modo sforzato nei soggetti e talvolta sopra le righe nei toni.
Una ricerca di emancipazione, forse con l'intento di rendersi più credibili, ma non ce n'era davvero bisogno, avevano comunque già raggiunto un rispettabile livello artistico ed una propria personalità, che non era necessario distorcere.