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Martedì, 16 Luglio 2013 15:13

New Adventures in Hi-Fi // R.E.M.

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New Adventures in Hi-Fi // R.E.M. New Adventures in Hi-Fi // R.E.M.

Decimo lavoro per la band georgiana ed ultimo a vedere la presenza dietro i tamburi del buon Bill Berry, che lascerà amichevolmente l’anno successivo, ritirandosi dal music biz. Quello che si dice chiudere in bellezza. New Adventures in Hi-Fi è un prodotto eccellente, nella quale l’alone di tragicità, quasi di fine incombente che trasudava da alcuni solchi del disco precedente lascia spazio a un’introspezione talvolta scottante ma meno istintivamente negativa, come in Bittersweet me o nel monito antidroga di So fast so numb.

 

Sono questi, come molti altri dell’album, pezzi potenti, puliti, trascinanti, ed il marchio di fabbrica dell’opera. Non che si sia parlando, a livello stilistico, d’un lavoro rigidamente monotematico. La melodia affiora in sporadiche ma indimenticabili occasioni. La più riuscita è la traccia di chiusura Electrolite, dove il suono da carillon del piano di Mike Mills duetta col violino di Andy Carlson creando una sinfonia sobria e profonda, mentre Stipe proclama la sua ricetta di consapevolezza per il 2000: ”Stand on a cliff and look down there, don’t be scared, you are alive...”.

 

In Be Mine, la dichiarazione d’amore totalitaria di uno Stipe che dell’amata vuole rappresentare persino la religione, è sostenuta dal tono modesto di un’elettrica distorta, solo in alcuni refrain accompagnata da basso e batteria, e malgrado l’assolutismo del testo l’effetto è ostinatamente incantevole. E melodici sono, curiosamente, gli altri singoli estratti dall’album. E-bow the Letter è una tesa, sofferta testimonianza d’ amicizia a River Phoenix, impreziosita dal controcanto di Patti Smith. Il rimpianto si mischia all’incredulità, allo sgomento (“...Tastes like fear...”), sentimenti incastonati in armonie tutt’altro che semplici, seppur eteree e riflessive. Discorso che vale anche per How The West Was Won And Where It Got Us, dall’andatura sincopata, simil-hip hop sino alle gustose variazioni dissonanti del piano, che posta come brano d’apertura lascia già intendere che questa non sarebbe stata un’ opera mediocre.
Un’impressione che diventa presto certezza, ed a certificarla arriva a metà disco il brano migliore, ossia l’ incredibile Leave. Prendete una malinconica nenia in minore, distorcetela ed elettrificatela pesantemente, conditela di un feedback ossessionante e ripetitivo e svolgete il tutto per oltre sette minuti: ecco l’espressione più originale dell’intero catalogo dei nostri. Assurdo non includerlo nella lista dei singoli, e tendo a pensare che sia stata più un’idea della Warner che dei quattro.

 

L’ascolto di New adventures suscita, in genere, sensazione di forza e sostanza. Wake Up Bomb è esattamente come promette il titolo, una scarica di energia su un testo pomposamente auto celebrativo, che si dipana lungo i tre classici accordi da rock’n’roll.(Quella di Sweet Home Alabama, per capirci). Departure è pezzo ancora più acceso, con quel riff d’una nota sola, tanto elementare quanto coinvolgente e quella coralità strabordante.

 

E’ un lavoro arioso, che celebra le gioie degli spazi ampi, del viaggiare senza limitazioni, del non cristallizzarsi in un ambiente (o in una ritrita monotonia di vita). Indicativo (e chissà se voluto) in questo senso il contrasto il tono cupo di Leave (“partire”, nel dubbio) e quello festoso di Departure (“partenza”, nella decisione). Il primo chiude il lato A ed è come la fine di un sogno. Il secondo apre la nuova possibilità cogliendo l’ occasione del volo e dando il via a una nuova fase. Un’altra perla di questa pregiata collezione è la ballata folk di New Test Leper (che, malgrado il verso iniziale non ha nulla di “anticristiano”, come dichiarato dallo stesso Buck, è invece un mero dileggio di certi scimuniti TV show), il brano forse più tipicamente Rem. E, dato che la perfezione non è (quasi mai) di questo globo, si potrebbe anche storcere (leggermente) la bocca di fronte a produzioni secondarie come Undertow o Low desert, che infatti sono “scarti” di Monster, oppure Zither che è uno strumentale tanto piacevole quanto superfluo. Non bastano, è ovvio, a inficiare la qualità superiore di un disco come New Adventures, che chiude un’ epoca e lo fa nei migliore dei modi, con una qualità che lustri dopo la band non ha ancora eguagliato.

Informazioni aggiuntive

  • Autore: R.E.M.
  • Etichetta: Warner Bros. Records
  • Anno di pubblicazione: 1996
  • Album: New Adventures in Hi-F
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Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it