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Categoria principale: concerti
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FRANCESCO GUCCINI

www.francescoguccini.it

Luogo: Mediolanum Forum,Assago
Data: 10 dicembre 2010
Evento: Tour 2010
Voto: 9


Se anarchia implica disordine, qualcuno mi dovrà spiegare cosa ci faceva buona parte delle dodici mila anime inneggianti alla A cerchiata seduta in modo composto sul pavimento del Forum di Assago, senza che nessun'autorità cercasse di imporre una qualsivoglia norma comportamentale.
Già, perché un concerto di Guccini bisogna goderselo seduti in terra, con le gambe incrociate ed una bottiglia di vino tra le mani, non importa che si abbia 10 o 70 anni (tanto era vario il pubblico che il cantautore emiliano, generazione dopo generazione, continua ad ammaliare).
Inizia lo show, via al monologo: ciascuno ascolta rapito il protagonista della serata che si presenta sempre allo stesso modo, giovane e bello (chi trovasse questa affermazione strampalata probabilmente si sarà limitato ad un superficiale e fuorviante colpo d'occhio). Attualità, politica, una battuta per introdurre del il primo brano "a sorpresa” e Canzone per un'amica già risuona all’interno del palazzetto. Si prosegue con un salto temporale di un paio di lustri, Lettera, per poi ritornare alla leggenda di Noi non ci saremo.

Spazio quindi a brani dei primi album, alcuni dei quali insoliti per la scaletta live: sulla scena sfilano, quasi fossero reali, personaggi appartenuti alla storia di Francesco Guccini: ecco Il frate , Amerigo e, sublime, Il pensionato, introdotti, come si fa tra amici, con racconti, aneddoti e un velo di nostalgia. Seguono canzoni del calibro di Autogrill, Canzone per Piero e Quattro stracci, gridata e vissuta dal pubblico più giovane con una passione quasi commovente. E non poteva essere altrimenti, data l'interpretazione di Guccini, che si abbandona flusso vigoroso del sue composizioni facendole vibrare ed urlare come fossero giovani erinni. A farne le spese sono i suoi fidi musici che devono talvolta rincorrersi e saltare qualche accordo per riallineare metrica e battute. Nessun problema naturalmente per strumentisti del calibro di Bandini, Tempera, Manuzzi, Mingotti, Marangolo e l'inseparabile Flaco che riescono, con uno sguardo ed un sorriso, a mettere ogni cosa al posto giusto.

Il momento di più alta partecipazione e coinvolgimento arriva con la "nuova" Su in collina, interpretata in modo quasi solenne e seguita da Canzone dei dodici mesi. Poche note dell'arpeggio di chitarra bastano ad identificare la successiva Canzone di notte n. 2: ora è sicuro, nessun rimpianto per questa serata.

Tutti in piedi, sempre con creanza, per i classici di coda: Eskimo, Cyrano, Dio è morto; quindi i musicisti depongono gli strumenti e lasciano la scena al cantautore che impugna la sei corde ed allo stesso modo tiene in pugno le migliaia di anime in ascolto. Le prime strofe chitarra e voce de La locomotiva racchiudono tutto Guccini, tutta la sua potenza, la sua fermezza eroica, la sua lucida e giovane bellezza.