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Mercoledì, 21 Marzo 2012 17:32

Spettacoli dal vivo: forma o sostanza?

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Franco Battiato - ArcimboldiIl primo a lanciare l’allarme, più di trent’anni fa, era stato Franco Battiato, già vecchio saggio all’epoca: “E non è colpa mia/ se esistono spettacoli/ con fumi e raggi laser” (Up patriots to arms, 1980). Già da qualche anno in verità, era sorta l’usanza d’ incartare il “prodotto musica” in confezioni sgargianti, forse più attente alla forma che alla sostanza.

Palchi enormi, con scenografie futuriste, artisti e ballerini che svolazzano come al circo, gru come nei cantieri, tribune moventi, soffitti e pavimenti che s’innalzano ai cieli o sprofondano agli inferi, a seconda del tenore emotivo dello spettacolo in corso.. Naturalmente il fenomeno s’è espanso (è proprio il caso di dirlo) nel corso degli anni), non c’è rockstar che non si sia piegata, e non continui a farlo, alla logica dello show spaziale.

Malauguratamente, negli ultimi tempi s’è cominciato a pagare qualche conto doloroso. Le recenti vicende di Matteo Armellini, romano trentenne, e di Francesco Pinna, triestino ventenne, deceduti tra dicembre e marzo proprio durante le operazioni di montaggio dei palchi dei concerti di Jovanotti e la Pausini, hanno riproposto il problema della sicurezza. E al di là degli inevitabili tributi di solidarietà emessi dalle star coinvolte e dal loro entourage, forse qualcosa sta, finalmente, cominciando a cambiare a livello di mentalità. La buona notizia è che ci sono degli artisti che stanno progettando shows “moderati”.

I prossimi live di Ligabue e della Minogue, secondo i rumours degli addetti ai lavori, sostituiranno le parole d’ordine “eccesso” e "magnificenza” con “sobrietà e “sicurezza”; maggiori informazioni in tal senso dovrebbero essere a breve disponibili. Ma al di là dell'esempio pratico, è questa una mossa non solo opportuna, ma anche inappuntabile dal lato della resa tecnica. Perché in molti casi certi allestimenti scenici eccessivi, pacchiani, rumorosi, invece di risultare funzionali alle esibizioni, d’esserne l’attraente contorno, costituiscono semplice elemento di disturbo e distrazione. Senza contare che è anche ad esse che si deve il recente dilatarsi a dismisura dei prezzi degli spettacoli.

Non vorrei a questo punto far passare il messaggio che la buona musica debba per forza essere presentata all’insegna del minimalismo, alla penombra di tavolati spogli da cinque per quattro, tipo free-jazz da domenica sera, ma è anche vero, è ancora più vero, che non sono poche le mega produzioni che assegnano un’indebita certificazione di qualità a manifestazioni live spesso scadenti, come quelle di certe starlette d’oltre oceano o di alcuni prodotti (non tutti) degli spesso giustamente vituperati talent show.

Non c’è bisogno di giocare a star wars per proporre buoni spettacoli: basta essere in grado di produrre buona musica, anche se è un concetto indigeribile dal business odierno.

Letto 2400 volte Ultima modifica il Giovedì, 03 Gennaio 2013 13:30
Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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