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SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Mercoledì Febbraio 20, 2019
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sabato 5 luglio concerto ore 21.00

a Borsano di BUSTO ARSIZIO presso il Centro Parrocchiale SS Apostoli Pietro e Paolo, ingresso gratuito

 

Sexteto National de Cuba  

Virginia Quesada voce

Nelson Betancourt Duarte pianoforte e direzione

la partecipazione straordinaria di Gendrikson Mena tromba

Eduardo Cespedes basso

Jiordani Pietra congas

Aguari Ernesto batteria e timbales

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Venerdì 4 Luglio  ore 21.00

a SUMIRAGO  presso  salone al chiuso  del Comune, in Via San Lorenzo 21, ingresso gratuito

 

Ivanna Speranza & Tango Spleen Quinteto

Ivanna Speranza voce soprano

Mariano Speranza pianoforte, voce tenore e direzione

Francesco Bruno bandoneòn

Andrea Marras violino

Elena Luppi viola

Gian Luca Ravaglia contrabbasso

 

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Un viaggio tra musica ed arte varia che si dispiega per il quarto anno consecutivo sul territorio di alcuni comuni della Valle Olona e della provincia di Varese e Milano.
Sono in cartellone 11 concerti di grande qualità e varietà stilistica.

Anche quest’anno esiste l’opportunità di fare un abbonamento. Si tratta di una tessera ingressi per 4 concerti a pagamento a scelta a 25,00 euro (20,00 per i soci Arci). La tessera non è nominale e permette l’ingresso a prezzo ridotto al concerto che si terrà nel Jazz Club.

Le tessere/abbonamento sono disponibili sin d’ora e si possono anche prenotare per telefono o via email
347 8906468 Mario
328 3327832 Leo
329 2111160 Laura
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Venerdì 25 maggio - ore 21
Corte Cultura - Palazzo Marliani Cicogna
Piazza Vittorio Emanuele II,  Busto Arsizio (Va)

Musica & Vino - DADO MORONI TRIO.

Dado Moroni: piano
Riccardo Fioravanti: contrabbasso
Stefano Bagnoli: batteria

In caso di pioggia l'evento si svolgerà presso il Teatro Fratello Sole - Via M. D'Azeglio, 1 - Busto Arsizio (Va).

JAZZaltro sta registrando un successo davvero enorme e la formula di unire non solo musica ma altre suggestioni e forme artistiche varie, creando commistioni e, a volte, suggerendo provocazioni, è stata recepita con molto interesse e curiosità.

Il ciclo di Busto Arsizio da questo punto di vista è esemplare. Il primo concerto ha il tema Musica & Vino con tre colossi del jazz nazionali capitanati da Dado Moroni, il pianista di jazz italiano probabilmente più conosciuto al mondo, con una grande conoscenza e passione per il mondo enologico.

L'idea di creare una suggestione con le caratteristiche di una tipologia di vino e le varie sfaccettature della musica è una sfida piuttosto inedita ma intrigante.

Il pubblico sarà invitato ad assaggiare il vino ed il trio proporrà dei brani che, in qualche misura, tenteranno di abbinare delle precise caratteristiche. Pensate ad alcune parole che si usano per definire le caratteristiche del vino quali, "armonia", "effervescenza", "dolcezza", "brio" e noterete che gli stessi aggettivi si possono usare anche per definire le sensazioni generate da un preciso ritmo, una melodia...

I vini saranno offerti dalla cantina GRANDI VIGNE del supermercato IPER, la Grande I di Solbiate Olona (Va).

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jerry bergonzi trio all'Art Blakey di Busto arsizio

JERRY BERGONZI TRIO

 

www.manomanouche.com

Luogo: Art Blakey, Busto Arsizio (VA)
Data: 27 febbraio 2012
Voto: 7,5

 

Jerry Bergonzi - sax tenore

Dave Santoro - contrabbasso

Andrea Michelutti - batteria

 

 

 

Di italiano, a Jerry Bergonzi non resta che il nome: è l'orgoglio americano (concetto così affascinante, forse perchè così estraneo a noi italiani) a trasudare non solo dal look del celebre sassofonista, da quei jeans, T-Shirt e cappellino da baseball che sembrano una divisa nazionale, ma anche e soprattutto dalle parole che accompagnano il brano di apertura. «E' giusto amare un presidente che ama la musica» dichiara, e omaggia Barack Obama dedicandogli il pezzo.

Così prende il volo la serata che vede Bergonzi tornare all'Art Blakey Jazz Club a distanza di dieci anni dalla prima volta; l'occasione è il terzo appuntamento della rassegna JAZZaltro, che cade in concomitanza con l'ultimo concerto della stagione live del club.

Dalla tematica temporale si passa a quella spirituale con il brano successivo, Awake, ispirato al compositore da una parabola su Buddah: l'illuminato, sceso dalla cima della montagna su cui stava meditando da tempo, a chi gli domandava se fosse un un dio, un santo o un alieno, rispondeva semplicemente: «Son desto» (I'm awake, appunto). Sono le vivacissime note del sax tenore a tracciare l'andamento del brano, poi le bacchette di Andrea Michelutti prendono il sopravvento; una battuta di contrabbasso e l'ensemble si riunisce per il finale.

Di sè Jerry Bergonzi dice solo che sfotunatamente non ha mai imparato l'italiano. Ma dei suoi compari di ribalta tesse le lodi definendone metaforicamente le qualità: Michelutti è «l'uomo che ti seguirebbe ovunque, anche in un vicolo oscuro, e che sa sempre darti la cosa di cui hai bisogno al momento più oppurtuno». Dave Santoro è invece il "big man" dietro al contrabbasso, «quello che dirige il traffico o che sta dietro ai fornelli. Insomma, il cuoco».

E, subito dopo, le note di note di Silent Flying iniziano a fluire dal sassofono di Bergonzi, sembrano levitare impalpabili sopra al fruscio delle spazzole, fluttuano ambigue e infine si dissipano sul solo di contrabbasso.  Segue Demolian Mode, altro brano tratto da Three for All.

Il primo set si chiude come si era aperto, con una dedica, questa volta diretta ad un caro amico di Bergonzi, il primo che - ci spiega il sassofonista - ha creduto in lui: You're My Everything.

Protagonista assoluto del rientro in scena è il sassofono tenore: un solo eclettico e variegato permette a Bergonzi di far sfoggio di tutta la maestria strumentale per cui è celebre nel mondo. Tocca a Michelutti l'avvio del pezzo successivo: le bacchette scorrono su tom e rullante, la cordiera inizialmente è assente, e poi inserita per marcare la seconda parte nel solo più frenetica e serrata. La batteria carica e il sassofonista rientra a pieno regime, con un fraseggio e un'intensità interpretativa che provocano l’esaltazione del pubblico.

La ballata successiva serve a ripristinare lo stato di quiete in sala, lo swing spensierato di chiusura a congedare allegramente il pubblico che affollava il club.

Pubblicato in Jazz
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