Ancora la chitarra, quella spagnola, domina la scena in trequarti di The Bench, bellissima costruzione armonica, melodia orecchiabile, scale e semitoni audaci, soprattutto nell'assolo di clarinetto che fa breccia nella parte conclusiva del brano. Ed è il clarinetto ad aprire e a farsi strada sinuoso tra le parole francesi della western Envie che anacronisticamente non stupirebbe se Tarantino la scegliesse per la colonna sonora di Kill Bill.
Atmosfere completamente diverse avvolgono Black Beast, parole sussurrate su uno sfondo dance che rende ancora più marcato il contrasto con il brano successivo: in Canone si respirano sonorità medioevali, poi una cesura "sintetica" marca l'inizio della parte a canone, segue un assolo quasi psichedelico ed infine il tema iniziale è riproposto identico a se stesso: bellissima.
Ancora l'amore è il tema di Stay by my Side, lento chitarra e voce che muta in una spensierata bossanova nel ritornello. Lullaby, come dice il titolo stesso, è una nenia, una filastrocca cantata nelle due lingue inglese e francese che si chiude con il suono di un carillon a sottolinearne ulteriormente il lato infantile. Ultima traccia dell'album è Le cose più strane, singolo già pubblicato in lingua inglese e francese che aveva portato Angela Kinczly all'attenzione di radio e critica.
Ciಠche resta al termine dell'ascolto di questo album è la percezione di trovarsi di fronte ad un'originale e competente musicista, agile compositrice, che gioca con i generi musicali e si districa con leggerezza tra suoni e strumenti: un piacere ascoltarla.