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SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Lunedì Febbraio 06, 2023
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In ambito musicale ci sono stati, e ci saranno sempre, casi in cui un solista o un gruppo se ne esca con un singolo, magari piacevole e ben suonato e subito dopo con un intero disco. L’ascoltatore medio, ma anche il critico medio, corre a procurarselo e talvolta scopre amaramente che trattasi di pacco. Ossia, di compiaciuta dilatazione fino a un’ora e più dei tre/quattro minuti del singolo, senza che il prodotto presenti variazioni di rilievo.

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Nel momento in cui avevano finalmente (e meritatamente…) varcato la soglia del grande successo, alla fine dell’1983 i Supertramp subiscono una perdita potenzialmente devastante, vale a dire l’abbandono del chitarrista/tastierista Roger Hodgson, una delle due anime creative della band. Ma come vedremo più avanti, per Brother Where You Bound, edito dai quattro superstiti nel 1985, è appropriata la definizione di disco dimostrativo, più che di transizione.

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Dal mito alla musica

Dopo il promettente ritorno del 1993, con il disco ononimo, ribattezzato The Wedding Album per via della copertina, il grave errore della band di Birmingham era evidentemente stato quello di non sapervi dare un seguito di rilievo.

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Se non bastasse il titolo propizio, sarà la piacevole freschezza del timbro di Caws, combinata alla spiccata orecchiabilità delle melodie, a fare la fortuna di Lucky, il nuovo album dei Nada Surf

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I settant'anni di Paul SimonE’ piuttosto singolare che i settant’anni di Paul Simon, che l’ artista americano ha compiuto giovedì 13 ottobre, passino così sotto silenzio. Le pagine dei rotocalchi, nell’ambito di casa nostra, sono gremite di falsi scoop, come l’addio di Ivano Fossati, che se reale addio sarà si potrà dire solo tra dieci anni almeno, e cretinate illeggibili su chi sia più grande tra Lady Gaga e Madonna, paragone idiota sotto ogni punto di vista, o polemiche sulla voce di Jovanotti o sulla povertà delle nuove proposte di Giorgia o la Pausini.

Giusto guardare il proprio orticello (per quanto piccolo esso sia…) però mi sarei aspettato di trovare una maggior eco per questo anniversario, soprattutto per celebrare uno dei pochi musicisti internazionali che ha veramente cambiato, nel corso di cinquant’anni di carriera, il corso della musica. La prima tappa è stata l’esperienza con Art Garfunkel, col quale ha costituito il duo più celebre del pianeta. Nei cinque dischi prodotti dal gruppo (quasi completamente firmati da Paul), che contenevano capolavori assoluti quali Sound of silence, Mrs. Robinson, The boxer o Bridge over troubled water, s’è coniugato il folk al rock in una miscela coinvolgente ed emozionante come solo il coetaneo e connazionale Robert Zimmerman è riuscito a fare.

Esperienza che è blandamente proseguita negli anni settanta, con ritorni di fiamma e stridenti (ri)separazioni, e che ha avuto il suo canto del cigno con il celeberrimo Reunion Tour, che sarebbe culminato nel monumentale Concert in Central Park (19 settembre 1981). Ma Simon aveva nel frattempo consolidato una valentissima carriera da solista. Il punto più alto della stessa, il momento che da il via alla seconda fase artistica del nostro, è datato 1986. Graceland, settimo album, rappresentava un esplosione di suoni modernissimi e trascinanti, registrato non a caso in Sudafrica con il massiccio apporto di musicisti locali. Trascinato dall’impeto di singoli come The boy in the bubble e You can call me Al, Graceland comprendeva una mistura di pop, rock, afro, cappella e altri stili ancora, e raccolse l’unanime consenso mondiale di critica e pubblico. Joe Strummer ne definì il sound “una nuova dimensione”. Rolling Stone piazzò il lavoro al 81esimo posto dei 500 dischi migliori di tutti i tempi, e l’anno successivo fu quest’opera a fruttare al cantautore il Best International Solo Artist award agli Awards britannici.

Era solo l’ apice di una carriera pressoché priva, a livello artistico, di punti deboli (a parte, forse, il mediocre Songs from the Capeman del 1997, l’album nato dal musical, che s’è rivelato l’unico, vero flop della sua discografia. Ma di fronte alla costante qualità del resto della produzione, si può anche chiudere un occhio.. ). Popolarità, onori e riconoscimenti sono proseguiti anche nel nuovo decennio: del 2007 è l’assegnazione del Gershwin Prize for Popular Song, istituito dalla Prestigiosa Library of Congress. Spalleggiato da un ventennio da una partner che è per lui moglie e dichiarata musa ispiratrice (la cantante Edie Brickell, che ebbe un momento di notorietà nel 1990 coi New Bohemians e il disco Shooting rubberbands at the stars, e che oggi ha creato un gruppo con il primo figlio di Paul, Harper),

Simon è tornato recentemente agli onori della cronaca, allorchè s’è esibito, lo scorso 11 settembre nell’ambito del decennale degli attacchi al World Trade Center, in una versione di Sound of silence ad alto tasso emozionale. Nel frattempo l’ultimo disco So beautiful or so what, pubblicato sei mesi or sono scala le classifiche dalle due parti dell’oceano. Il miracolo continua, anche a settant’anni. E Still crazy after all these years è un motto che vale tuttora, una pazzia dalla quale Paul, fortunatamente, non è ancora guarito.

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