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NO SPEECHwww.nospeech.itLuogo: Il Torchio, Inveruno (MI)
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Ostacolato a lungo a livello logistico dal temporale, con tanto di grandine, che s'era abbattuto in loco nel tardo pomeriggio, il concerto dei No Speech ha caratterizzato la seconda serata della manifestazione annuale "Rockcantina", che rinfresca di buona e talvolta ottima musica le estati del milanese. La vocalist, Alteria, prende subito in mano la situazione. Scusandosi del breve ritardo, introduce con grinta lo spettacolo con una sorpresa: un breve estratto di Relax dei Frankie goes to Hollywood. Cover band anni '80? Non scherziamo. Un minuto scarso più tardi, senza soluzione di continuità, il sound del gruppo vibra verso il rock, del quale impregnerà l'intero show: Open Your Eyes dei Guano Apes,Call Me dei Blondie e Welcome To The Jungle dei Guns ne sono un corposo antipasto.
Nel frattempo, Alteria ha già smesso il custome di scena trattenendo unicamente un body scoperto sulla schiena che ne modella la figura sinuosa e scattante. E sul palco corre, si dimena, trascina il pubblico il cui consenso cresce con il passare del tempo e dei pezzi. Il calibro aumenta: tocca dai Deep Purple, ai Led Zeppelin di Whole Lotta Love ed al primo assaggio di AC/DC (T.N.T.). Tony è via via più coinvolgente; raccoglie ragazze dal pubblico sul palco, dissemina turpiloquio con moderazione e attira l'audience fin sotto al palco, ululando incoraggiamenti. Breve intoppo: crampo al batterista. Risolto con versione acustica voce-chitarra di Zombie, durante la quale proprio nessuno si sottrae dall'unirsi al refrain. Secondo breve intoppo: falsa partenza di Rock'n'Roll (ancora Led) per black out improvviso. Niente paura: i quattro ne eseguono una versione ancora più cattiva, con il batterista Manuel che deve evidentemente essersi ripreso bene dal crampo, dato che al termine del brano cava un finale di batteria strepitoso e prolungato; dovunque oggi si trovi, John Bonham non potrebbe che applaudire.
I musicisti sono eccellenti: oltre al succitato drummer, il bassista Nando disegna trame che s'intersecano perfettamente con le potenti e precise linee di chitarra di Tony. Dal canto suo, la vocalist non perde un colpo e conduce il concerto con padronanza scenica invidiabile. Il finale è un crescendo di bombe hard'n'heavy e chiude in trionfo: si passa da Highway To Hell per entrare in territorio-Metallica con Enter Sandman e Master Of Puppets. L'apoteosi è negli ultimi dieci minuti dello show, governati dai Sistem of a Down. Nelle prime dieci file i giovani cominciano a pogare, si sbattono addosso l'un contro l'altro cercando di farsi del male fisico, alzano le mani all'unisono, strepitano: durante Toxicity ho visto un invasato dimenarsi paurosamente, dilatando la mandibola e mutando di colore sul viso. Al termine del brano ha assunto un'espressione impassibile, tipo confessionale. Credevo fosse il rigor-mortis, invece poi l'ho visto andarsene con degli amici sorseggiandosi una Guinness.
I No speech, nel frattempo, terminano nel tripudio e si prestano volentieri al contatto con la gente mentre le luci si spengono. Davvero un'esibizione impeccabile per questi quattro ragazzi simpatici e molto, molto talentuosi. Per saperne di più: www.nospeech.it. Io appena posso torno a vedermeli di corsa.
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