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Venerdì, 04 Luglio 2014 08:09

Band On The Run // Wings

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Band On The Run // Wings Band On The Run // Wings

Quasi a rendersi conto dell’eccessivo quantitativo di melassa che gravava su “Red rose speedway”, Mccartney imprime una svolta decisa, a livello stilistico, per il disco successivo, “Band on the run”. Poco prima di iniziare (a Lagos) le registrazioni, Seiwell e McCollough salutano la compagnia, da cui il titolo dell’opera; poco male, anzi meglio, visto che quello che scaturirà dalla trasferta nigeriana si dimostrerà un prodotto assai convincente. Torna il rock, opportunamente, con alcune espressioni notevoli quale “Jet”, uno stomp potente ed orecchiabile che pare scaturito dalla session di “The Mess”. Oppure l’elettrica “1985”, dalla scala discendente reiterata ed ipnotica, e il finale glorificato dall’orchestra, prima di una breve ripresa della title track.

 

La quale title track ripropone il recente feeling del Macca coi medley, che in questo caso consta di tre parti di cui l’ultima è introdotta da una pulitissima chitarra acustica e propone il cantabile ritornello che regalerà al singolo omonimo il primo posto di Billboard, oltre che una perfida stilettata ai compagni fuggiti (the rabbits on the run...). Tracce di rock prog anche in “Picasso’s last words”, che però la mette sul leggero e celebra la dipartita del grande artista a colpi di swing e slow-jazz; Ginger Baker, proprietario dello studio di registrazione, è della partita agitando le maracas. Le ultime parole di Picasso diventano un refrain dolce e ossessivo che riempie la mente e le orecchie dell’ascoltatore per quasi sei minuti, senza indurre in sonnolenza.

 

Segno della rinata vitalità della band, che continua a manifestare un minimo accenno di democrazia (i brani sono firmati da Paul e Linda, mentre Danny è coautore di “No words”), è anche l’intrigante semplicità di “Mrs.Vandebilt”, cantilena bucolica sostenuta da un giro di basso elementare, un vorace solo di sax ed asserzioni sagge ed irreprensibili (“What’s the use of worrying? What’s the use of everything? No use!).

 

Ma se uno è McCartney non potrà mai prescindere dalla melodia in senso stretto. Qui uno si allarma: sdolcinature in vista? Niente paura: le espressioni più soavi e gentili di “Band on the run” sono costantemente eccellenti. Il meglio, come sempre accade, è racchiuso in una canzone pressoché sconosciuta, che stranamente non verrà mai eseguita dal vivo, dal titolo “Mamunia”. Trattasi di gentile ballata per voce, chitarra acustica e cori che racchiude in sé la forza e il fascino dell’ambiente naturale dove era stata registrata. Il testo rientra nei clichè “positivi” del Macca, da “Hey Jude” a seguire, per intenderci, celebrando la pioggia come generatrice di vita e mondatrice di peccati…filosofie a parte, è davvero un buon pezzo, una delle gemme nascoste e inconsiderate che talvolta il baronetto dissemina nei propri album. La parte soft di “Band on the run” propone poi “Bluebird”, per la quale le affinità col capolavoro dell’album bianco non si limitano al titolo. Di “Blackbird”, si riprende il tema dello spiccare il volo, in questo caso con l'amata, prima che l’attimo fuggente faccia marameo. Niente basso e batteria, bensì un leggero tappeto di percussioni e il sassofono confidenziale di Howie Casey (vecchia conoscenza amburghese dei fab four).

 

Il contributo di Laine, “No words”, portato a termine con un little help dal suo friend Paul, è una dolce, innocente love song, il cui stile, ironicamente, richiama certe atmosfere harrisoniane. E restando di tema di ex, malgrado la smentita dell’autore, è fin troppo evidente che “Let me roll it” rappresenti un omaggio/attacco a John Lennon. Lo stile di chitarra che richiama, per non dire ricalca, le dure distorsioni di “Cold Turkey”, l’uso massiccio dell’eco. Poi non è nostro compito stabilire se fosse più ficcante il livoroso rancore di John o il mellifluo accomodamento di Paul; il pezzo mantiene lo standard elevato della raccolta e tanto basta.

 

La ristampa in CD presenta anche l’elementare r’n’r di “Helen Wheels”, pubblicata su 45 prima dell’uscita dell’LP. Peraltro, nulla essa toglie o aggiunge ai destini di un lavoro che ottiene un successo meritato, costituito com’è da tracce di notevole fattura. Il livello qualitativo di “Band on the run” riconquistò al Macca il favore di pubblico e critica, lanciando definitivamente la carriera degli Wings.

Informazioni aggiuntive

  • Autore: Wings
  • Anno di pubblicazione: 1973
  • Album: Band On The Run
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Alfonso Gariboldi

Poesie, racconti, recensioni: la caleidoscopica  proposta di Alfonso Gariboldi per AMA music si traduce in una acuta retrospetiva che indaga vizi e virtù degli album che hanno fatto la storia della musica. Ogni sua recensione è arricchita da un collegamento storico, un aneddoto, una riflessione sagace che contribuisce a delineare lo stile irreprensibile e irriverente della rivista.

Per ulteriori informazioni circa l'attività letteraria di Alfonso rimandiamo al suo sito personale www.alfonsogariboldi.it

Sito web: www.alfonsogariboldi.it

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