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Approfondimenti
Storie di musica
Storia di musica n. 14 - Tom Waits
«Quando sei ubriaco la fortuna non può non assisterti»
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Nella saletta dell’hotel londinese, piena di ninnoli come lo studio d’un lord, arrivò indulgendo alla sua più usuale incombenza, quella di recitare se stesso. Fin dall’incedere traccheggiando, con digressioni inattese e brevi implosioni epilettiche, l’opacità un po’ psicotica dello sguardo azzurrino e le interminabili scarpe a punta. «Tom Waits», si presentò tendendo una mano spropositata, poi «sediamoci qui, fa così freddo», invitò guidandomi al caminetto spento.
Si lanciò in un...
Riflessioni
Billy Joel // Un ventennio di silenzio
«Non ho più niente da dire»
Se qualcuno rivolgesse a Billy Joel la seguente domanda: «Mr. Joel, abbiamo notato che lei non incide più un album di inediti da quasi un ventennio, potrebbe significarcene la ragione?», il pianista e cantante newyorchese si liscerebbe il pizzetto osservando di sbieco l’incauto intervistatore e replicherebbe asciutto: «Non ho più niente da dire».
L’ ultimo prodotto da studio del ragazzo di Piano Man, fresco dei suoi 63 anni compiuti proprio oggi, risale infatti al 1993, il serioso River of Dreams, trainato da brani di successo come la title track...
Storie di musica
Storia di musica n. 13 - Sinéad O'Connor
Bianca donna della magia
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Fu un destino sgarbato ad assegnare a Sinéad O'Connor una madre manesca, ladra e alcolista. E un'indole alterna di santa e di strega, più un'infanzia di utopie e ossessioni. La stessa sorte imprudente ne imprigionò l'adolescenza in scuole-convento e in collegi-lager, dove il puzzo di sudore ed escrementi suppliva all'affetto: che poi, finisce che uno si metta a cantare e a scrivere, "prima che sentimenti e risentimenti ti esplodano dentro e ti mandino in pezzi", dirà lei, più avanti.
Del resto ne aveva di sgomenti da sfogare, Sinéad...
Storie di musica
Storia di musica n. 12 - Jaco Pastorius
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Il viso scarno, con l’ardore degli occhi e le labbra enormi, aveva una sua contrastata bellezza: con un’idea di carnalità, che stregava le donne, e un che di ascetico, che intrigava tutti. Rammentava, dissero, quello di Akenhaton, il faraone eretico e poeta. Del resto eretico, Jaco Pastorius, lo fu la sua parte: per come d’uno strumento gregario, il basso, fece un protagonista assoluto; per come smantellò le convenzioni del jazz con iniezioni di punk, psichedelia, Bach, funk, rhythm and blues; per come dalle quattro corde del suo strumento trasse di tutto:...
Storie di musica
Storia di musica n. 11 - Laurie Anderson
Piccola Sibilla elettronica
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Era un giorno del '94, in una Monaco rannuvolata. Laurie Anderson s'assopì, come spesso le accadeva, nel tiepido della controra. Chiuse dietro le palpebre i grandi occhi impertinenti e il sogno non tardò a intrufolarsi nel sonno. Era un suo modo di lavorare, il sogno: un'irruzione di fantasia sfrenata nel suo rigido mondo di relais e microchip, voci paranormali di origine ignota a rammentarle il primato dell'imponderabile sull'amatissima scienza. Vide una piana brulla, e su quella una stereofonia di tamburi che...
Riflessioni
Spettacoli dal vivo: forma o sostanza?
Il primo a lanciare l’allarme, più di trent’anni fa, era stato Franco Battiato, già vecchio saggio all’epoca: “E non è colpa mia/ se esistono spettacoli/ con fumi e raggi laser” (Up patriots to arms, 1980). Già da qualche anno in verità, era sorta l’usanza d’ incartare il “prodotto musica” in confezioni sgargianti, forse più attente alla forma che alla sostanza.
Palchi enormi, con scenografie futuriste, artisti e ballerini che svolazzano come al circo, gru come nei cantieri, tribune moventi, soffitti e pavimenti che s’innalzano ai cieli o sprofondano agli inferi, a...
Storie di musica
Storia di musica n. 10 - Nick Cave
«Orrendo a vedersi»
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«Ecco, io ti mando il mio messaggero a prepararti la via: c’è una voce che grida nel deserto...»: così s’iniziava il libro. Steso sul suo letto d’albergo l’uomo dall’anima lunga cominciò a leggere. L’aveva appena comprato, quel volumetto smilzo, in una bottega di Soho, rovistando tra gialli, romanzetti erotici, biografie d’atleti. «Solito papista fanatico», aveva sogghignato il libraio, guardando la faccia da patibolo, lo sguardo in allerta, la piega lunatica dei capelli corvini. Non seppe mai d’aver venduto il Vangelo...
Riflessioni
Saluto a Lucio Dalla
E invece e' bello chiuderli (gli occhi) di notte senza sapere se ti sveglierai… (Viaggi Organizzati 1984)
Il mio ricordo di Lucio Dalla è legato ai miei primi concerti, agli anni dell’Università. Visto sempre con i suoi Stadio e poi il “gran tour” con Gianni Morandi.
Musicista di formazione jazz, autore dei testi delle sue canzoni, ha vissuto l’esperienza beat, la sperimentazione ritmica e musicale, ha scritto colonne sonore amando sempre la “canzone italiana d'autore”. Artista eccezionale ed eccentrico ha sorretto il mio interesse per la “buona musica italiana”. I...
Storie di musica
Storia di musica n. 9 - Juliette Gréco
Fragile frastuono di libertà
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Anche nella morsa della Gestapo Parigi era smagliante. Ai piedi di boulevard Saint Michel la statua dell'Arcangelo era un inno alla luce, nei giardini del Luxembourg il verde straripava. La ragazza, sedici anni, passò rapida, con i seni da matriarca in affanno e i pantaloni da uomo sformati dall'incuria. Si fermò soltanto nel pronao del teatro, tra le colonne dove i clochard passavano la notte e dove ogni giorno andava a sognare e a dimenticare: sognare un futuro improbabile di palcoscenici, per dimenticare il presente.
È la...
Storie di musica
Storia di musica n. 8 - Piero Ciampi
«Sono livornese, anarchico e comunista»
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Per viatico chiese un fiore e un bicchiere di vino fresco. Poi vide i fianchi dell'infermiera sparire rotondi oltre la corsia, e finalmente scivolò nel nulla. Sorridendo di sollievo, come mai gli aveva concesso la vita. Furono pochi i giornali che annunciarono la morte di Piero Ciampi, in quel diaccio gennaio del 1980 che lui coronò il sogno di un'esistenza «tutta passata a morire, ad ogni cosa che faccio». Parlarono invece i poeti: «Cantò la normale stranezza della realtà - lo descrisse Maurizio Cucchi - con...
Riflessioni
Celentano // Festival di Sanremo 2012
Adriano, musica e (meno) parole
Nella serata di martedì, durante la prima puntata del Festival di Sanremo 2012, lo stesso s’è trasformato, com'era prevedibile, nell’ A.C.Show, un siparietto d’un ora circa con più parole che musica, nel corso del quale il Maestro è stato accompagnato da comparse assortite, tra cui i conduttori del Festival, Morandi e Papaleo, Pupo, la Canalis.
Dopo un’ introduzione apocalittica e superflua, in particolare in questo momento, il monologo è partito, pronti via, con una stoccata violenta contro i preti, che non svelano il motivo per cui siamo nati...
Storie di musica
Storia di musica n.7 - Joni Mitchell
L'insidiosa patologia della libertà
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Fu lei stessa a diagnosticare il male che l’affligge ormai da sessant’anni, l’insidiosa patologia della libertà. Comparandosi «al cuore d’un cactus», morbido dentro ma intoccabile fuori, in una delle sue canzoni più chiaroveggenti. Il testo le nacque al volante, mentre correva lungo l’East Coast in uno dei suoi raid solitari, e riflettendo sui perché della vita spense il motore e annotò, sul retro d’una multa: «Convinta d’amarli tutti/ li ha portati dentro i suoi sensi/ hanno riso dentro la sua risata»....




