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Martedì, 16 Luglio 2013 14:39

Verità nascoste // Le Orme

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Verità nascoste // Le Orme Verità nascoste // Le Orme

Verità nascoste è l’opera che più compiutamente fotografa l’essenza rock-prog delle Orme. L’innesto fondamentale è quello di uno strumento, la chitarra, che, a differenza del precedente album, Smogmagica, non stravolge l’anima melodica del complesso, ma ne affina e completa la natura. Dove l’anno prima, la ruggente presenza di Tolo Marton aveva impresso un’impronta hard-rock al sound delle Orme, in Verità nascoste il nuovo chitarrista, Germano Serafin, che entrerà più stabilmente nella line-up, duetta paritariamente con le imprescindibili tastiere di Pagliuca allargando gli orizzonti musicali della band veneziana. Naturalmente il risultato è assolutamente convincente, probabilmente il lavoro migliore della loro intera discografia.

 

Insieme al concerto, l’opener del disco, è un esempio esaustivo dell’ equilibrio raggiunto: situazioni armoniche differenti, concatenate in sequenza, in cui chitarra e tastiera s’alternano alla barra di comando in una vera dichiarazione d’intenti. In ottobre riporta parzialmente alla cupezza di certi toni di inizio decennio, penso ad esempio a La porta chiusa, con Tony leader incontrastato e solo brevi ma acute puntualizzazioni solistiche di Serafin. In un ambito così rigoglioso di suoni, c’è spazio per l’oasi quieta della title track. Verità nascoste, è puro frammento di poesia, sostenuta dalla sola acustica ed ingentilita nella seconda parte dal flauto traverso ed un quartetto d’ archi, mentre le parole suonano vagamente nostalgiche per la purezza d’ un passato che non tornerà. Brano da parificare alle più elevate espressioni madrigali d’oltre manica. Un avvolgente riff in minore riporta tensioni palpabili nella successiva Vedi Amsterdam, pezzo con cui torna a fare capolino la denuncia sociale cui l’ex trio di Marghera non ha mai del tutto rinunciato, allontanando del tutto l’opera dalle atmosfere bucolico-pastorali, classiche del genere.

 

E il singolo prescelto per il lancio non si discosta dal trend generale: Regina al troubador non presenta la minima concessione alla commercialità (E nemmeno all’orecchiabilità, motivo per il quale era probabilmente stato escluso dall’album il singolo precedente, Canzone d’amore, prima traccia della band caratterizzata dalla presenza di Serafin), un testo oscuro quanto basta su un altro soggetto “difficile” e il tono basso di Pagliuca nel bridge, che se non è una primizia poco ci manca.

 

Non manca il tocco di allegra follia di Radiofelicità, confessioni di un radio maniaco che chiude agli altri il suo esclusivo mondo di magico ascolto, gonfio di effetti dissonanti. (Con una frase rivelatrice: “Non devi sforzarti di cercare di capire / se passo i miei giorni ad ascoltare il mondo”, d’attualità sconcertante trentacinque anni dopo). Tastiera ponderosa per la pressante, eccitata, I salmoni, il proclama ideale a sdoganare sogni, utopie, un coraggio celato dietro le mortificazioni di una realtà opprimente. E gli eccellenti stacchi disarmonici di basso e batteria (In questo album Michi dei Rossi raggiunge forse le più alte vette del proprio virtuosismo) rappresentano forse gli sporadici momenti di mesto ritorno alla realtà stessa.

 

Il grande ritorno da protagonista di Germano Serafin è colto dalla canzone di chiusura dell’ opera, Il gradino più stretto del cielo; un riff struggente ad aprire ed un sostenuto assolo a chiudere. (Quello stesso riff è piaciuto molto anche a Phil Collins, a giudicare dall’ascolto di Misunderstanding, edita quattro anni più tardi, che ne presenta uno di spiccata, curiosa somiglianza).

 

Verità nascoste rappresenta il momento più elevato dell’ intera produzione delle Orme, in quanto è l’unica occasione in cui interagiscono due fattori fondamentali: equilibrio stilistico e materiale impeccabile. Proprio a livello di tracks la fatica seguente, Storia o leggenda appare leggermente più debole, mentre nel biennio ’ 79-’80 vedranno la luce due celebri opere in cui musica da camera e folk si amalgamano in contaminazioni disorientanti e seducenti. Dopo quel periodo, l’età significativa delle Orme, sfiniti da crisi artistiche, defezioni e litigi, sbiadisce, è proprio il caso di dirlo, progressivamente.

Informazioni aggiuntive

  • Autore: Le Orme
  • Etichetta: Philips
  • Anno di pubblicazione: 1975
  • Album: Verità nascoste
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Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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