Sembra un'immagine felliniana quella con cui Valerio Billeri apre l'album, impersonificata dall'Uomo Dei Sogni di un brano onirico già nel titolo, che gioca sulla contrapposizione tra la cruda realtà della quotidianità e la magia dell'esibizione di un artista circense. Assoli di violoncello e chitarra si inseriscono come cesure tra le diverse parti della canzone, mentre la chiusura è affidata ad un lungo solo di fisarmonica.
L'impatto col secondo brano provoca un effetto di straniamento, tanto è forte il richiamo alla contiana identica nel titolo Via con me: tutto ci si aspetta tranne che un intro di fiati e un brano raggaeato che sfuma su un assolo di tromba con tanto di sordina. Magnifica perla ci sbalza in una realtà geografica ben definita a furia di pennate su chitarre spagnole e ritmo tipicamente iberico, mentre la classica ballata Vado in sposa, giocata sul duetto tra il cantante e Virginia Fabbri, seconda voce della formazione, tende verso uno stile cantautoriale alla De Andrè, con racconto che rimbalza tra terza e prima persona.
A dare il nome all'album è il brano centrale Alberi secolari, una riflessione sulla precarietà della vita e il capovolgimento delle certezze, subito seguita dalla movimentata Piove fuoco, da Giorni perfetti e da Nostra señora nelle quali citazioni bibliche e metafore mitologiche hanno come minimo comun denominatore il riferimento all'acqua e ad una sorta di forza purificatrice e salvifica di questo elemento.
Torno da te segna la fine di un viaggio tormentato, il ritorno ad un luogo sereno descritto da un'armonia musicale rassicurante che chiude con un lieto fine questa complessa meditazione di Valerio Billeri.