AMA music

SENZA MUSICA LA VITA SAREBBE UN ERRORE Friedrich Nietzsche

Mercoledì Maggio 22, 2019
Home  //  Uncategorised
Uncategorised

Uncategorised (14)

Lunedì, 19 Marzo 2012 15:05

Home

Scritto da

 

Martedì, 06 Marzo 2012 14:06

Appuntamenti

Scritto da

Giovedì, 01 Marzo 2012 09:40

Basi per l'album dei GENTE IN COMUNE

Scritto da

Sognando la california

10 ragazze

Dio è morto

Dove si va

Impressioni di settembre

Ho in mente te

la compagnia

Scende la pioggia

Sguardo verso il cielo

Vagabondo

Vento del nord

C'è una strana espressione

C'era un ragazzo

C'è chi dice no

Generale

 

 

 

 

 

 

 

 

A dieci anni dalla pubblicazione su Il Giornale, AMAmusic riscopre la famosa raccolta di storie scritte da Cesare G. Romana sui personaggi chiave della storia della musica. Un racconto ogni 15 giorni.

Su AMAmusic da VENERDI' 11/11/2011

Storia n°1 - Alice Cooper

Storia n°2 - Serge Gainsbourg


Mercoledì, 19 Ottobre 2011 06:54

Speciale Eventi in jazz

Scritto da

Segui giorno per giorno l'ottava edizione del festival jazz di Busto arsizio: recensioni, foto e spezzoni video dei concerti sono a tua disposizione.

GIORNO EVENTO
RECENSIONE FOTO VIDEO
17 ottobre 2011

Steppin’ On Stars
Joe Locke, Dado Moroni e Rosario Giuliani

Leggi l'articolo


18 ottobre 2011

Lydian Sound Orchestra
Arrangiatore e Direttore Riccardo Brazzale


 

 


20 ottobre 2011

Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band



Venerdì, 14 Ottobre 2011 13:37

Concerto finale del Chieti in Jazz 2011

Scritto da

di Ferdinando d'Urso

Chieti in jazz 2011La sera - buia e tempestosa, stavolta è proprio il caso di dirlo - del 9 Ottobre 2011 per alcuni non è stata una sera come tante. Dieci giovani compositori/arrangiatori hanno dimostrato, al calar delle luci nel Teatro Marrucino di Chieti, il loro indiscutibile talento al pubblico intervenuto numeroso nonostante le intemperie. Gli arrangiamenti, che i giovani artisti hanno realizzato sotto la guida dei maestri Roberto Spadoni e Bruno Tommaso durante il corso di Arrangiamento e Composizione organizzato dalla Società Italiana di Musicologia Afroamericana, hanno accompagnato l’uditorio lungo un cammino attraverso gli standard che hanno fatto la Storia del Jazz.

Dai classici There Is no Greater Love e Au Privave (qui riproposta da Antonio Arcieri in una versione che raffredda il Be Bop in un contrappunto Cool nell’accezione storica del termine) fino al meno sentito capolavoro di Cole Porter So in Love (realizzato da Gloria Trapani con un’interessante armonizzazione a tre voci). Accanto agli standard non sono mancate le composizioni originali; desidero ricordare soprattutto Let Ring, la delicatissima e sofisticata ballad di Marco Fior che dimostra tutta la maturità del suo autore. Entusiasmante il finale che ha riportato alla mente del pubblico la bianca DeLorean di Ritorno al futuro grazie all’adattamento per Big Band che Marco Vismara ha realizzato basandosi sulla partitura originale di Alan Silvestri. Ad eseguire i brani sono stati chiamati gli stessi partecipanti al corso, riuniti in un sestetto che ha intrattenuto il pubblico durante la prima parte del concerto, e la SIdMA Jazz Orchestra diretta dal maestro Roberto Spadoni. Dal suono deciso e compatto, l’orchestra si è arricchita per l’occasione anche del suggestivo colore dell’arpa di Alice Belardini. Notevole l’esecuzione del pianista Lorenzo Paesani che si è profuso in una serie di assolo sempre adatti e di incontestabile buon gusto.

Per chiudere la serata sono state consegnate dal presidente della SIdMA Stefano Zenni, da Luca Bragalini - docente del corso di Musicologia e Giornalismo Jazz - e dallo stesso Spadoni tre borse di studio andate a Cristina Cameli (per l’arrangiamento di Black Narcisus al quale è stato sovrapposto un testo scritto dalla stessa Cameli), a Gabriele Carbone (per una semplice quanto efficace realizzazione di My Romance) e a Costanza Alegiani (per una raffinata e modernissima versione di September Song che ricorda a tratti Maria Schneider). È stato precisato come le borse di studio non siano state consegnate ai “più bravi” arrangiatori del corso ma a coloro che hanno mostrato il maggior interesse per la materia e che avranno così modo di approfondirla ulteriormente l’anno prossimo.

Il concerto finale di Chieti in Jazz 2011 ha mostrato - se ce ne fosse ancora bisogno - come il nostro Paese possegga dei giovani talenti: speriamo che le amministrazioni locali comprendano l’importanza di tali iniziative e capiscano quanto queste facciano bene a tutti.

Venerdì, 14 Ottobre 2011 13:27

Chieti in Jazz 2011: noi c’eravamo

Scritto da

di Eliana Augusti

Chieti in jazz 2011Settembre-Ottobre 2011. Una otto giorni a doppio appuntamento quella del Chieti in Jazz 2011, giunto alla sua settima edizione. Promosso e organizzato dalla SIdMA, Società Italiana di Musicologia Afroamericana, il CIJ ha proposto anche per quest’anno un percorso di formazione e aggiornamento esclusivo, per addetti ai lavori. Densa la programmazione: laboratori, seminari e masterclass in due panel, Musicologia e Giornalismo Jazz e Arrangiamento e Composizione per Combo e Big Band. Di là dalla cattedra Stefano Zenni, Luca Bragalini, Bruno Tommaso, Roberto Spadoni e un ospite d’eccezione, Javier Girotto. Suo il concerto di chiusura all’Auditorium delle Crocelle a Chieti, l’8 ottobre. Un «concerto in solitudine» (Zenni) dove l’elettronica fa da filtro a un racconto artificiale a più voci, quella estemporanea del maestro argentino e l’imponente edificio sonoro delle sue divagazioni ai sax e al clarinetto basso, rigorosamente in loop. Intervalli ampi, gradini dinamici da vertigine, temi semplici e ficcanti. A quinte aperte, Girotto crea. L’urlo raschiato in gola del sax e le voci della rivoluzione argentina viaggiano attraverso il tempo e si innestano, prepotenti, in quel presente sonoro così evocativo e sofferto. Il fraseggio è violento, dinamicamente spinto. Girotto esplora tutti i registri dei suoi sax, in un delirio che non si scompone. È un climax. Un corno, una voce recitante e il contralto riporta, malinconico e struggente, al passato. Canoni, imitazioni, un contrappunto fittissimo che circola nei loop e si libera nell’improvvisazione. Un oratorio, un cammino mistico, una conversione. Il tema è dolcissimo, e le interruzioni acide. Il dialogo col passato si fa nevrotico e passionale. Quasi lacrima il clarinetto basso. Arrivano i versi di Borges e la coralità intimista a ricordo di Alfonsina Storni e del suo tragico destino. Alfonsina y el mar. Il pubblico è dentro, calato nel dramma da protagonista. Il sax del maestro ne guida il bordone che tiene e sostiene l’intensità della narrazione. Suggestivo.

E dalle Crocelle al Teatro Marrucino. 9 ottobre. SIdMA Jazz Combo e SIdMA Jazz Orchestra in concerto. Roberto Spadoni è il «maestro di cerimonia, ineccepibile e brillante» (Zenni). Il combo, piccolo gruppo di due fiati, chitarra, contrabbasso, pianoforte e batteria, esegue i lavori originali di Riccardo Di Fiandra, Antonio Arcieri, Gabriele Carbone e Maria Cristina Cameli. Arrangiamenti dalle linee snelle e swinganti su standard da There is not a great love a My Romance, passando per Charlie Parker e Joe Henderson. Quando esce di scena il combo, si affacciano sul palco i maestri della SIdMA Jazz Orchestra. Arrangiamenti di Claudio Bonetti, Costanza Alegiani, Marco Fior, Andrea Montanaro, Gloria Trapani e Marco Vismara. Una sezione di fiati incontenibile, tra le riletture ammiccanti di I Mean You e le sinuosità di una ballad come September Song. C’è spazio per la contaminazione partenopea, accennata in Tototò a firma Fior, e per quella febbricitante della latina (chissà poi perché Balkanic) Meditation di Montanaro. L’orchestra perde trombe e tromboni e guadagna una vocal section tutta al femminile: Costanza Alegiani, Maria Cristina Cameli e Gloria Trapani. Tre timbri diversi in una trama sofisticata, dove composizione e improvvisazione non sempre trovano il giusto feeling, ma non tradiscono comunque il risultato finale che resta gradevole.

Borse di studio a Maria Cristina Cameli, Gabriele Carbone e Costanza Alegiani. Chiude il gran finale di Ritorno al futuro, nella rielaborazione pirotecnica di Marco Vismara. Una festa con finale esplosivo. E la gioia è contagiosa.

Venerdì, 14 Ottobre 2011 12:53

Chieti in jazz 2011

Scritto da

L'edizione 2011 dei seminari Chieti in jazz si è conclusa con un doppio concerto: sabato 8 ottobre si è esibito il "solitario" Javier Girotto e il giorno successivo è stata la volta degli studenti, con la prova del SIdMA Jazz Combo e SIdMA Jazz Orchestra.

Ma a Chieti in jazz non sono solo i musicisti a coltivare la propria passione. C'è chi quella musica cerca di comprenderla e tradurla in parole: una faticaccia, ma qualcuno deve pur farlo! E i migliori candidati sono proprio gli studenti del seminario di Musicologia e Giornalismo jazz che quest'anno sono riusciti, con ottimi risultati, ad interpretare il gran finale e regalerne le emozioni a tutti coloro che avrebbero voluto essere là. Valutate voi stessi:

 

 

Se vuoi scegliere la recensione che secondo te è riuscita a rispecchiare meglio lo spirito della serata (o semplicemente della persona che ti sta più simptica o ti ha pagato di più) vota il sondaggio sulla pagina facebook di AMAmusic

Per informazioni sui seminari Chieti in jazz clicca qui

Martedì, 20 Settembre 2011 15:06

Informativa sulla privacy

Scritto da

(ART. 13 CODICE DELLA PRIVACY)

Ti informiamo ai sensi dell'articolo 13 del Decreto Legislativo 30 Giugno 2003, n. 196 recante il Codice della privacy (di seguito "Codice"), che le informazioni ed i dati forniti in occasione della tua richiesta di iscrizione e registrazione al servizio newsletter del sito www.amamusic.it ("Sito") saranno oggetto di trattamento nel rispetto delle norme del Codice.

Le finalità, prettamente commerciali data la natura del servizio richiesto dall'utente, sono di seguito riassunte.

a) stabilire contatti - su richiesta degli interessati - con gli utenti interessati a fruire delle informazioni e notizie messi on line dal titolare del trat-tamento;

b) consentire all'utente che intende iscriversi la procedura di registrazione per richiedere - e successivamente ricevere via email - le newsletters del Sito aventi carattere informativo oppure aventi i contenuti richiesti dall'utente;

c) rispondere alle richieste di informazioni degli utenti relativi ai contenuti della newsletter ed in generale consentire al titolare di gestire i contatti richiesti dagli utenti.

La natura del servizio non è commerciale. Tuttavia, fin da ora ti informiamo che potrai in qualsiasi momento opporti alla ricezione di qualsiasi comunicazione che ti invieremo ai sensi di quanto appena descritto. Potrai esprimere il tuo rifiuto e cancellarti dalla mailing list tramite la stessa newsletter che riceverai ed a partire dal quel momento cesseremo ogni forma di invio.

I tuoi dati non saranno oggetto di diffusione.

Ai sensi dell'articolo 13, comma 1, lettera d) ti informiamo inoltre circa i soggetti o le categorie di soggetti ai quali, nell'esclusivo ambito delle finalità sopra specificate, i tuoi dati personali potranno essere comunicati o che potranno venirne a conoscenza in qualità di incaricati del trattamento: personale della nostra società, tecnici informatici che gestiscono i server.

Ti informiamo che il conferimento dei dati, per tutte le finalità sopra elencate, è facoltativo, ma il loro eventuale mancato conferimento potrebbe rendere impossibile prestare i servizi e/o le informazioni di volta in volta richieste.

Il Titolare del trattamento è il proprietario del dominio amamusic.it.

Con riferimento all'utilizzo sul Sito di tecnologie e/o tecniche per accedere a informazioni archiviate nell'apparecchio terminale di un abbonato o di un utente, per archiviare informazioni o per monitorare le operazioni dell'utente, ti informiamo che tale utilizzo avverrà unicamente per scopi legittimi relativi alla memorizzazione tecnica dei dati per il tempo strettamente necessario alla trasmissione della comunicazione o alla fornitura delle risposte richieste. Ti ricordiamo altresì che anche nel caso di operatività di tali sistemi di tracciatura/marcatura della navigazione web, l'utente ha sempre la possibilità di disattivarne il funzionamento modificando le impostazioni del suo browser, ed in ogni caso può opporsi a tale tipo di trattamento comunicandolo al Titolare.

I soggetti cui si riferiscono i dati personali hanno il diritto in qualunque momento di ottenere la conferma dell'esistenza o meno dei medesimi dati e di conoscerne il contenuto e l'origine, verificarne l'esattezza o chiederne l'integrazione o l'aggiornamento, oppure la rettificazione (art. 7 del d.lgs. n. 196/2003).

Ai sensi del medesimo articolo si ha il diritto di chiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento.

Le richieste vanno rivolte al Titolare, senza formalità, inviando una comunicazione all'e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

DISCLAIMER

Le informazioni contenute nelle Newsletter, laddove tratte da fonti esterne, hanno carattere esclusivamente informativo e di aggiornamento e non hanno carattere esaustivo, né possono essere intese come espressione di un parere o di una indicazione o presupposto al fine di adot-tare decisioni. AMAmusic non potrà essere considerata responsabile per qualsiasi uso fatto delle Newsletter né per qualsiasi azione od omissione posta in essere a seguito delle informazioni in esse contenute senza averci preventivamente richiesto uno specifico approfondi-mento o parere.

Tutti i marchi, nomi commerciali ed ogni altro segno distintivo pubblicati nelle Newsletter sono di esclusiva proprietà dei relativi titolari e sono protetti dalle legislazioni nazionali ed internazionali vigenti in tema di tutela della Proprietà Intellettuale e Industriale. Ogni violazione sarà perseguita a termini di legge. I contenuti delle Newsletters ed i contributi ivi pubblicati sono di proprietà dei relativi autori. Qualsiasi violazione dei relativi diritti d'autore ad opera di utenti registrati al servizio Newsletters non potrà comportare a qualsiasi titolo responsabilità della nostra società.

L'utente si impegna ad utilizzare il servizio Newsletter per scopi leciti, restando integralmente a suo carico qualsiasi responsabilità discendente da qualsiasi utilizzazione illecita, o in violazione di tutte le normative applicabili, di informazioni, dati, etc connessi al servizio.

Giovedì, 01 Settembre 2011 09:02

Diamanda Galas - La serpenta

Scritto da

Diamanda Galas - La serpentaStudiava biochimica all’università, ambiente accademico che abbandonerà anzitempo per dedicarsi integralmente al pianoforte. Quindi la decisione di chiudersi in una scatola ed iniziare a cantare: possiamo pensare che questa sia l’origine, in bilico tra storia e fantasia, de "l'urlo del sangue", come la stessa Diamanda Galas ama definire quel tratto peculiare, agghiacciante e raccapricciante della sua musica.

O forse sarebbe meglio definirlo affascinante e misterioso, tanto da averla consegnata se non all’olimpo, quanto meno a qualche bolgia dell’universo cantautorale.

Deve essere stata particolarmente segnata dalla frase «Solo gli idioti o le donnacce – per usare un eufemismo - diventano cantanti» pronunciata dal di lei padre, trombonista e bassista che crebbe la piccola Diamanda nella rigida osservanza della dottrina greco-ortodossa. Sembra infatti che la promettente musicista si sia anche prostituita, per gioco o per sfida, o forse per scavare ancor più in quella “carne macellata” citata nel brano estremo che grida senza mezzi termini la sua reazione all’imposizione spirituale: «Sono l’Antichristo».

Il pezzo è ben lontano da quella che è stata la sua iniziazione alla performance live, avvenuta a 14 anni, quando la giovane pianista americana di origini greche suonò con l’Orchestra Sinfonica di San Diego (città che le diede i natali nel 1955) il Concerto per Piano n° 1 di Beethoven.

Nietzsche, Baudelaire, Pasolini, Poe e De Sade sono gli spiriti guida di Diamanda negli anni dell’adolescenza segnata dalle note di classica, jazz e blues e dalla frequentazione di jazzisti d’avanguardia come David Murray, Butch Morris e Mark Dresser. Di lì a poco la proposta di esibirsi, nemmeno a dirlo, in ospedali psichiatrici. Ma bisognerà attendere gli anni dell’università per la vera e propria rivelazione delle sue uniche e strabilianti capacità vocali.

Se il debutto ufficiale in veste di interprete risale al 1979, quello discografico è datato 1982 con The Litanies Of Satan, album talmente estremo da essere guardato con diffidenza persino dall’avanguardia. Condensato di canto ed elettronica è il tremendo capolavoro che nemmeno la stessa Serpenta riuscirà a replicare: voci sovraincise spaziano attraverso un numero non ben definito di ottave, suoni lacerati e laceranti, acuti sopranili e gargarismi gutturali, riti pagani ed evocazioni demoniache permeano i due brani che compongono l’album.

The Divine Punishment (1986) è una sorta di spartiacque tra la prima fase, quella della sperimentazione esasperata, ed una seconda via, più teatrale, più drammatica, che culmina nel succitato Sono L’Antichristo brano cantato in italiano che, lungi dal voler comunicare un messaggio di satanismo, critica la religione cristiana in quanto istituzione. Completano la seconda trilogia Saint Of The Pit e You Must Be Certain Of The Devil, opera che segna l’inizio di un periodo poco brillante per la Galas.

Non va meglio negli anni ’90 con End Of The Epidemic (1991) e The Singer (1992), tanto che del 1994 abbiamo un decisivo cambio di rotta con The Sporting Life, album marcatamente deviato verso il rock, nato dalla collaborazione con John Paul Jones. L’esperimento si rivela piuttosto felice, un po’ meno lo sembra, nell’immagine di copertina, l’espressione del fu bassista dei Led Zeppeli, mentre subisce la minaccia di un coltellaccio da cucina brandito dalla Galas.

La sua produzione più recente è caratterizzata da una sorta di ritorno alle origini che per un’artista dello stampo di Diamanda Galas, proiettata verso l’altrove, attraverso uno sguardo che si spinge sempre un po’ più in là del comune sentire, non può che segnare una regressione, l’inizio della fine. Nulla infatti hanno da dirci gli ultimi suoi album, composti da live cover blues, gospel e jazz, noiosi e stantii, tra cui spicca la ripresa di Lonely Woman di Ornette Coleman, da sempre dichiarato per il suo fraseggio la maggiore fonte di ispirazione della cantante. Niente a che vedere, tuttavia, con la potenza perforante e dilaniante della sua voce stridula e profonda, limpida e gracchiante, sensuale e fastidiosa, con i vocalizzi multipli e soprannaturali che hanno caratterizzato la sua produzione passata.

Non resta quindi che godere delle incisioni più datate, quelle in cui depravazione e spudoratezza affioravano con prepotenza dalla tecnica sopraffina di una musicista molto preparata, una vocalist dalla rare doti canore, ricercatrice estrema ed attenta studiosa. Come una sorta di Picasso del pentagramma la Galas ha preso il suo talento e l’ha torturato per ricavarne un’arte del tutto personale ed inimitabile, tracciando un solco nella storia della musica contemporanea che difficilmente potrà essere cancellato.

di Martina Bernareggi

AMA Radio: scegli la tua musica

Prossimi appuntamenti

« Maggio 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    

 

ERROR_SERVER_RESPONSE_403